di
Fausta Chiesa
L’Agenzia internazionale per l’energia l’ha definita la crisi energetica più grave della storia. Ecco il vademecum per risparmiare, dal lavoro da remoto alla cottura dei cibi
L’Agenzia internazionale per l’energia l’ha definita la crisi energetica più grave della storia. Eppure ne abbiamo già vissuta una molto pesante – per chi se la ricorda – alla fine del 1973. Erano in vigore le «domeniche a piedi», quando la crisi petrolifera impose il blocco delle auto private nei giorni festivi. Oltre al blocco domenicale, furono introdotte misure come la riduzione dell’illuminazione pubblica e la chiusura anticipata dei locali: era scattata la cosiddetta «austerity». Il 20 marzo l’Aie ha presentato una serie di misure sul fronte della domanda che governi, imprese e famiglie possono adottare per attenuare gli impatti economici sui consumatori causati dai rincari derivanti dalla guerra in Medio Oriente.
La crisi energetica
«Il conflitto – scrive l’Aie – ha provocato la più grave interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero mondiale, con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, che normalmente trasporta circa il 20% del consumo globale di petrolio, ridotto a un filo. Circa 20 milioni di barili al giorno di petrolio greggio e prodotti petroliferi transitano solitamente attraverso lo Stretto. La perdita di questi flussi ha causato una significativa contrazione dei mercati, spingendo i prezzi del petrolio oltre i 100 dollari al barile e determinando aumenti ancora più marcati dei prodotti raffinati quali gasolio, carburante per aerei e gas di petrolio liquefatto (GPL)».
Le dieci misure
Un nuovo rapporto dell’Aie individua dieci misure che possono essere attuate rapidamente da governi, imprese e famiglie. Queste azioni si concentrano principalmente sul trasporto su strada, che rappresenta circa il 45% della domanda mondiale di petrolio, ma riguardano anche il settore aereo, la cottura dei cibi e l’industria. «Una loro adozione su larga scala, ove possibile – commenta l’Agenzia guidata da Fatih Birol – ne amplificherebbe l’impatto globale e contribuirebbe ad attenuare lo choc.
1. Lavorare da casa, ove possibile
Riduce il consumo di petrolio legato agli spostamenti casa-lavoro, in particolare nei casi in cui il lavoro si presta al telelavoro.
2. Ridurre i limiti di velocità sulle autostrade di almeno 10 km/h
Velocità inferiori riducono il consumo di carburante di autovetture, furgoni e autocarri.
3. Promuovere il trasporto pubblico
Il passaggio dall’auto privata ad autobus e treni può ridurre rapidamente la domanda di petrolio.
4. Alternare l’accesso delle auto private alle strade delle grandi città in giorni diversi
I sistemi di rotazione delle targhe possono ridurre la congestione e la guida ad alto consumo di carburante.
5. Aumentare il car sharing e adottare pratiche di guida efficienti
Una maggiore occupazione delle auto e la guida ecologica possono ridurre rapidamente il consumo di carburante.
6. Guida efficiente per i veicoli commerciali su strada e la consegna delle merci
Migliori pratiche di guida, manutenzione dei veicoli e ottimizzazione del carico possono ridurre il consumo di gasolio.
7. Destinare il GPL ad altri usi rispetto ai trasporti
Il passaggio dei veicoli bifuel e convertiti dal GPL alla benzina può preservare il GPL per la cucina e altre necessità essenziali.
8. Evitare i viaggi aerei laddove esistono opzioni alternative
Ridurre i voli d’affari può alleggerire rapidamente la pressione sui mercati del carburante per aerei.
9. Ove possibile, passare ad altre soluzioni di cottura moderne
Incoraggiare la cottura elettrica e altre opzioni moderne può ridurre la dipendenza dal GPL.
10. Sfruttare la flessibilità delle materie prime petrolchimiche e attuare misure di efficienza e manutenzione a breve termine
L’industria può contribuire a liberare il GPL per usi essenziali, riducendo al contempo il consumo di petrolio attraverso rapidi miglioramenti operativi.
21 marzo 2026 ( modifica il 21 marzo 2026 | 12:06)
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