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Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Canberra. La protesta degli agricoltori Ue Copa-Cogeca: «Concessioni inaccettabili». Coldiretti: «Spinta importante per l’export agroalimentare»
L’Unione europea prosegue nella strategia di diversificazione dei mercati per contrastare l’incertezza provocata dalla guerra dei dazi scatenata dal presidente Usa Donald Trump. Dopo Indonesia (in settembre) e India (in gennaio), la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiuso martedì un accordo di libero scambio con il premier dell’Australia Anthony Albanese, che elimina oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni di merci dall’Ue per un risparmio annuo pari a circa 1 miliardo di euro, e comprende anche una parte dedicata a difesa e materie prime critiche (litio, manganese e alluminio), con azzeramento dei dazi e divieto di restrizioni all’importazione.
I lunghi negoziati
I negoziati, iniziati nel 2018, si erano interrotti tre anni fa sulle quote di carne bovina australiana a dazi ridotti che Canberra chiedeva di far entrare nell’Unione. Ma la nuova realtà internazionale ha spinto Ue e Australia a riprendere le trattative. «Non potremmo essere più vicini in termini di visione del mondo», ha detto la presidente von der Leyen, aggiungendo di stare «inviando un segnale forte al resto del mondo: l’amicizia e la cooperazione sono ciò che conta di più nei momenti di turbolenza». Il riferimento, implicito, è agli Stati Uniti che usano il commercio per minacciare gli alleati.
L’accordo
La Commissione prevede che le esportazioni dell’Ue cresceranno fino al 33% nel prossimo decennio, raggiungendo un valore annuo di 17,7 miliardi di euro. I settori chiave con un forte potenziale di crescita includono i prodotti lattiero-caseari (con un aumento previsto fino al 48%), i veicoli (52%) e i prodotti chimici (20%). Gli investimenti dell’Ue in Australia potrebbero crescere di oltre l’87%. Restano esclusi dall’intesa l’acciaio e il riso su cui restano in vigore i dazi applicati alla nazione più favorita (Mfn).
Il mercato australiano si apre ai servizi in settori chiave, tra cui quelli finanziari e le telecomunicazioni. Viene inoltre garantito un maggiore accesso alle imprese dell’Ue agli appalti pubblici del governo australiano.
L’agricoltura divisa
L’Ue ha una bilancia commerciale positiva per i prodotti agroalimentari con l’Australia, pari a 2,3 miliardi di euro nel 2024. L’accordo eliminerà i dazi sulle principali esportazioni dell’Ue, come formaggi, preparazioni a base di carne, vino e spumante, alcuni tipi di frutta e verdura, comprese le preparazioni, cioccolato e prodotti dolciari.
Il mondo agricolo europeo, che continua a contestare l’accordo con il Mercosur (entrerà comunque in vigore in via provvisoria il primo maggio) è però già sul piede di guerra. I principali sindacati, riuniti nel Copa-Cogeca, hanno denunciato le «concessioni inaccettabili» accordate dall’Ue all’Australia: «La serie negativa continua per l’agricoltura europea», hanno commentato, aggiungendo che «nel contesto post-Mercosur, l’impatto cumulativo dei successivi accordi commerciali» rende «inaccettabili» le «concessioni» fatte all’Australia. Più positiva Coldiretti: l’accordo commerciale «può rappresentare una spinta importante per l’export agroalimentare tricolore, con l’azzeramento dei dazi sui principali prodotti, dal vino ai formaggi, dagli ortaggi trasformati ai dolci, ma occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze e garantire la tutela degli allevamenti nazionali attraverso meccanismi di salvaguardia efficaci e rapidi».
Le novità per le carni
La Commissione ha spiegato che per i settori agricoli sensibili come la carne bovina, ovina e caprina, lo zucchero, alcuni prodotti lattiero-caseari, l’accordo consentirà importazioni dall’Australia a tariffa zero o ridotta solo in quantità limitate, attraverso quote tariffarie attentamente calibrate. Inoltre, è previsto un meccanismo di salvaguardia bilaterale che consente all’Ue di adottare misure per proteggere i prodotti europei sensibili e i loro produttori «nell’improbabile eventualità di un’impennata delle importazioni dall’Australia che danneggi il mercato dell’Ue».
Cosa cambia per prosecco, parmigiano e pecorino
L’accordo prevede anche la protezione in Australia di 165 indicazioni geografiche (IG) agricole e alimentari dell’Ue e 231 indicazioni geografiche (IG) di bevande alcoliche dell’Ue. Inoltre sono state individuate soluzioni di protezione su misura per alcune indicazioni geografiche (IG) dell’Ue, tenendo conto delle caratteristiche specifiche del mercato australiano (clausola dei «nonni»). Il compromesso trovato prevede che l’indicazione geografica dell’Ue «Prosecco» sarà protetta in Australia, ma i produttori australiani manterranno la capacità di usare Prosecco come indicazione di una varietà di uva nel territorio australiano, soggetto a un uso come varietà di uva e a un uso legato alle indicazioni geografiche australiane. Inoltre, Canberra si è impegnata a interrompere qualsiasi esportazione di vino con uva di prosecco dopo un periodo di dieci anni.
Per il «parmesan», non varrà la protezione garantita alla denominazione Parmigiano-Reggiano mentre il suo utilizzo sarà comunque disciplinato dal non utilizzo di grafiche, bandiere, simboli che riconnetterebbero quel prodotto a un’origine non italiana. Infine, per il Pecorino romano, l’uso sarà limitato al pecorino prodotto in Italia dopo cinque anni dall’entrata in vigore dell’accordo.
La «luxury car tax»
Resta in vigore in Australia la «luxury car tax» pari al 33% sulle auto di lusso importate dall’Ue, ma Canberra si è impegnata ad alzare la soglia del prezzo che fa scattare la tariffa: dagli attuali 80-90 mila dollari australiani attuali a 120 mila dollari australiani. Secondo la Commissione i veicoli elettrici dell’Ue trarranno il maggiore beneficio dall’accordo, con il 75% dei veicoli esportati che saranno esenti da dazi.
L’iter da seguire
Ora la Commissione presenterà la sua proposta di accordo al Consiglio (gli Stati membri) per la firma e la conclusione dell’intesa. Una volta adottata dal Consiglio, l’Ue e l’Australia potranno firmare l’accordo. Dopo la firma, l’accordo necessita del consenso del Parlamento europeo e della decisione di conclusione del Consiglio per entrare in vigore. Una volta che anche l’Australia avrà ratificato l’accordo, questo potrà entrare in vigore.
24 marzo 2026 ( modifica il 24 marzo 2026 | 17:46)
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