di
Christian Benna
La perdita della commessa Stellantis sull’olio Selenia costerà 70 posti di lavoro: tutti esuberi volontari. Lo ha annunciato alla Uilm la multinazionale malese attiva a Torino con il centro ricerche di Villastellone e il sito di Santena
La perdita della commessa Stellantis sull’olio Selenia costerà 70 posti di lavoro: tutti esuberi volontari. Lo ha annunciato ai sindacalisti della Uilm la Petronas Lubrificants International, multinazionale malese attiva a Torino con il centro ricerche di Villastellone e il sito di Santena, pur garantendo che la continuità aziendale non è a rischio, e così nemmeno gli altri 430 posti di lavoro sul territorio.
Eppure la fine dell’ennesima collaborazione tra Mirafiori e un’azienda dell’indotto, in questo caso una partnership storica perché durava da più di un secolo, scatena nuove polemiche lungo le filiere dell’auto in crisi. Dallo stop alle forniture di sedili della Lear per Fiat 500 e Maserati (la fabbrica di Grugliasco è stata dismessa) alla crisi dei rapporti con Yazaki (40 esuberi) a causa di commesse azzerate dal Tridente, e poi ancora il caso Transova, il peso di Stellantis quando stacca la spina da Torino si sente ancora. La scorsa estate l’azienda guidata da Antonio Filosa ha scelto, dopo una gara, di affidare le forniture dell’olio Selenia a Total. Un anno dopo, fatti i conti, tra costi e prospettive, Petronas decide di «alleggerirsi», dichiarando 70 esuberi.
«Siamo di fronte all’ennesima conseguenza delle scelte industriali di Stellantis che penalizzano il nostro territorio, interrompendo collaborazioni che duravano da oltre un secolo — ha affermato Gianna Pentenero capogruppo Pd in Regione —. Per questo motivo, ho presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale quali azioni intenda intraprendere per gestire questa crisi e salvaguardare il futuro produttivo del sito». Preoccupati, ovviamente, anche i sindacati. «All’azienda – ha sottolineato Vito Benevento della Uilm — chiediamo la conferma dei piani di investimento per salvaguardare gli stabilimenti e una verifica dei risparmi per recuperare le perdite di volume che derivano dal mancato rinnovo della commessa Stellantis».
Petronas Lubricants International ha inviato un comunicato nel quale ribadisce che «non esiste nessun rischio di continuità aziendale e desidera ribadire il suo continuo impegno nel sostenere una crescita di lungo periodo e garantire operazioni stabili e sostenibili in tutti i mercatig in cui opera». Si vedrà. Tant’è che oggi un quarto dei fornitori italiani si trova in situazione di difficoltà, come è emerso da un indagine di Anfia. La dipendenza delle imprese da Stellantis è in calo, circa il 39% del totale, ma non abbastanza.
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29 marzo 2026 ( modifica il 29 marzo 2026 | 08:46)
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