di
Silvia Morosi

I felini non interrompono l’assunzione di cibo solo perché sono sazi, dimostra uno studio guidato da Masao Miyazaki della Iwate University

No, non sta facendo i capricci. Quando il gatto lascia parte del cibo nella ciotola, non significa per forza che sia sazio e non abbia più fame. Il suo comportamento, infatti, potrebbe essere legato all’odore. A dimostrarlo uno studio pubblicato sulla rivista Physiology & Behavior, guidato da Masao Miyazaki della Iwate University di Morioka, in Giappone. Gli scienziati hanno osservato 12 gatti domestici – in buona salute, di età compresa tra i 3 e i 15 anni – alle prese con diversi tipi di crocchette. Dopo un digiuno di 16 ore, i felini sono stati sottoposti a sei cicli di alimentazione (ciascuno composto da 10 minuti con cibo disponibile e 10 minuti di pausa). 

Quando veniva proposto agli animali lo stesso alimento, la quantità consumata diminuiva progressivamente a ogni ciclo e la ciotola era sempre più piena. Quando, invece, erano introdotti cibi diversi in sequenza, il calo era meno marcato e l’interesse tornava a farsi sentire. Inoltre, anche senza cambiare il cibo, la semplice introduzione dell’odore di un alimento diverso contribuiva a far aumentare l’appetito. Viceversa, se durante la pausa tra un ciclo e l’altro i gatti erano esposti allo stesso odore, la quantità di cibo mangiata nel ciclo successivo calava. Insomma, i gatti non smettono di mangiare «solo» perché sono sazi, ma la loro motivazione cala perché si abituano a un odore e possono essere stimolati con l’introduzione di una nuova fragranza.



















































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Un fenomeno che i ricercatori definiscono «adattamento olfattivo» (olfactory habituation) e che differisce dalla «disassuefazione olfattiva» (olfactory dishabituation): se un odore viene percepito ripetutamente e in modo invariato, il cervello riduce la risposta a quello stimolo. D’altra parte, anche noi, davanti allo stesso piatto ogni giorno, perdiamo entusiasmo.

Questa scoperta, se confermata da studi più ampi, ha implicazioni molto concrete (anche nel campo del pet food, nella produzione di alimenti con diverse varietà olfattive): per gli esemplari anziani o malati che iniziano a mangiare poco, aggiungere qualcosa che cambi il profumo potrebbe stimolare l’appetito; mentre mantenere lo stesso alimento potrebbe aiutare gli esemplari in sovrappeso a consumare porzioni più ridotte.

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13 aprile 2026 ( modifica il 13 aprile 2026 | 13:02)