di Camilla Sernagiotto

Torna a imporsi come nuovo trend gastronomico, ma le sue origini risalgono agli anni ’70. Riscoperto durante il periodo del Covid, oggi è nuovamente protagonista dei feed di Instagram e TikTok

Il «cloud bread», il cosiddetto pane nuvola, è tornato al centro dell’attenzione sui social come nuovo trend gastronomico. Nato negli anni ’70 e riscoperto negli ultimi anni durante il periodo del Covid, quando ha iniziato a circolare con forza nei mesi di lockdown, oggi è nuovamente protagonista dei feed di Instagram e TikTok, sostenuto da milioni di visualizzazioni e da una rinnovata partecipazione degli utenti. Alla base del successo del «cloud bread» c’è una preparazione estremamente semplice. Gli ingredienti principali sono pochi: albumi d’uovo e una componente lattiero-casearia come yogurt greco o formaggio cremoso. Gli albumi vengono montati fino a ottenere una consistenza stabile e spumosa, quindi incorporati con delicatezza e cotti in forno. Il risultato è un prodotto soffice e leggero, privo di farina e zucchero e con un contenuto di carboidrati quasi nullo, che richiama l’aspetto del pane tradizionale pur rappresentandone un’alternativa. La ricetta essenziale e l’estetica molto accattivante di questo tipo di pane l’hanno reso virale e onnipresente sulle tavole della Gen Z. 



















































Diffusione e pubblico di riferimento

La diffusione del cloud bread è particolarmente forte tra chi segue regimi alimentari low-carb e chetogenici, nei quali la riduzione dei carboidrati è un elemento centrale. La semplicità della ricetta e la disponibilità limitata di ingredienti ne hanno favorito la circolazione anche tra utenti senza esperienza in cucina. I contenuti video dedicati alla preparazione hanno registrato numeri molto elevati in termini di visualizzazioni, con una produzione continua di varianti e reinterpretazioni condivise dagli utenti. La consistenza finale, descritta spesso come estremamente soffice, contribuisce in modo decisivo alla sua popolarità.

Origini e riscoperta nel tempo

Nonostante l’attuale visibilità, il «cloud bread» non è un fenomeno recente. La sua comparsa risale agli anni ’70, quando veniva associato alla dieta Atkins, un regime alimentare caratterizzato da un apporto molto ridotto di carboidrati, fino a circa 5 grammi al giorno. La versione originaria prevedeva l’utilizzo di uova, crema di formaggio e lievito. In seguito, alcune reinterpretazioni hanno modificato la composizione: tra queste quella proposta da @linqanaaa, che ha contribuito alla diffusione su TikTok utilizzando albumi, zucchero e amido di mais.

Varianti e personalizzazioni

Un elemento chiave del successo del «cloud bread» è la possibilità di personalizzazione. Pur mantenendo una struttura di base essenziale, la preparazione può essere arricchita con ingredienti aggiuntivi come aromi, estratti, coloranti alimentari, frutta secca o semi, modificandone gusto e aspetto. Questa versatilità ha favorito l’emergere di numerose varianti, rendendo la ricetta adattabile e facilmente replicabile in contesti domestici.

Procedimento

La preparazione segue passaggi definiti. 
1 – Gli albumi vengono montati insieme a zucchero e amido di mais fino a ottenere una consistenza densa e stabile. 
2 – In un secondo recipiente si lavorano i tuorli con formaggio cremoso fino a ottenere un composto omogeneo, che viene poi unito agli albumi con movimenti delicati per non comprometterne la struttura. 
3 – L’impasto viene quindi disposto su una teglia leggermente unta, modellato in porzioni e cotto in forno a circa 180°C per almeno 25 minuti, fino a una leggera doratura. È fondamentale lasciarlo raffreddare completamente prima del consumo.

23 aprile 2026