A Madrid sarà la quarta sfida fra i due, nonché l’esordio nel torneo per il numero uno del ranking. Nei tre precedenti ha sempre vinto Jannik, intanto però il ragazzo di Nimes è diventato la bestia nera di Medvedev…


Lorenzo Topello

Collaboratore

23 aprile – 14:37 – MILANO

L’atto primo delle sfide fra Sinner e Benjamin Bonzi è un’ammissione sincera: “I tennisti spesso si innervosiscono. Anche a me è capitato di rompere una racchetta…” confessa Jannik a fine match, ricordando che i nervi possono saltare in qualsiasi momento. A lui, quel giorno a Parigi, non capita: protesta contro l’arbitro per una chiamata dubbia, poi torna a macinare gioco e archivia la pratica in meno di due ore. Era il Roland Garros pandemico, quello dell’autunno 2020. Il primo disputato dall’azzurro. Che sulla terra madrilena ritrova Benjamin da Nimes per la quarta volta assoluta, con i precedenti che sorridono in toto a Sinner. Tanto che anche il francese l’ha buttata sul ridere: “Una strategia per batterlo? Proverò a tirar fuori solo ace e vincenti”. 

RE DEI CHALLENGER—  

Benjamin Bonzi se l’è guadagnata di prepotenza, la sua quarta sfida con Sinner. Al primo turno del 1000 di Madrid ha arpionato con le unghie e coi denti il tie break della provvidenza, considerando che il connazionale Droguet si era già aggiudicato il primo parziale. Poi l’ha saputa far girare di mestiere, approfittando anche di un briciolo di esperienza in più. Bonzi dopotutto compirà trent’anni a giugno e di cose nel circuito ne ha viste: soprattutto a livello Challenger, dove ha raccolto addirittura 11 titoli. Il best ranking lo ha raggiunto nel febbraio 2023, complice l’avventura da incorniciare all’Australian Open dove si è spinto fino al terzo turno sbarazzandosi del numero 15 Pablo Carreno Busta e finendo eliminato solo per mano di De Minaur. Grazie a quella cavalcata Slam ha centrato un biglietto per la poltrona numero 42 della classifica. 

LA SFIDA DI ROTTERDAM—  

Curiosamente il terzo e ultimo incrocio con Sinner (nel mezzo c’era stata la sfida di Indian Wells 2022, vinta dall’azzurro al terzo) coincide con le migliori settimane di Bonzi nel ranking: proprio in quel febbraio 2023 infatti il transalpino pesca Jannik all’esordio in quel di Rotterdam. Sfida che l’azzurro domina nel primo set, prima di cestinare tre palle break all’inizio del secondo e vivere un passaggio a vuoto che gli costa il break e l’intero secondo parziale. La reazione dell’altoatesino è comunque impetuosa: si prende il terzo con un 6-1 rabbioso in neanche mezzora e archivia la pratica. Sarà un torneo tutt’altro che banale per lui, quello di Rotterdam, se è vero che agli ottavi l’azzurro liquida Tsitsipas (con cui il mese prima aveva perso a Melbourne al quinto set) e si fa strada fino alla finalissima, dove cede a Medvedev. 

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BESTIA NERA DI MEDVEDEV—  

 Bonzi, pur perdendo tutte e tre le volte con l’azzurro, ha portato a casa un paio di set e non lo ha dimenticato: “Alcune volte sono state partite difficili, finite al terzo parziale” ha spiegato a Madrid dopo il successo con Droguet, “ora però Sinner ha vinto diversi tornei del Grande Slam ed è numero 1 al mondo. Completamente diverso rispetto al passato”. Sì, nel tennis tre anni assomigliano a un’era geologica. Bonzi invece, rispetto all’ultima sfida di Rotterdam, ha perso un po’ di smalto in classifica: ora è al numero 104, ma si è tolto la soddisfazione di vincere un titolo (Metz 2024) e ad agosto scorso ha annunciato la collaborazione con Nicolas Mahut, nome noto del tennis d’Oltralpe: “Ho sentito il bisogno di un rinnovamento, così ho pensato a lui molto rapidamente”. Gli effetti si sono visti: allo Us Open il ragazzo di Nimes ha scaraventato fuori nientemeno che Medvedev, diventandone la bestia nera dopo averlo battuto anche due mesi prima a Wimbledon: “Quella di New York contro di lui è stata la mia vittoria migliore. Non mi sono mai sentito così bene in campo. Sono orgoglioso di come ho lottato”. Gli servirà fare copia e incolla in terra madrilena, ora.