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Il microonde e uno dei piccoli elettrodomestici più usati in ogni casa, per via della sua comodità e per l’efficacia nel riscaldare gli alimenti. Tuttavia, l’infettivologo Matteo Bassetti ha commentato in un video postato sul suo profilo Facebook, i possibili rischi che può comportare l’utilizzo di contenitori in plastica nel pratico fornetto.


APPROFONDIMENTI

Lo studio

Il divulgatore scientifico ha avvertito i suoi follower che un nuovo studio, pubblicato su Environmental Science & Technology, ha provato che la plastica riscaldata in microonde rilascia fino a 4.2 milioni di microplastiche e 2.1 miliardi di nanoplastiche per cm². Questi minuscoli pezzettini di plastica vengono poi assorbiti dal cibo che ingeriamo, risultando pericolosi per il nostro organismo. 

Le microplastiche sono infatti considerate un agente contaminante che suscita crescente preoccupazione. L’Istituto Superiore di Sanità richiama l’attenzione sull’esposizione a esse attraverso alimenti e bevande, mentre gli effetti sulla salute umana non sono ancora stati chiariti.

Le alternative sicure

Per prevenire qualsiasi tipo di complicazione salutare, il medico genovese ha poi mostrato all’interno del video caricato sui social alcune valide (e sicure) alternative, per riscaldare ogni pietanza senza rischi: «Preferire contenitori in vetro e ceramica… va bene il microonde, ma evitiamo di usare la plastica. Anche i contenitori indicati come “adatti al microonde” possono rilasciare miliardi di particelle di plastica nel cibo» avverte. «Non si sa bene quale sia l’effetto sulla nostra salute di queste microparticelle, però rischiano di creare un’infiammazione continua e costante nell’organismo».

Lo studio citato da Bassetti nel video, aggiunge anche che i contenitori in plastica, con il passare del tempo, possono rilasciare (in maniera minore) particelle anche in luoghi refrigerati o a temperatura ambiente.

Tuttavia la ricerca non è definitiva, e gli stessi ricercatori ravvisano che serviranno ulteriori accertamenti per capire i reali effetti delle microplastiche sull’organismo umano.


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