di
Pablo Werba

Il dolore muscolare è l’effetto avverso più noto, ma uno studio pubblicato su «Lancet» ne ridimensiona la portata. La scienza ci dice che i benefici delle statine nel prevenire infarti e ictus superano di gran lunga i rischi

Prendo le statine da 10 anni per ridurre il colesterolo e ho letto che uno studio ridimensiona il rischio di effetti collaterali: posso stare tranquillo?

Risponde Pablo Werba, Incarico di alta specialità, Centro Cardiologico Monzino, Milano (VAI AL FORUM)



















































Recentemente su The Lancet è stata pubblicata una delle analisi più vaste mai condotte sulla sicurezza delle statine. Sono stati esaminati dati di oltre 154mila partecipanti in studi clinici in doppio cieco, dove né i medici né i pazienti sapevano chi stesse assumendo la statina e chi un placebo. Questo metodo è fondamentale perché permette di distinguere i sintomi realmente causati dalla molecola da quelli dovuti ad altre cause o alla suggestione («effetto nocebo»). L’analisi ha dimostrato che per ben 62 dei 66 effetti indesiderati spesso assegnati alle statine non esiste alcun legame di causa-effetto con il trattamento. I problemi confermati riguardano lievi anomalie nei test del fegato (transaminasi), un’alterazione della composizione delle urine o piccoli edemi, con un rischio assoluto molto basso, inferiore allo 0,1% all’anno.

Crampi e dolori muscolari

Per quanto riguarda i sintomi muscolari (come dolori, crampi o debolezza), lo studio non ignora affatto il problema. Al contrario, i ricercatori confermano che il dolore muscolare è l’effetto avverso più noto delle statine, ma ne ridimensionano la portata: nei trial clinici, le statine hanno causato un piccolo aumento (circa l’1%) di sintomi muscolari lievi, che però si manifestano quasi esclusivamente durante il primo anno di trattamento. Esiste però un’importante differenza tra le osservazioni dei trial e la pratica clinica quotidiana. In una ricerca condotta dalla Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi (Sisa) su oltre 16mila pazienti, abbiamo rilevato che nella vita reale la percezione dei disturbi muscolari è più frequente: il 9,6% dei pazienti riferisce dolori muscolari o crampi durante la cura con statine.

I benefici superano i rischi

Tuttavia, quando i pazienti sono stati sottoposti a un percorso rigoroso di sospensione e successiva ripresa della terapia, il problema è risultato legato al farmaco solo nel 3% dei casi. In conclusione, lei può continuare la sua terapia con serenità. La scienza ci dice che i benefici delle statine nel prevenire infarti e ictus superano di gran lunga i rischi. Se in futuro dovesse avvertire fastidi, non sospenda il farmaco autonomamente: ne parli con il suo medico, poiché nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi gestibili o non correlati alla cura. Qualora fosse intollerante alle diverse statine disponibili, ci sono alternative farmacologiche che possono essere considerate per alcuni pazienti.

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5 maggio 2026