Elevati livelli di stress e specifici ormoni steroidei anticipano lo sviluppo del seno di circa 7 mesi. Lo dimostra un’analisi sul contesto familiare e psicologico di giovani tra i 6 e i 13 anni
L’età della pubertà nelle bambine continua ad anticiparsi in tutto il mondo. Se fino a oggi la ricerca si è concentrata soprattutto sul ruolo dell’alimentazione, un nuovo studio della Mailman School of Public Health della Columbia University, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, dimostra che a fare la differenza è il modo in cui stress e BMI (indice di massa corporea) interagiscono con la biologia ormonale femminile.
I ricercatori hanno analizzato i dati del LEGACY Girls Study, una coorte di 1.040 ragazze di età compresa tra i 6 e i 13 anni reclutate negli Stati Uniti e in Canada, monitorando campioni biologici e il loro contesto familiare e psicologico. I risultati rivelano che quando l’indice di massa corporea è alto e si combina con livelli elevati di stress e specifici ormoni steroidei, l’orologio biologico subisce una brusca accelerazione, anticipando lo sviluppo del seno mediamente di sette mesi.
Non solo estrogeni
«A differenza delle ricerche precedenti, questo studio ha esaminato simultaneamente i modelli ormonali, l’indice di massa corporea e lo stress psicosociale, rilevati tramite valutazioni comportamentali standardizzate, all’interno della stessa coorte», racconta l’autrice senior Mary Beth Terry, professoressa di epidemiologia presso la Columbia Mailman School. «È interessante notare che abbiamo anche scoperto che le associazioni erano coerenti indipendentemente dalla storia familiare di cancro al seno».
La vera sorpresa dello studio riguarda però i protagonisti ormonali. Tradizionalmente si è sempre pensato che gli estrogeni fossero gli unici registi del cambiamento. La ricerca, guidata dalla dottoressa Lauren Houghton, professoressa associata di epidemiologia della Columbia Mailman School, evidenzia invece il ruolo cruciale dei glucocorticoidi, legati allo stress, e degli androgeni, ormoni spesso etichettati come prettamente maschili. Questi ultimi, se presenti in alte dosi prima della pubertà, agiscono come un acceleratore silenzioso. Curiosamente, lo studio ha osservato che alti livelli di estrogeni in fase prepuberale sembrano invece associati a un esordio più tardivo, smentendo la convinzione che basti la loro presenza precoce per innescare lo sviluppo.
Cambiare lo stile di vita
Perché questo dato è così importante per la salute pubblica? La pubertà precoce non è solo un passaggio psicologico delicato o un cambiamento fisico anticipato. Essere esposte agli ormoni sessuali per un periodo più lungo nel corso della vita aumenta statisticamente il rischio di sviluppare malattie croniche in età adulta, tra cui il cancro al seno e patologie metaboliche. Sapere che lo stress ambientale e psicologico gioca un ruolo così diretto permette di guardare alla prevenzione in modo nuovo.
L’ambiente in cui crescono le bambine, dunque, conta quanto ciò che mangiano. «Interventi per ridurre lo stress e cambiamenti salutari nello stile di vita possono contribuire a ritardare la pubertà precoce e a migliorare gli esiti di salute a lungo termine», conclude Lauren Houghton.
6 maggio 2026
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