di Camilla Sernagiotto
Il tè verde giapponese, in versione rigorosamente ghiacciata, si (ri)prende la scena nei menu di bar e caffetterie di tutto il mondo. Italia compresa
Non è più una moda passeggera o una mania da influencer: il matcha ghiacciato è un fenomeno globale che, via via, ha conquistato gusti e abitudini, spinto da una nuova generazione di consumatori alla ricerca di bevande più salutari. Ma cos’è esattamente? Si tratta di una varietà di tè originaria del Giappone. Ha l’aspetto di una polvere verde e, se un tempo era usata durante la cerimonie del tè, oggi è l’ingrediente protagonista di bevande fresche e dolci. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Il boom del matcha
La proposta di drink a base di matcha freddo è recentemente esplosa in tutto il mondo. Un esempio emblematico arriva da «Black Sheep Coffee», catena londinese che, di recente, ha introdotto proposte come Peaches & Cream o Matcha Lemonade. Proposte, queste, che hanno portato a un’impennata delle vendite del 227 per cento sull’anno passato. È il segnale di una rivoluzione nei consumi: bevande salutari e visivamente accattivanti stanno riscrivendo le regole della caffetteria moderna. Questa trasformazione è alimentata soprattutto dalla Gen Z. Secondo quanto riportato dal rapporto primaverile della National Coffee Association, i più giovani consumano meno caffè e prediligono tè e infusi.
Tra estetica e salute: perché il matcha piace
Il successo del matcha freddo non si spiega, però, solo con il colore acceso e la versatilità. Le qualità nutrizionali — è ricco di antiossidanti e più povero di caffeina rispetto al caffè — lo rendono ideale per chi cerca un’alternativa «gentile» all’espresso, ma ugualmente efficace per essere svegli e attivi. Nel panorama delle bevande estive, il matcha si afferma come piccolo lusso quotidiano: è personalizzabile, goloso e fresco. Tra le versioni più amate, ci sono i matcha-latte freddi, preparati con latte vaccino o vegetale, e arricchiti da aromi fruttati, miele o vaniglia.
Una tradizione antica e un’identità da riscoprire
Eppure, dietro l’evoluzione commerciale del matcha si cela una questione più profonda: quanto resta, oggi, del suo retaggio culturale? Tradizionalmente preparato in silenzio, con gesti lenti e meditativi, il matcha era parte di un rituale giapponese. La sua trasformazione in prodotto da banco rischia di svuotarlo del suo significato originario. Alcuni brand, come il marchio britannico PerfectTed, provano a ristabilire il legame con la terra d’origine, raccontando le storie dei coltivatori giapponesi, delle piantagioni d’ombra e delle antiche tecniche di macinazione a pietra. Ma nella maggior parte dei casi, il matcha è un ingrediente globale, adattato ai gusti occidentali e staccato dalle sue radici.
Il boom internazionale, dagli Usa all’Italia
Il valore del mercato globale del matcha è in costante ascesa: secondo le stime più recenti, si passerà dai 2,3 miliardi di dollari attuali a quasi 3 miliardi entro il 2028. Mentre l’Asia resta il cuore produttivo e culturale, è il Nord America a trainare la crescita, grazie alla continua ricerca di novità e prodotti salutari da parte dei consumatori. Catene come Prêt à Manger, Joe & The Juice e Blank Street hanno già ampliato i loro menu con versioni ghiacciate del matcha, spesso abbinate a ingredienti stagionali o insoliti. Anche colossi del retail come Whole Foods propongono una vasta gamma di bevande ready-to-drink a base di matcha, dalle versioni proteiche ai tè frizzanti. In Italia la versione ghiacciata del matcha incomincia a diffondersi. L’estro creativo non si ferma alle bevande: il matcha è diventato protagonista di dessert estivi. Il gelato, con o senza lattosio, è una scelta sempre più popolare per le giornate torride. Per chi ama sperimentare, c’è anche il matcha dalgona, ispirato alla celebre crema di caffè montata coreana, ma a base di tè verde, zucchero e acqua.
Come preparare a casa il matcha ghiacciato
Per chi desidera portare a casa propria l’esperienza del matcha ghiacciato, esistono ricette semplici e gustose. Il matcha freddo più «semplice» si prepara sciogliendo la polvere in acqua calda (mai oltre gli 80°C per non vedere evaporare — letteralmente — molte delle benefiche proprietà), sbattendo il tutto con un frustino di bambù e aggiungendo, poi, ghiaccio. Il matcha latte freddo, invece, prevede l’aggiunta di latte — vaccino o vegetale — e, a piacere, un dolcificante come miele o zucchero. L’aspetto da non sottovalutare è il bilanciamento tra le note erbacee e l’amarezza della polvere: se ben gestito, regala quel caratteristico gusto «umami» così apprezzato nella cucina giapponese. Il risultato è una bevanda cremosa, rinfrescante e sofisticata.
8 maggio 2026
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