di Alessia Calzolari

A curare la proposta gastronomica è stato il ristorante «Ca’ Matilda», mentre Petra Carsetti, esperta di galateo e campionessa mondiale di apparecchiatura della tavola, ha seguito l’allestimento secondo protocollo

Il «tè delle principesse» è un gioco fatto spesso dalle bambine, che si immaginano a sorseggiare infusi pregiati in tazze di finissima porcellana e a degustare deliziosi dolcetti e finger food. Ma cosa succede se una principessa vera – Catherine Middleton, in visita a Reggio Emilia – arriva davvero per un tè? Serve un’organizzazione impeccabile, in cui nulla è lasciato al caso. Nonostante «i tempi strettissimi per organizzare tutto» e «il protocollo allentato, trattandosi di una visita semi-privata», racconta Petra Carsetti, esperta di galateo e campionessa mondiale di apparecchiatura della tavola, che ha curato – da remoto – l’allestimento del buffet di benvenuto offerto dal sindaco di Reggio Emilia Marco Massari. 

Il menù

«La richiesta è stata quella di servire un tè, un pasto leggero» svela Petra Carsetti. «Abbiamo quindi voluto omaggiare la tradizione anglosassone, richiamando l’afternoon tea». Marcella Abbadini e Andrea Incerti Vezzani, titolari della «Locanda Ca’ Matilde» di Quattro Castella (Reggio Emilia) sono stati chiamati a preparare le pietanze servite nella Sala Rossa del Municipio: biscottini ed erbazzone. «”Ca’ Matilda” ha un orto meraviglioso e sono particolarmente attenti alla sostenibilità. Una scelta molto in linea con i valori della Principessa del Galles, ma anche di Re Carlo, da sempre difensore dell’ambiente» ricorda l’esperta. 

«L’afternoon tea prevede solitamente una pietanza salata, i finger sandwich, dei panini larghi due dita. Noi abbiamo deciso di richiamare il territorio: avevamo la possibilità di servire una sola portata sapida e abbiamo deciso di optare per questa “torta rustica” di origine ebraica a base di bietole tipica del reggiano. Al posto degli scones – dei paninetti serviti con clotted cream e confettura di fragole – e della piccola pasticceria dei tea inglesi abbiamo, invece, servito un assortimento di biscotti: alla lavanda bio, alla vaniglia e all’arancio». Alcolici? No grazie. «La tradizione anglosassone – spiega l’esperta – prevede anche dello champagne durante il tea. Noi abbiamo preferito evitare». Immancabile, invece, il tè, sia nero che rosso. «La Principessa del Galles ha apprezzato particolarmente i biscottini alla lavanda. Abbiamo previsto il tè rosso Qimen Jinzhen, oltre al classico English Breakfast, proprio per esaltarne a pieno il gusto e le peculiarità» rivela Carsetti. 



















































L’apparecchiatura

Da protocollo sarebbero servite delle stoviglie bianche e italiane: «Quelle Richard Ginori sarebbero state perfette», commenta Carsetti. Poi, invece, la scelta è ricaduta su delle tazze floreali con piattino verde Tiffany. «Sono le tazze usate abitualmente usate da “Ca’ Matilda” e ho ritenuto fossero adatte all’occasione, anche perché consentivano di tenere la cifra del ristorante anche durante il buffet». Non sono, poi, mancati i tovagliolini di lino, piccoli e leggeri, da tè appunto, mentre si è soprasseduto sulla tovaglia. «Inizialmente l’avevamo prevista, ma poi ci è stato chiesto di evitare di metterla, perché non di uso comune nel Regno Unito. Personalmente l’avrei tenuta: solitamente andrebbe seguito il galateo del paese ospitante, certamente mettendo a proprio agio il visitatore, ma senza rinunciare alle proprie abitudini» aggiunge l’esperta. 

I retroscena

Potrà apparire bizzarro, ma è in realtà una grande nota di merito per i professionisti coinvolti, a partire dal maître Andrè Joao Cunha Fiaes. Petra Carsetti, infatti, ha orchestrato, allineato tazze, pareggiato tovagliolini a distanza. Sicuramente la sua recente formazione, a novembre 2025, con Harold Grant, ex Royal Butler della Regina Elisabetta le ha consentito di impartire le giuste direttive anche solo vedendo l’allestimento in foto o video. 

Dopo aver ricevuto il tricolore nella Sala del Municipio, la Principessa e il suo entourage si sono spostati nella Sala Rossa per gustare il buffet di benvenuto. Qui Catherine ha, con il supporto della traduzione incontrato le signore di 80 e 90 anni – «parlavano in reggiano» racconta Carsetti – che nel dopo guerra hanno contribuito a realizzare quella che oggi è la Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi ETS, visitata proprio durante questo suo primo viaggio dopo la malattia.

14 maggio 2026