Il malessere che lo aveva colpito in campo è stato trattato con il liquido che si usa per la conservazione dei sottaceti che però va sputato. Niente vomito quindi

Una notte difficile, di sofferenza e tensione. Una notte insonne, insolita per lui, mentre l’Italia si domandava se e come Jannik Sinner avrebbe recuperato dal malessere che lo aveva colpito in campo. Il trattamento muscolare, non ancora crampi ma quasi, e il succo di cetriolini. Niente di misterioso, soltanto l’aceto che di solito si usa per la conservazione dei sottaceti. Enervit l’ha preparato apposta per lui, e ieri sera Jannik lo ha utilizzato nel momento di massima difficoltà e tensione. Un succo che non si beve, ma che si deve far passare in bocca, come uno sciacquo. Questa sostanza serve a stimolare dei recettori che si trovano all’interno della bocca e che sono in grado di inviare segnali al cervello per interrompere i crampi. Ecco perché ieri, mentre il fisio lo stava trattando, si è visto Sinner sputare. Non era un altro episodio di vomito, fortunatamente.

trattamenti—  

Una volta terminata la partita, Sinner si è sottoposto ai soliti trattamenti e ha integrato con molti liquidi e un’aggiunta di sali. Nessun virus o malattia, niente intossicazioni alimentari. Solo la fatica, fisica e mentale di diverse settimane in campo. Per questo stamattina il dottor Riccardo Ceccarelli, che segue la parte mentale del numero 1 al mondo era all’allenamento. Una piccola messa a punto per completare il match e arrivare col pieno di energia, di gambe e di testa, alla finale contro Casper Ruud: “È la prima volta che ho vissuto una cosa del genere. Ieri stavo soffrendo fisicamente nel secondo set. Nel terzo ho trovato la forza e mi sono connesso con il pubblico – ha spiegato -. Oggi è come se avessimo ricominciato dallo 0-0, anche se ero avanti di un break le cose potevano cambiare subito. Sono contento che sia finalmente finita questa partita. Stanotte ho faticato a dormire quindi mi manca un po’ quella notte di sonno”. Il sonno è la medicina prediletta del numero 1 al mondo, che soprattutto prima dei match importanti ha bisogno anche di dieci ore di sonno. Era successo anche nel 2024, quando sempre contro Medvedev, ai quarti di Wimbledon, aveva avuto un malore in campo. Dopo la sconfitta aveva sottolineato “Avevo dormito male”. Sogni d’oro, Jannik