L’indice di velocità del campo del Foro è sceso quest’anno da 28,9 a 25,3, avvicinandosi ai valori parigini
I campi degli Internazionali di Roma sono stati più lenti rispetto al 2025. E nemmeno di poco. Una sensazione, quella di giocatori e addetti ai lavori, che è stata poi confermata dai dati. Secondo i rilievi, il Court Pace Index (Cpi), ovvero l’indice di velocità del campo, è sceso a 25,3 di coefficiente contro il 28,9 dello scorso anno. Un riferimento che sarà utile ai tennisti anche al Roland Garros, visto che lo slam parigino e quello del Foro Italico sono molto simili per condizioni ambientali e velocità di palle, soprattutto se si gioca di giorno. Per dare un riferimento, il Cpi del Roland Garros ha sempre oscillato, negli ultimi anni, tra il 21 e il 22.
Cos’è il Cpi—
Il Cpi, ricordiamo, si basa su un coefficiente che misura la rapidità di una superficie incrociando due variabili, l’attrito e la restituzione verticale, con dati raccolti direttamente da Hawk-Eye attraverso il sistema di telecamere a triangolazione. Il Court Pace Index, dunque, mostra la velocità effettiva dei campi misurata durante le partite reali e consiste in una media calcolata sui giorni in cui si disputa il torneo Atp. Montecarlo, torneo che per altitudine, condizioni e periodo di gioco si può, in un certo senso, paragonare al Foro Italico, nel 2026 ha riportato un Cpi di 26,7, mentre Madrid, con la Caja Mágica a più di 600 metri sul livello del mare, ha avuto una media di 30,5, confermandosi come un torneo con una superficie più veloce rispetto alla media della terra battuta. Non una novità. Anche lo scorso anno, usando come indicatore la percentuale di ace realizzati (corretta per il servizio e la risposta in ogni partita) per valutare la velocità della superficie di gioco in ogni torneo, tenendo conto di tutti i fattori che influenzano il gioco come temperatura, umidità, vento, palline e, naturalmente, le caratteristiche fisiche, Madrid aveva un punteggio di velocità di superficie di 0,78, il Roland Garros dietro a 0,66, Roma nel 2026 ha avuto un punteggio quasi pari a quello di Parigi lo scorso anno, 0,64. La percentuale di ace dipende in larga misura dalla velocità della superficie del campo, dunque anche questo non è un fattore da sottovalutare.
Cosa è cambiato—
Il rallentamento della terra di Roma e della superficie in generale non è necessariamente dettato da un cambio del trattamento, della terra usata o così via. Semplicemente, essendo un torneo all’aperto, sono cambiate le condizioni rispetto allo scorso anno. Quella appena finita è stata un’edizione con temperature basse e anche con frequenti scrosci di pioggia. Differente dallo scorso anno, dove il sole ha praticamente fatto sempre da padrone. I giorni nuvolosi e la pioggia infatti influenzano, eccome, la velocità del gioco: campo più lento, palla più pesante. Inoltre, nella media rientrano, ovviamente, anche le sessioni notturne, e di notte con l’umidità il gioco rischia di diventare ancora più lento.