di
Giulia Taviani
Per alcuni è stata una fanatica, per altri la prima vera femminista. A capo della setta degli Shaker, nel Settecento Ann Lee predicò parità di genere, pacifismo, sostenibilità e comunitarismo. Oggi ha solo tre adepti
Conosciuta anche come Mother Ann, Ann Lee è stata una predicatrice inglese famosa per aver guidato gli «Shaker», una setta di Manchester, in America a ridosso della guerra d’indipendenza. Leader carismatica, da alcuni è considerata come la prima vera femminista, paladina di principi come la parità di genere, il pacifismo, la sostenibilità e il comunitarismo. Altri, invece, mettono in dubbio la sua figura considerandola una fanatica che ha trovato nei suoi seguaci un modo per scappare dalle sofferenze della vita.
La loro storia degli Shaker è raccontata nel musical storico «Il testamento di Ann Lee», ora disponibile anche su Disney+.
Ne rimangono solo tre
Sicuramente alcune delle lotte degli Shaker sono state pionieristiche: nel Settecento, creavano rifugi per le donne vittime di abusi e aiutavano gli afroamericani a liberarsi dalla schiavitù.
Credevano amche nel ritorno del Messia sotto forma di donna, più precisamente sotto forma di Ann Lee, la quale sosteneva di avere delle visioni. In una di queste Dio le avrebbe detto che il celibato era l’unica via per la salvezza e che il sesso (anche quello procreativo) fosse peccato. Ma forse quello era dovuto alla sua repulsione personale per la sfera sessuale.
La setta raggiunse i 6000 fedeli, all’apice del successo. Oggi gli Shaker contano solo tre membri, tutti e tre in America.
Chi era Ann Lee
Ann Lee nasce nel 1736 nella città inglese di Manchester. Seconda di otto figli, cresce in condizioni di povertà, senza possibilità di avere un’istruzione. Abita vicino a una chiesa anglicana, ma fatica a comprenderne le credenze, non riuscendo mai a integrarsi nella religione predominante.
Così, quando a 22 anni i coniugi James e Jane Wardley la avvicinano alla nascente setta protestante «Wardley Society» – costola dissidente del movimento quacchero in contrasto con gli insegnamenti della Chiesa – riscopre la religione.
La setta, poi ribattezzata «Shaker» per la tendenza degli adepti a pregare scuotendo il corpo e ballando, credeva che l’apocalisse fosse vicina, che Dio avesse sia una natura maschile che femminile e che il Messia fosse già tornato sulla Terra come donna.
Credevano anche che donne e uomini avessero le stesse responsabilità e promuovevano la parità di genere.
I figli morti giovani e la dedizione alla setta
Nel 1762 Lee sposa il fabbro Abraham Standerin, anche lui membro della setta, da cui ha quattro figli, morti tutti prima di compiere un anno. Dopo la morte dell’ultimo neonato decide di dedicarsi fermamente alla setta che, grazie al suo aiuto, si fortifica.
Essendo analfabeta, Ann Lee non ha lasciato testi scritti in prima persona, ma le testimonianze la descrivono come una figura carismatica e persuasiva, totalmente dedita alla causa, che spingeva i seguaci ad attaccare le funzioni religiose delle altre chiese che credevano «corrotte» dalla Chiesa d’Inghilterra, definita «dannata».
L’arresto, il rifiuto del sesso e le premonizioni
Nel 1770, dopo una di queste interruzioni, viene arrestata e tenuta in prigione per 30 giorni. È in questa occasione che sostiene di aver avuto la prima premonizione: il celibato era la chiave per la purezza mentre il sesso era la radice di tutti i mali.
Alla base di questa visione però, c’è un’avversione al sesso più profonda: in primis per aver assistito ai continui rapporti coniugali dei genitori (al tempo vivevano tutti nella stessa camera e lei era la seconda di otto figli) e poi per il ricordo doloroso dei parti vissuti e la successiva tragica perdita dei figli.
La seconda premonizione arriva dopo quattro anni, quando capisce che deve portare il movimento in America.
L’America e le persecuzioni
Nel 1774 Lee e un piccolo gruppo di seguaci (meno di dieci in tutto, compresi il marito e il fratello) partono da Liverpool per New York. Due anni dopo fondano la comunità di Niskayuna, vicino ad Albany (capitale dello Stato di New York). Gli americani però – a ridosso della guerra d’indipendenza – guardano con diffidenza il loro essere pacifisti, accusano Lee di essere una spia britannica e la imprigionano.
Ma anche una volta liberata su richiesta del governatore, le cose non migliorarono: Lee e i suoi seguaci vengono perseguitati e attaccati per le loro convinzioni. Secondo alcuni, proprio queste percosse e ferite ricevute durante gli attacchi potrebbero aver contribuito alla sua morte, arrivata nel 1784, dopo dieci anni dal suo arrivo in America, nemmeno cinquantenne.

Una setta isolata dal mondo
Il gruppo continuò a crescere fino a raggiungere il suo apice nel 1840 con circa 6.000 seguaci. Per entrare a far parte della comunità, i futuri membri dovevano spogliarsi dei loro legami terreni – proprietà, matrimoni, debiti – e sciogliere le proprie famiglie (non essendo accettato il matrimonio).
I mariti vivevano con i fratelli, le mogli con le sorelle e i figli venivano cresciuti separatamente dai fratelli incaricati della loro cura. Organizzavano la loro vita attorno alla convinzione che il lavoro fosse un veicolo del divino.
Per molti anni hanno vissuto in modo isolato, limitando l’accesso a libri e musica «dal mondo esterno» e designando un rappresentante per le comunicazioni con il resto della società e la gestione gli affari. Solo nel 1900 si sono convinti ad allentare questa separazione.
I lavori esposti al Met di New York
Oggi però si contano solo tre membri: l’ultima fedele, April, di 59 anni, si è unita nel 2025. Poi ci sono Arnold, 67 anni, e June di 86. Il nome è diventato «United Society of Believers in Christ’s Second Appearing», e insieme vivono nella comunità di Sabbathday Lake Shaker Village nel Maine (Stati Uniti), in un grande edificio di mattoni pensato per ospitare circa 70 persone. Con loro vivono anche laici che gli aiutano nella gestione della comunità.
I principi cardine sono ancora quelli di secoli fa: celibato assoluto, vita comunitaria (beni condivisi e lavoro visto come pratica spirituale), uguaglianza dei sessi, pacifismo e semplicità. Oggi sono conosciuti soprattutto per la loro produzione di mobili, pratica con cui si sono mantenuti nel corso dei secoli (le loro sedie sono esposte al Metropolitan Museum of Art di New York).
Ma nel Maine producono anche candele di cere d’api, vendono erbe e tisane coltivate nel loro orto e gestiscono un gregge di 70 pecore e quattro mucche. In tre portano avanti quello che il New York Times definisce «uno degli esperimenti utopici più longevi d’America».
26 maggio 2026 ( modifica il 26 maggio 2026 | 15:48)
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