di Alessia Calzolari
Ecco le realtà premiate dalla Guida Michelin che si distinguono (anche) per la location
Non solo Copenhagen, Dubai o Venezia: anche posti decisamente inaspettati possono diventare delle vere e proprie mete gourmet. Anzi. La Guida Michelin ha, infatti, selezionato i ristoranti stellati (o segnalati dalla guida) che si distinguono proprio per la loro location insolita, come i fondali marini o i fiordi. Ecco quali sono.
«Under», Lindesnes, Norvegia
Una stella Michelin e una finestra panoramica di circa 11 metri. La vista? Subacquea. Il ristorante «Under», infatti, è il primo ristorante sottomarino d’Europa (e il più grande al mondo) e si trova 5 metri sotto il livello del Mare del Nord. Il menu, rigorosamente stagionale, è a base di pesce e frutti di mare e per arrivare alla sala da pranzo bisogna «inabissarsi» scendendo da una suggestiva scala di legno di quercia e acciaio.
«Alchemist», Copenhagen, Danimarca
Tra gli appassionati di alta cucina «Alchemist», guidato dallo chef Rasmus Munk, non ha bisogno di presentazioni. Il ristorante due stelle Michelin di Copenhagen serve il suo menu degustazioni in atti, in una performance tra il teatrale e l’artistico della durata di sei ore. I piatti – realizzati con tecnica impeccabile – vengono serviti in ambienti diversi, dal planetario alla sala operatorio. Lo scopo è quello di veicolare messaggi importanti su temi che vanno dall’etica al cambiamento climatico.
«Eatrenalin», Rust, Germania
Ristorante o parco giochi? Il dilemma è legittimo se si cena al ristorante «Eatrenalin» in Germania, ospitato all’interno del paco divertimenti Europa Park. Come si intuisce sin dal nome del ristorante, è l’adrenalina il filo rosso dell’esperienza. Si prenota in anticipo, scegliendo tra un menu onnivoro e uno vegetariano, e al momento della cena, che dura due ore, si gustano i piatti creativi dello chef Peter Hagen-Wiest viaggiando con delle «sedie fluttuanti» attraverso mondi fantastici e sale a tema. L’esperienza immersiva termina al bar con DJ set, champagne e cocktail.
«Locanda Don Serafino», Ragusa, Italia
Se volete concedervi una cena stellata in un poso insolito non serve andare lontano: in Sicilia, a Ragusa, c’è la «Locanda Don Serafino». Qui cenerete in una grotta. Elegantissima, con un servizio impeccabile e piatti stellati, ma in una sala scavata nella roccia. La «Locanda Don Serafino» si trova ad Ibla, il suggestivo centro storico della città, adiacente alla chiesa di San Serafino, patrimonio Unesco. Il menu è di matrice siciliana e alterna grandi classici a reinterpretazioni più creative e innovative.
«El Vagón de Beni», Hoyo de Manzanares, Spagna
Fascino da Orient Express e viaggi di altri tempi: è lo spagnolo «El Vagón de Beni», ristorante all’interno di due carrozze ferroviarie d’epoca, ferme sul binario di una stazione di collina ricostruita. Siamo in Spagna, a nord-ovest di Madrid, e la cucina di questo suggestivo ristorante segnalato dalla guida alterna la cucina locale con proposte contemporanee, che popolano i diversi menu degustazione tra cui è possibile scegliere, incluso quello dedicato ai pranzi feriali.
«Le Jules Verne», Parigi, Francia
Cosa può mai avere di inaspettato un ristorante a Parigi? Che si trova al secondo piano della Torre Eiffel. Non solo godrete di una vista unica, siete a 125 metri di altezza, sui tetti della Ville Lumière, ma ammirerete anche da vicino la struttura del simbolo della città. Il ristorante due stelle Michelin, guidato dallo chef Frédéric Anton, stupisce anche perché i suoi piatti «da Rossa» – creativi e stagionali prima di tutto – sono preparati in una cucina misurata, in cui lo spazio per le scorte è ristretto.
«Nōksu», New York, Stati Uniti
Mangiare in metro, a New York, non equivale a caffè da asporto e snack dalle macchinette, ma a una cena stellata. È il caso di «Nōksu», ristorante della metro di Koreatown, ad Herald Square, guidato dallo chef Dae Kim. Si mangia al bancone, vista cucina, si accede solo con un codice e il menu è a base di pesce e frutti di mare, ma il piatto da non perdere è il piccione maturato a secco, «preparato al tavolo in uno scenografico rituale ispirato all’anatra alla pechinese, al suono nostalgico della musica degli anni ’80» scrivono dal sito della Michelin.
«Ossiano», Dubai, Emirati Arabi Uniti
Dove, se non a Dubai? Qui, da «Ossiano» si cena immersi in un acquario, tra 65.000 animali marini, dagli squali alle razze che si ammirano attraverso le grandi vetrate. Al ristorante dell’Atlantis The Palm Hotel, premiato con una stella Michelin, si accede con una scala elicoidale di marmo e offre un menu degustazione da dieci portate, spesso terminate al tavolo, in cui ogni piatto omaggia un esploratore oceanico per restare in tema con la location.
«Jiwan», Doha, Qatar
«Jiwan» è premiato con i Bib Gourmand, ovvero rientra in quella categoria di ristoranti in cui a eccellere è (anche) il rapporto qualità prezzo. Situato nel Museo Nazionale del Qatar è stato anche inserito tra i più bei ristoranti del mondo del Prix Versailles. Il motivo è presto detto: oltre quattro milioni di cristalli Swarovski sono sospesi e disegnano un motivo a onda sul soffitto, mentre l’edificio che ospita il museo è a forma di rosa del deserto. Questa perla perfetta – questo il significato del nome in italiano – propone piatti della tradizione mediorientale riletti con occhio contemporaneo.
«Hajime», Osaka, Giappone
Hajime Yoneda, patron dell’omonimo ristorante ad Osaka, prima di conquistare le tre stelle era un ingegnere. Oggi il suo background scientifico si ritrova anche nel suo locale, che porta gli ospiti a fare un viaggio tra i pianeti, ad osservare la terra e l’alternarsi delle stagioni, temi che tornano anche nei suoi piatti. A dominare sulla sala, e a rendere evidente la filosofia dello chef, c’è un’enorme installazione a forma di pianeta.
«Shigetsu», Kyoto, Giappone
Sott’acqua, in metro, in mezzo ai fiordi e… i ristoranti della Rossa – in questo caso fa parte della lista Bib Gourmand – arrivano anche nei luoghi sacri. «Shigetsu», infatti, si trova sul sito Unesco del tempio Tenryu-ji, nell’antica Kyoto. La cucina è quella vegetariana della filosofia buddista e gli ospiti mangiano sui tipici tavoli bassi, seduti sui tatami. Ci si nutre di spiritualità, sia con i piatti che con l’atmosfera.
«Yong», Guangzhou, Cina
Da «Yong» ci si sente in un museo: l’edificio è storico, la collezione di antiche porcellane cinesi e di utensili artigianali da collezione e per accedere alla sala da pranzo si attraversa una galleria di manufatti. La cucina dello chef-star Lan Guijun è quella dello Sichuan, con noodle e sapori intensi. I menu degustazioni vanno prenotati.
1 giugno 2026
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