A 27 giorni dal crollo di Parigi, Jannik rientra con il sorriso. Alle 15.30 match sull’erba dell’Hurlingham Club per l’Armani Classic, kermesse non agonistica che anticipa lo Slam
Giornalista
24 giugno – 08:35 – MILANO
Il rito sacro che si ripete uguale a se stesso da più di un secolo si compirà come da tradizione alle nostre 14.30 di lunedì prossimo: il campione in carica di Wimbledon uscirà dalla porticina sotto il Royal Box ed entrerà nella cattedrale laica delle racchette per inaugurare il programma del Centre Court. E per la prima volta nella storia ultracentenaria del torneo più affascinante e più famoso del pianeta, sarà un campione che arriva dall’Italia: Jannik Sinner. Un anno fa, in finale, il numero uno del mondo scrisse una pagina leggendaria per sé e per il nostro sport battendo in quattro set l’arcirivale Alcaraz, vincitore delle due edizioni precedenti. Di fronte a una cerimonia che racchiude più di ogni altra l’essenza della nobiltà del tennis, qualche brivido gli correrà lungo la schiena; intanto, Jannik ha voluto anticipare la trepidazione che proverà in quel momento con un messaggio ispirato: “Per me, aprire le danze sul Campo Centrale sarà un momento emozionante. L’atmosfera è unica, diversa da qualsiasi altra cosa si possa provare sui campi da tennis di tutto il mondo. Non avrei mai immaginato che un giorno sarei stato io a calcare quel prato e ad entrare in quel teatro per la primissima partita del torneo”.
la paura è passata—
Quando muoverà il primo passo sull’erba più iconica che si conosca (l’avversario uscirà dal sorteggio di venerdì), saranno passati 32 giorni da quel maledetto pomeriggio del Roland Garros (era il 28 maggio) segnato dal crollo fisico contro l’argentino Juanma Cerundolo, che gli costò un’inattesa e dolorosa sconfitta mentre era sopra di due set e conduceva 5-1 nel terzo. Ne sono seguiti i giorni del tormento e delle domande, prima che gli approfonditi esami medici al San Raffaele escludessero qualunque problema che non fosse legato alle fatiche contingenti della cavalcata trionfale intercorsa in poco più di due mesi tra Indian Wells e Roma, con cinque Masters 1000 conquistati di fila e, in pratica, una partita ogni due giorni e mezzo. La scelta di non giocare tornei di preparazione prima di Wimbledon, sulla scia di Borg e poi di Djokovic, soliti saltare ogni appuntamento post parigino per presentarsi direttamente a Londra, era già stata presa a prescindere dal ko nello Slam francese. E, alla fine, è stata rafforzata proprio da quanto accaduto: in questo modo la Volpe Rossa, dopo una settimana di scarico tra vacanza e test clinici, ha potuto focalizzarsi sugli allenamenti, a Montecarlo e poi nella City, dove è arrivato alla fine della settimana scorsa, intensificando la preparazione ma concedendosi pure l’impegno mondano, l’altroieri sera, di una cena di gala organizzata per lui dallo sponsor Gucci.
prime risposte—
Certo, esordire ai Championships senza aver neppure assaggiato un po’ di tensione da competizione poteva rivelarsi rischioso, e così oggi il n.1, dopo 27 giorni senza partite, cercherà le prime risposte dai prati giocando un match di esibizione contro l’inglese Norrie, semifinalista dello Slam londinese nel 2022. Il palcoscenico è lo splendido Hurlingham Club, che ha tra i mecenati svariati membri della famiglia reale e da 32 anni organizza la classica kermesse non agonistica che anticipa Wimbledon, sponsorizzata dal 2022 dal marchio Armani. Siccome il programma dipende dalla disponibilità dei giocatori, al momento non è ancora stato comunicato un orario ufficiale, ma Sinner dovrebbe scendere in campo intorno alle 15.30 italiane, caldo permettendo, con diretta su Supertennis, e comunque prima di Damm con Khachanov. Dunque al momento niente Djokovic, invitato dell’ultimo momento, uno degli altri protagonisti (gli iscritti sono 12) insieme, tra gli altri, a Cobolli, Ruud, Shelton, Paul e Lehecka (oltre a Darderi, che però ieri ha passato il primo turno a Maiorca) di un evento iniziato ieri e che si dipanerà fino a sabato. Partite al meglio dei tre set, ma nell’ultimo si disputa direttamente un super tie-break a 10. Trattandosi di un’esibizione, in pratica sono gli stessi giocatori, di concerto con gli organizzatori, a decidere chi vogliono affrontare giorno per giorno, e di solito nessuno scende in campo più di due volte per non affaticarsi troppo. Un contesto da amichevoli estive, almeno nel contorno: poi, in campo, nessuno vorrà cedere un millimetro di prato. Perché il tempio dell’erba chiama.
© RIPRODUZIONE RISERVATA