di
Alessandro Fulloni
Formalizzata, presso il Centro Antiveleni di Pavia, la collaborazione tra la Procura di Larino, gli specialisti in lotta al bioterrorismo del Koch Institut di Berlino e i «super-poliziotti» del Bundeskriminalamt, l’agenzia federale
Sul «giallo della ricina», dopo quello degli specialisti in bioterrorismo del Robert Koch Institut di Berlino, dalla Germania arriva anche l’aiuto degli agenti del Bundeskriminalamt. Che è un po’ l’equivalente tedesco dell’Fbi, l’agenzia federale che, sotto il diretto controllo del ministero dell’Interno, si occupa delle inchieste riguardanti criminalità organizzata, terrorismo e altre minacce sul suolo nazionale.
I poliziotti tedeschi collaboreranno con la Squadra Mobile di Campobasso e gli specialisti del Servizio Centrale Operativo negli imminenti sopralluoghi previsti in Molise, a Pietracatella, a casa della famiglia Di Vita dove presumibilmente Antonella e sua figlia Sara ingerirono la letale proteina che le uccise nei giorni successivi allo scorso Natale.
Quale sarà la forma di aiuto dei poliziotti tedeschi con quelli italiani «lo vedremo: anche loro sono autorizzati a partecipare all’indagine, verranno», si è limitata a dire ieri la Procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, uscendo dal Centro Antiveleni di Pavia.
Qui, nel centro convegni dell’Ircss-Maugeri, l’inchiesta ha compiuto alcuni importanti passi in avanti giudiziario formalizzando (davanti al questore di Campobasso Domenico Farinacci) la collaborazione con Christian Herzog, direttore dello Zbs, il «Centro per le minacce biologiche», punto di riferimento in Europa, e Sylva Worb, tra le maggiori esperte nello studio delle tossine biologiche.
I due specialisti del Koch — istituto nei cui archivi ci sono dossier su guerra batterica, antrace, gli avvelenamenti dei dissidenti russi Navalny e Litvinenko — si sono detti in grado di trovare la ricina negli alimenti, e persino su indumenti e mobili, sequestrati nella villa dei Di Vita. «Da un certo punto di vista questa collaborazione con gli specialisti tedeschi – è la riflessione di Pietro Terminiello, avvocato che assiste uno dei cinque medici indagati per omicidio colposo – non desta particolari perplessità nel senso che oggigiorno gli strumenti normativi consentono questa scelta. Però devo dire che raramente si è assistito a una scelta di questo genere: anche noi in Italia abbiamo le nostre eccellenze, però questo evidentemente dalla misura della complessità di questo caso. Pertanto il pubblico ministero ha deciso di affidarsi ad un laboratorio, quello tedesco, che verosimilmente ha a sua disposizione una letteratura medica certamente più nutrita».
Di sicuro c’è anche altro. Dall’istituto berlinese, con tecniche mai viste in Italia, sarebbero anche in grado di rilevare eventuali anticorpi nel sangue di Gianni, il marito di Antonella, la figlia primogenita. Test che daranno risposte tra qualche mese. L’altra novità è di stamattina (martedì) con i prelievi di sangue proprio su padre e figlia.
I campioni entro poche ore saranno poi inviati in Germania. Domani (mercoledì) invece la consegna agli esperti tedeschi degli alimenti sequestrati a Pietracatella, in via del Risorgimento. Il sopralluogo nella casa della famiglia Di Vita, stando a quanto concordato nell’incontro di ieri a Pavia, si farà nei primi giorni di agosto.
30 giugno 2026
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