Roma, 10 luglio 2026 – Per interpretare Ulisse non è bastato studiare il personaggio. Per arrivare sul set con il fisico richiesto dal ruolo, Matt Damon ha affrontato tre mesi di preparazione intensiva, al termine dei quali aveva perso 18 chili. Una trasformazione costruita tra alimentazione rigorosa, allenamenti quotidiani e pochissime ore di sonno, resa ancora più impegnativa dalle riprese del nuovo film di Christopher Nolan. “Sembrava più una spedizione che un film”, ha raccontato l’attore parlando dell’esperienza sul set de L’Odissea, il kolossal tratto dal celebre poema di Omero che debutterà nelle sale italiane il 16 luglio. Chi ha già avuto modo di vederlo in anteprima nel Regno Unito parla di un’opera ambiziosa e spettacolare, elogiando la regia di Christopher Nolan e le interpretazioni di un cast che comprende anche Robert Pattinson e Zendaya.

BRITAIN CINEMA ODYSSEY

Matt Damon interpreta Ulisse nell’Odissea di Nolan

Una dieta senza eccezioni

Per entrare nei panni dell’eroe greco, Damon ha rivoluzionato completamente il suo stile di vita. Nel podcast Good Hang, condotto da Amy Poehler, ha raccontato di aver eliminato glutine, latticini, zuccheri, alcol e persino il caffè. Tutto era studiato nei dettagli e seguito da specialisti, con l’obiettivo di ottenere un fisico asciutto e credibile per il personaggio. Accanto alla dieta non sono mancati gli allenamenti, diventati parte della quotidianità. Una disciplina ferrea che, come ha ammesso lo stesso attore, oggi richiede uno sforzo ben diverso rispetto agli inizi della sua carriera. Ripensando ai tempi di The Bourne Identity, Damon ha sottolineato quanto il passare degli anni cambi il modo di affrontare una trasformazione fisica. “A trent’anni è un conto, a cinquanta è tutta un’altra storia”.

Sul set si dormiva pochissimo

Il lavoro, però, non finiva una volta usciti dalla palestra. Le riprese avevano ritmi serrati e il riposo era spesso un miraggio. “Se riuscivi a dormire cinque ore, ti sembrava di aver fatto il pieno di energie”, ha raccontato Damon con ironia. Tanto che la troupe aveva inventato un soprannome scherzoso per il film, chiamandolo “L’Odissea delle cinque ore”. Le giornate erano così estenuanti che, paradossalmente, non sempre era facile riuscire a prendere sonno. Un paradosso che l’attore ricorda ancora con un sorriso, ma che rende bene l’idea dell’intensità con cui è stato affrontato il progetto.

Location spettacolari, ma impegnative

Anche il resto del cast ha dovuto fare i conti con condizioni di lavoro impegnative. Nolan ha scelto di girare in alcuni dei luoghi più suggestivi d’Europa e del Nord Africa, tra Italia, Grecia, Islanda, Scozia e Sahara occidentale, privilegiando ambientazioni reali rispetto ai set tradizionali. Tra le sfide affrontate dal cast ci sono state anche le condizioni ambientali. Zendaya ha ricordato il gelo dell’Islanda, dove il freddo era così intenso da rendere quasi impossibile muovere la bocca. Damon ha invece raccontato l’esperienza in una grotta considerata dalla tradizione il luogo della nascita di Zeus. Arrivarci non è stato semplice e girare lì è stata una vera sfida. “Nessuno sarebbe stato così pazzo da provarci”, ha scherzato. Una sfida che solo Christopher Nolan avrebbe potuto decidere di affrontare.

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Matt Damon e la moglie Luciana Barroso

“Interpretare Ulisse è stato un privilegio”

Nonostante i sacrifici, Damon non ha dubbi: ne è valsa la pena. Dare volto a uno dei personaggi più celebri della letteratura è stata un’occasione che difficilmente dimenticherà. “Essere parte di questo progetto è una delle emozioni più grandi che abbia mai provato”, ha detto. Per lui L’Odissea non è stata soltanto una sfida fisica, ma un’esperienza intensa sotto ogni punto di vista. E, a giudicare dalle prime reazioni, il lungo viaggio affrontato da cast e regista potrebbe aver dato vita a uno dei film più attesi dell’anno.