di
Valentina Iorio
Al termine dell’indagine, Bruxelles potrebbe decidere di imporre dazi antidumping sulle importazioni dalla Cina di carne d’anatra fresca, congelata o affumicata
L’anatra alla pechinese è al centro di una nuova disputa tra Ue e Cina. Il problema sono i prezzi della carne importata in Europa, inferiori a quelli di mercato. Giovedì 9 luglio Bruxelles ha avviato un’indagine antidumping dopo che diversi produttori europei si sono lamentati dei prezzi troppo bassi delle carni importate dalla Cina che danneggiano il loro settore.
Gli aiuti di Stato cinesi
I produttori europei sostengono che la produzione di anatre in Cina stia beneficiando di sussidi a cascata. In particolare citano il 14° piano quinquennale cinese per la modernizzazione dell’agricoltura, che prevede misure di sostegno per i settori dell’allevamento e del pollame, e sostengono che politiche simili continueranno nell’ambito del 15° Piano quinquennale, presentato da poco.
Cosa potrebbe succedere ora
L’indagine di Bruxelles dovrebbe durare circa un anno e, qualora venisse accertata la concorrenza sleale da parte dei produttori cinesi, l’esecutivo Ue potrebbe proporre l’imposizione di dazi sulle importazioni di carne d’anatra fresca, congelata o affumicata, per proteggere il mercato e i produttori europei. Le misure dovranno poi essere approvate dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata.
Una mossa che rischia di indispettire Pechino
John Clarke, ex negoziatore commerciale senior per l’agricoltura presso l’Unione europea, ha dichiarato al Financial Times, che la tempistica dell’indagine stupisce dato che Bruxelles stava per riconoscere l’anatra alla pechinese come prodotto a origine protetta, vietando ai produttori non cinesi di utilizzare il termine. Clarke ritiene che colpire un prodotto così importante per la Cina potrebbe provocare una dura reazione da parte di Pechino. «È difficile pensare a qualcosa di più iconico in termini di cibo cinese, e il fatto che sia nel mirino di possibili azioni antidumping sarà visto negativamente dalle autorità e dai produttori cinesi», avverte. «Potrebbero interpretarlo come una vendetta per le loro misure antidumping sul cognac e potrebbero reagire con ritorsioni. I produttori di Prosecco dovrebbero preoccuparsi».
10 luglio 2026
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