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Redazione Salute

Negli Stati Uniti i casi aumentano: se ne sono registrati quasi mille casi nell’ultima settimana. La “colpevole” è un parassita che provoca malattie intestinali: si prende attraverso il consumo di acqua, frutta e verdura. Sintomi, cura, come proteggersi

La ciclosporiasi, un’infezione alimentare provocata da un parassita che provoca infezioni intestinali (cyclospora cayetanensis), sta colpendo un numero crescente di persone negli Stati Uniti. Secondo il Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), i casi sono in aumento in diversi Stati. La situazione più critica si registra in Michigan, dove nella prima settimana di luglio sono stati segnalati quasi mille casi e circa 40 ricoveri, contro i 170 registrati nella settimana precedente. Anche le autorità sanitarie di New York, Ohio e Illinois stanno segnalando un’incidenza superiore alla media. Al momento, però, l’origine del picco resta sconosciuta: il CDC ha dichiarato di non aver ancora identificato la causa dell’aumento delle infezioni.

Sintomi, contagio e trattamento

La cyclospora è un parassita microscopico che infetta l’uomo attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati da materiale fecale contenente le oocisti del parassita. Dall’ingestione possono trascorrere da due giorni a due settimane, o anche più, prima della comparsa dei sintomi. Il disturbo principale è una diarrea acquosa, con evacuazioni frequenti e talvolta molto abbondanti. Possono inoltre comparire febbre, crampi addominali, nausea, vomito, stanchezza e perdita di peso.
Le persone infette eliminano le oocisti con le feci, ma queste diventano contagiose solo dopo una o due settimane nell’ambiente. Per questo motivo la malattia, nella maggior parte dei casi, non si trasmette direttamente da persona a persona. Nella maggior parte dei pazienti l’infezione si risolve spontaneamente. Nei soggetti più fragili o con sintomi persistenti, il medico può valutare la prescrizione di una terapia antibiotica.



















































Come ridurre il rischio

Le infezioni da cyclospora sono spesso associate al consumo di frutta e verdura fresche, come lamponi, basilico, coriandolo, macedonie, piselli, lattuga e insalate miste. La prevenzione passa soprattutto attraverso il rispetto delle comuni norme di igiene e sicurezza alimentare. Al momento, in Italia, non sono segnalate L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che esistono oltre 250 diverse tossinfezioni alimentari, responsabili di sintomi anche molto differenti tra loro. Per ridurre il rischio è fondamentale lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di manipolare gli alimenti, lavare con cura frutta e verdura e utilizzare sempre acqua potabile sicura.

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10 luglio 2026