Secondo Le Parisien la maglia gialla sarebbe stata svegliata alle 5 e il danese alle due. Evenepoel: “Le regolo non lo consentono. È scandaloso”
Giornalista
19 luglio – 14:37 – MILANO
Notte agitata al Tour de France per la maglia gialla Tadej Pogacar e per Jonas Vingegaard, che segue il campione del mondo in classifica a 4 minuti e 30. Sei Tour de France vinti in due, quattro per lo sloveno e due per il danese. Infatti entrambi hanno subito – secondo quanto riportato da quotidiano francese Le Parisien – un controllo antidoping in piena notte: Vingegaard attorno alle 2, Pogacar verso le 5 senza poi riuscire a riprendere sonno. Il tutto prima del via della quindicesima frazione attualmente in corso, con traguardo in salita al Plateau de Solaison alla vigilia del secondo e ultimo giorno di riposo. Le due squadre, la Uae di Pogi e la Visma di Vingegaard, non avrebbero gradito. Il danese ha poi raccontato di averci messo circa 40 minuti a riprendere sonno. E così si è espresso Pogacar: “Ho dormito quattro ore. Di solito vengono la mattina presto, stavolta hanno anticipato ulteriormente”.
la difesa di evenepoel—
Perplesso anche Remco Evenepoel, terzo in classifica: “Mi hanno appena detto che sarebbe successo alle due di notte. Mi sembra molto strano, perché secondo le regole non è consentito – ha commentato Evenepoel in un’intervista al quotidiano belga Het Nieuwsblad -. È fastidioso, ma per fortuna questa notte non è stato un mio problema. Se fosse davvero così, sarebbe scandaloso”. Il belga ha poi proseguito: “Normalmente la regola prevede che i controlli inizino dalle sei del mattino, quindi le due di notte mi sembrerebbe un po’ esagerato. In quel caso starebbero davvero esagerando. Direi a Jonas e Tadej: ‘Provate a svegliare anche voi quei tizi alle due di notte. Così capiranno anche loro cosa si prova”.
il caso degli orari—
I controlli a sorpresa antidoping durante una grande manifestazione internazionale sono ormai una consuetudine, ma l’orario notturno no. Al punto che, a quanto risulta, la Visma di Vingegaard neppure sapeva che fosse possibile effettuarli attorno alle 2, come accaduto al capitano questa notte. E in effetti il software Adams, utilizzato dall’Agenzia mondiale antidoping per il monitoraggio degli atleti, consente i controlli tra le 5:00 e le 23:00. Ma in Francia, un’ordinanza del 2016 stabilisce che “le operazioni di controllo possono svolgersi presso il domicilio o il luogo di alloggio di un atleta anche tra le 23:00 e le 6:00, nel rispetto della sua vita privata e della sua intimità, qualora l’atleta faccia parte del gruppo target di un organismo sportivo internazionale o di un’organizzazione nazionale antidoping straniera oppure partecipi a una manifestazione sportiva internazionale”. Lo stesso articolo del Codice dello Sport (L232-14-1) precisa: «Quando il controllo viene effettuato tra le 23:00 e le 5:00, devono inoltre sussistere, a carico dell’atleta, gravi e concordanti sospetti che egli abbia violato o stia per violare le disposizioni del presente capitolo e un rischio di scomparsa delle prove”. Da registrare inoltre sulla vicenda il commento dell’americano Matteo Jorgenson, compagno di squadra di Vingegaard: “È una totale mancanza di rispetto nei confronti dei corridori. Stiamo puntando molto sul recupero. È una cosa di enorme importanza, soprattutto tra due delle tappe di montagna più dure. E poi ti svegliano alle 2 del mattino. Questo mi fa davvero infuriare”.
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