Quando si parla di caldo estremo, il pensiero va subito ai colpi di calore, alla disidratazione o ai problemi cardiovascolari. Ma c’è un altro rischio, meno conosciuto, che sta crescendo insieme alle temperature: quello delle malattie infettive.

A lanciare l’allarme è il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), secondo cui non sono i singoli giorni di caldo a rappresentare il problema maggiore, bensì le temperature elevate che si mantengono per settimane o addirittura mesi. Questo scenario, sempre più frequente in Europa, prolunga il periodo favorevole alla proliferazione di batteri e insetti vettori, modificando la diffusione di numerose infezioni. (ECDC)

L’ECDC individua quattro aree di particolare attenzione: infezioni alimentari, batteri del genere Vibrio, malattie trasmesse dalle zanzare e malattie trasmesse dalle zecche. (ECDC)

Alimenti: con il caldo i batteri si moltiplicano più velocemente

Le infezioni di origine alimentare sono tra le malattie più frequenti dell’estate. Le alte temperature accelerano infatti la crescita di batteri come Salmonella, Campylobacter, Escherichia coli e Listeria, soprattutto quando la catena del freddo viene interrotta.

I sintomi comprendono diarrea, nausea, vomito, dolori addominali e febbre. Nei bambini piccoli, negli anziani, nelle donne in gravidanza e nelle persone con difese immunitarie ridotte le complicanze possono essere più gravi.

Per ridurre il rischio gli esperti raccomandano di lavare accuratamente frutta e verdura, evitare contaminazioni tra alimenti crudi e cotti, conservare correttamente i cibi deperibili e cuocere completamente carne, pesce e uova. (ECDC)

I batteri del mare: attenzione alle infezioni da Vibrio

Le acque costiere calde favoriscono la proliferazione dei batteri del genere Vibrio, naturalmente presenti nell’ambiente marino.

Il rischio è maggiore nelle acque calde e a bassa salinità, come il Mar Baltico, il Mar Nero, parte del Mare del Nord e gli estuari dei fiumi, dove si mescolano acqua dolce e salata. Nel Mediterraneo il rischio è generalmente più basso, ma può aumentare localmente in condizioni ambientali favorevoli. (ECDC)

L’infezione può verificarsi consumando frutti di mare crudi o poco cotti, in particolare molluschi, oppure quando l’acqua contaminata entra in contatto con ferite aperte, abrasioni o piercing recenti.

Nella maggior parte dei casi provoca gastroenterite con diarrea, nausea e vomito oppure infezioni della pelle. Nei soggetti fragili può però evolvere in forme gravi.

Per questo l’ECDC ha aggiornato il proprio Vibrio Map Viewer, uno strumento che utilizza dati satellitari su temperatura e salinità del mare per individuare le aree europee dove il rischio è più elevato. (ECDC)

Zanzare: la stagione si allunga e aumentano dengue e West Nile

Le estati sempre più lunghe stanno favorendo la sopravvivenza delle zanzare per periodi maggiori dell’anno. In Italia il principale vettore è la zanzara tigre (Aedes albopictus), ormai stabilmente presente su gran parte del territorio nazionale.

Secondo l’ECDC cresce il rischio di trasmissione locale di malattie come dengue, chikungunya e virus West Nile, soprattutto quando virus importati dall’estero incontrano popolazioni di zanzare ormai ben insediate. (ECDC)

Queste infezioni possono provocare febbre elevata, mal di testa, dolori muscolari e articolari, eruzioni cutanee e intensa stanchezza. Nella maggior parte dei casi decorrono in modo benigno, ma nei soggetti anziani o fragili il virus West Nile può determinare gravi complicanze neurologiche.

Per proteggersi è fondamentale utilizzare repellenti autorizzati, installare zanzariere, indossare abiti leggeri ma coprenti nelle ore serali ed eliminare qualsiasi ristagno d’acqua nei giardini e nei balconi, dove le zanzare depongono le uova. (ECDC)

Zecche: attenzione anche in primavera e in autunno

Anche le zecche stanno beneficiando dei cambiamenti climatici. Inverni più miti e stagioni intermedie più calde ne prolungano infatti il periodo di attività.

Le principali malattie trasmesse sono la malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi, e l’encefalite da zecche (TBE), un’infezione virale che può colpire il sistema nervoso centrale.

Dopo una passeggiata nei boschi o nei prati è consigliabile controllare accuratamente il corpo e rimuovere rapidamente eventuali zecche con una pinzetta. In caso di febbre o della caratteristica macchia rossa ad anello che si allarga progressivamente è importante rivolgersi al medico.

Per la TBE è disponibile un vaccino efficace nelle aree dove la malattia è endemica, mentre non esiste un vaccino contro la malattia di Lyme. (ECDC)

Il cambiamento climatico sta cambiando anche le malattie

Secondo l’ECDC il cambiamento climatico rappresenta una sfida crescente anche per la salute pubblica. Temperature elevate e persistenti modificano infatti gli ecosistemi, favoriscono la proliferazione dei batteri e allungano la stagione di attività degli insetti vettori.

Per questo gli esperti invitano a non sottovalutare il rischio infettivo durante l’estate. Conservare correttamente gli alimenti, evitare il consumo di molluschi crudi provenienti da aree a rischio, non fare il bagno con ferite aperte, proteggersi dalle punture di zanzara e controllare il corpo dopo le escursioni sono semplici comportamenti che possono ridurre in modo significativo il rischio di infezione.

Fonti

* European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). As sustained heatwaves increase the risk of infectious diseases across Europe, ECDC scales up action and calls for cooperation (29 luglio 2026). (ECDC)

* European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Amidst heatwave across Europe, ECDC launches improved tool for monitoring the risk of infection in coastal waters (7 luglio 2026). (ECDC)

* Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). Food Safety – Fact Sheets.

* European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Informazioni su malattie trasmesse da zanzare e zecche. (ECDC)