di
Elena Tebano

Cinque focolai in diversi Stati e 100 ricoveri: il parassita che infetta l’intestino sta causando una epidemia, negli Usa. E mentre si cercano le cause, c’è almeno una certezza: il dipartimento della Salute guidato da Kennedy ha ridotto (drasticamente) i controlli sui patogeni alimentari

Due persone sono morte in Michigan a causa dell’epidemia di ciclosporiasi, una malattia alimentare, di solito non letale, portata da un parassita invisibile che causa attacchi prolungati e severi di diarrea. Sono i primi decessi confermati negli Stati Uniti correlati all’epidemia, che è in corso da mesi e che ha registrato oltre ventimila casi. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Sociali del Michigan ha dichiarato lunedì che entrambi i pazienti presentavano patologie preesistenti che potrebbero essere state aggravate dalla malattia intestinale e dalla disidratazione.

Negli Stati Uniti ci sono stati cinque focolai di ciclosporiasi negli ultimi mesi. Il più grave è stato ricondotto all’insalata servita nei fast food di Taco Bell in nove Stati americani: Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Michigan, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania e Virginia Occidentale. 



















































L’incertezza sull’origene del focolaio

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), a fine luglio, c’erano stati a 1.947 casi collegati alla lattuga, tra cui almeno 98 persone che hanno dovuto essere ricoverate in ospedale.
A luglio la Food and Drug Administration (Fda, l’autorità statunitense per la sicurezza dei farmaci e degli alimenti) aveva comunicato che all’origine del focolaio c’era con certezza l’insalata iceberg fornita dagli stabilimenti del Messico di Taylor Farms, un’azienda agricola californiana. Poi però ha smentito, dicendo che il test da cui risultava la contaminazione era un falso positivo. Sulla questione è intervenuto anche il Messico, sostenendo che non ci siano prove dell’origine messicana dell’epidemia. La Fda sostiene invece che rimane quella più probabile.  Taylor Farms  ha ritirato dal mercato la propria lattuga proveniente dal Messico centrale, che era venduta dai supermercati Walmart, dalla catena di distribuzione Sysco e da altre aziende, e ha chiuso il proprio stabilimento di lavorazione in quella zona. L’insalata sotto accusa non viene più servita da Taco Bell.

Che cos’è la Cyclospora

La Cyclospora è un parassita che infetta l’intestino e prolifera con il calore (ma viene ucciso se i cibi vengono cotti ad almeno 70 gradi Celsius, mentre è resistente alla disinfezione chimica di routine). Si diffonde attraverso le feci e di solito si contrae consumando acqua contaminata oppure frutta o verdura annaffiata con acqua contaminata da feci. I focolai precedenti, spiega il New York Times, «sono stati quasi sempre causati da lattuga o insalate miste, lamponi, basilico o coriandolo e, a volte, piselli o taccole. I responsabili tendono ad essere prodotti freschi spesso raccolti a mano e consumati crudi».

Le analisi per identificare la causa della contaminazione

Non è facile stabilire l’origine della contaminazione: molti casi non vengono mai ricondotti a un alimento specifico o ad altre fonti. Come spiega l’agenzia Reuters, la ciclosporiasi ha un lungo periodo di incubazione, due settimane, e spesso le persone infettate non ricordano cosa hanno mangiato esattamente e dove. Il minuscolo parassita che causa la ciclosporiasi non può essere rintracciato utilizzando i metodi di analisi più avanzati in cui gli scienziati coltivano gli agenti patogeni nei loro laboratori e sequenziano l’intero genoma dell’organismo. Devono invece estrarre il materiale genetico dall’organismo e creare copie sintetiche del suo Dna — un processo che a volte può portare a risultati falsi positivi, come è avvenuto nei test della Fda.

Negli Usa, casi in aumento

Per anni, negli Stati Uniti sono stati segnalati pochi focolai di ciclosporiasi. Tuttavia, il numero ha iniziato ad aumentare circa un decennio fa, con un picco particolarmente evidente nel 2018 e nel 2019. In precedenza, il 2019 aveva registrato il maggior numero di casi di ciclosporiasi segnalati negli Stati Uniti, con circa 4.700 casi. Questa epidemia di ciclosporiasi ha superato di gran lunga tale cifra. Il Michigan è l’epicentro dell’attuale focolaio. Gli esperti attribuiscono la tendenza all’aumento dei casi al cambiamento climatico e a una migliore capacità di individuazione (è probabile che in passato i casi di ciclosporiasi siano stati sottostimati).

Con Robert F. Kennedy jr, controlli ridotti

Ma c’è un’altra causa dell’attuale epidemia, ed è politica. Mentre i casi di contaminazione possono esserci sempre (e ci sono stati anche in passato), quello che cambia sono le salvaguardie messe in campo dal governo per individuarli e fermarli il prima possibile. E i controlli sui patogeni alimentari sono stati drasticamente ridotti dal dipartimento della Salute e dei servizi umani sotto la direzione di Robert F. Kennedy Jr. (non è l’unico caso in cui il segretario alla Salute ha imposto limiti alla medicina preventiva: ha anche eliminato numerosi vaccini obbligatori). Sotto Kennedy inoltre i Cdc hanno avuto un taglio di 3,5 miliardi di dollari di finanziamento solo quest’anno.

«I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Cdc) hanno silenziosamente e drasticamente ridimensionato il sistema più completo del Paese per il monitoraggio delle malattie di origine alimentare, che si stima colpiscano milioni di americani ogni anno» scriveva a settembre il New York Times. «Gli esperti di sanità pubblica considerano il programma, denominato Foodborne Diseases Active Surveillance Network (o FoodNet), uno degli strumenti più fondamentali per proteggersi dai pericolosi agenti patogeni, come la listeria e il vibrio, che causano malattie di origine alimentare. Per anni ne ha monitorati otto. A partire da quest’estate, ne monitorerà solo due», cioè la salmonella e l’escherichia coli.

La Cyclospora è uno dei patogeni che i Cdc diretti da Kennedy hanno deciso di non sorvegliare più. Gli esperti avevano avvertito che questo ne avrebbe favorito la diffusione. Non è un caso che la più grande epidemia di ciclosporiasi mai registrata negli Stati Uniti arrivi proprio ora. 

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4 agosto 2026 ( modifica il 4 agosto 2026 | 10:39)