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Michela Proietti, inviata a Solomeo (Perugia)

Pane, olio e umanesimo nel castello a Solomeo: «Le mie figlie? Le aiutavo a bigiare»

SOLOMEO (PERUGIA) – Ma non aveva detto che saltava il pasto serale, secondo la regola benedettina? «Se è per questo io e mia moglie neanche apparecchiamo, quando siamo soli». Brunello Cucinelli, il re del cachemire, simbolo del capitalismo umanistico, condisce di spiritualità anche la tavola. «I benedettini dal 13 settembre a Pasqua mangiano una volta al giorno. D’estate, che le giornate sono più lunghe, a mezzogiorno. Poi alle sei fanno una piccola ricreazione. Nella loro cucina esclusivamente vegetariana trovi zucchine, melanzane. Ma io amo la pasta, se me la tolgono mi butto giù dalla torre. E pane e olio buono». 

Il villaggio

Nel borgo di Solomeo, in Umbria, dove ha ricreato un villaggio ideale, con il castello, il teatro, il «Tributo alla dignità dell’uomo» e la biblioteca universale che sarà inaugurata tra un paio d’anni, ci aspetta al tramonto, nella terrazza affacciata sulla festa rinascimentale, che ospita ogni estate. 



















































L’attaccamento a questa terra è il punto di partenza. «Altrove non avrei fatto lo stesso percorso». Tovagliette in lino e cibo povero: pappa al pomodoro, torta al testo con prosciutto, verdura cotta, panzanella e l’imprescindibile pasta, gli umbricelli. «Da contadini, quando le zie facevano il sugo ci intingevamo il pane». Le figlie Camilla e Carolina ci fanno compagnia. «Si eredita la proprietà, ma non la capacità. Sono brave: io ero il papà dei sì, le aiutavo a bigiare, c’è un’intelligenza dello studio e una dell’anima. Ma a tavola mettevo loro i libri sotto le ascelle».

Brunello Cucinelli: «Senza pasta non posso stare. A Bezos bastò una pesca»

Anche il cibo è parte del capitalismo umanistico. In azienda la pausa pranzo è di un’ora e mezza. «Siamo 1.600 persone, quasi 500 vanno a casa, gli altri mangiano in mensa. Conobbi un signore svizzero che aveva una pausa di 18 minuti e per averne uno in più non lavava le mani. Io non so fare neanche una frittata, ma a mia moglie do il voto tutti i giorni. Poi riposo».

Il docufilm

In questo mondo lo smart-working non è stato abbracciato «perché non c’è creatività collettiva. Le riunioni le facciamo in piedi, veloci, tutti sono invitati a dire la loro. Si entra alle 8 e alle cinque e mezza si esce: come predicava sant’Agostino, si va a mettere ordine all’anima». Arrivano gli umbricelli, piatto del cuore. Ma la madeleine è una ciotola di latte tiepido. «Da piccolo scendevo con la scala dalla cucina, sotto c’era la stalla». Un mondo narrato da Giuseppe Tornatore ne Il visionario garbato. «Quando ho visto il film mi sono commosso. Ho voluto raccontarmi da vivo: vidi il film su Gianni Agnelli e pensai che non si sarebbe riconosciuto».

L’ospitalità è sacra. «Non mi piace invitare al ristorante, a casa ha un altro significato. Se ci raduniamo siamo tanti. Quest’estate in vacanza eravamo in trenta: figlie, nipoti, gli amici del paese». Il cibo è convivialità. «Cenare da solo mi fa tristezza. La sera davanti al fuoco parlo con i miei genitori. Quando mio padre morì l’ho vegliato due notti, gli chiedevo “ma che vedi”… Pitagora diceva di non andare a letto senza aver esaminato la giornata. Ma so essere mondano, con moderazione». 

Gli incontri 

Del principe Carlo conserva il ricordo dello stupore per il suono della campana di Solomeo. «Eravamo collegati durante il Covid. Prima che la regina morisse voleva venire. Quando ho saputo della sua malattia ci siamo scritti cose di grande umanità». Solomeo è stata di buon auspicio anche per Jeff Bezos, arrivato con una fidanzata di nome Lauren Sanchez. «Mi confidò le titubanze dell’essersi innamorato di lei e al tempo stesso i sensi di colpa verso la famiglia. Il fruttivendolo del borgo gli lanciò una pesca. E lui la mangiò». Dalla festa rinascimentale arrivano i biscotti. «A volte alle 4 di mattina guido verso Norcia, da padre Cassian, che dopo 183 anni ha riaperto il monastero di San Benedetto. Mi insegna a non giudicare».

La politica è una passione, ma senza tentazioni. «Avrei votato repubblicano ma è sparito il partito. Ceno con Mario Draghi e a Giorgia Meloni ho consigliato il bianco, le dona». A figlie e nipoti ha regalato mille libri. «Nei testi trovo le risposte, il corpo muore, l’anima no. Minaccio: “guardate che vengo a vedere se mantenete bene il teatro”… Rimango paesano, non andrei neanche in vacanza. A casa scherzo: “chiudetemi e aprite quando tornate”».

23 agosto 2026