Una nuova tecnica porta miglioramenti in quasi il 60% dei casi. Una speranza per chi non tollera la CPAP

Giacomo Martiradonna

30 agosto – 16:36 – MILANO

L’apnea ostruttiva del sonno è un disturbo caratterizzato da ripetute interruzioni della respirazione durante il riposo notturno, dovute al collasso temporaneo delle vie aeree superiori. Si tratta di una condizione che può generare un pericoloso calo dell’ossigenazione e un sonno frammentato, con conseguenze a lungo termine che si traducono in sonnolenza diurna, riduzione della capacità di concentrazione e un aumento del rischio di eventi cardiovascolari. Nei casi moderati o gravi, la gestione clinica si basa spesso sulla ventilazione a pressione positiva continua, o CPAP, ma una quota di pazienti non la tollera. Una nuova tecnologia di stimolazione nervosa impiantabile, tuttavia, potrebbe ampliare significativamente le opzioni terapeutiche disponibili.

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Apnea nel sonno, lo studio sul nervo linguale—  

Uno studio randomizzato coordinato da Atul Malhotra e pubblicato su Annals of Internal Medicine ha analizzato l’efficacia della stimolazione prossimale del nervo ipoglosso. L’idea è di agire sui nervi che controllano la lingua per mantenere libere le vie aeree durante il sonno e ridurre di conseguenza gli episodi di apnea.

La ricerca, denominata Osprey, ha coinvolto 104 adulti con apnea ostruttiva del sonno moderata o grave, arruolati in 23 centri negli Stati Uniti. Il protocollo prevedeva l’assegnazione casuale al trattamento immediato oppure a quello posticipato di sette mesi. L’obiettivo dei ricercatori era la riduzione dell’indice apnea-ipopnea al di sotto di 20 eventi per ora. Un risultato ottenuto nel 58,2% dei pazienti trattati, in un periodo di sette mesi.

Benefici della stimolazione—  

Il successo è stato ampio. I pazienti sottoposti a stimolazione del nervo ipoglosso hanno riferito di sentirsi più riposati, contro i benefici nulli del gruppo di controllo. E ulteriori miglioramenti sono stati osservati nei sei mesi successivi. Il tutto a fronte di un notevole profilo di sicurezza, anche se serviranno ulteriori studi prima di arrivare all’introduzione nella pratica clinica ospedaliera.