Tra le centinaia di prodotti annunciati nei primi giorni di IFA 2026, la fiera dell’elettronica di consumo che ogni settembre trasforma Berlino nella vetrina mondiale del tech, la parola più ripetuta nei comunicati stampa resta «intelligenza artificiale». Ma sotto la superficie di NPU, agenti autonomi e assistenti sempre pronti, il capitolo dedicato ai computer racconta anche altro: un produttore storico che prova a vendere la riparabilità come argomento di marketing, un marchio dimenticato che torna in vita, una software house taiwanese che scommette su un chip pensato più per gli sviluppatori che per gli utenti comuni, e un colosso cinese che decide di combattere l’omologazione dei laptop a colpi di Pantone. Un giro tra gli stand, quattro produttori, quattro strategie diverse per lo stesso problema: convincere chi ha già un pc perfettamente funzionante a comprarne uno nuovo (specie considerando la crisi delle memorie).