LECCE – Un finanziamento di mezzo milione di euro è stato concesso dalla Fondazione Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) al dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università del Salento per sviluppare il progetto “Iron-Sequestration as Adjuvant Against CRC Development” il cui referente scientifico è Marcello Chieppa, docente di Patologia Generale.
La ricerca, che avrà durata quinquennale, nasce da uno studio che è stato recentemente pubblicato un articolo sul “The Journal of Clinical Investigation”. Due colonie animali, identiche dal punto di vista genetico e cioè con una predisposizione allo sviluppo del tumore al colon, hanno portato a esiti differenti: una, cresciuta nei laboratori di Cleveland, ha sviluppato lesioni cancerose; l’altra, in Italia, ha sviluppato solo infiammazioni.
Le analisi delle due colonie hanno dimostrato come l’insieme di microorganismi presenti nell’intestino sia determinante per lo sviluppo del tumore del colon. Il microbiota di Cleveland, infatti, era più infiammatorio e ha prodotto lesioni cancerose nel cento per cento dei casi mentre quello di Lecce, meno infiammatorio, non ha causato la crescita del tumore.
Il cancro al colon retto è il secondo tumore più diffuso in Italia e il terzo al mondo, con una incidenza più alta nei paesi con redditi più elevati. E se i programmi di screening riescono a ridurre il tasso di mortalità, si nota d’altra parte la tendenza a un aumento dei casi. Questo incremento è da attribuirsi a stili di vita non corretti come la scarsa attività fisica, il fumo, l’obesità, l’eccesso di carne rossa e cibi processati. Il progetto punta a chiarire definitivamente il ruolo del ferro nel rendere il microbiota un complice del tumore.
“Nell’ultimo decennio – ha spiegato Chieppa – numerosi studi hanno evidenziato una stretta relazione tra il microbiota intestinale e il rischio di tumore del colon, dimostrando come la presenza di alcuni prodotti batterici favorisca l’infiammazione che, in soggetti predisposti, causa la comparsa di lesioni tumorali. Il ferro è un micronutriente essenziale sia per il corpo umano, sia per il microbiota intestinale. La regolazione della disponibilità di ferro all’interno del lume intestinale può avere un grande impatto sia sulla crescita del microbiota, sia sulla crescita delle cellule tumorali che necessitano di ferro per poter proliferare”.
Lo scopo dello studio è quello di trovare, quindi, una strategia per eliminare i “rifornimenti” che possono favorire l’insorgenza di forme tumorali: “Insieme ai nostri collaboratori – prosegue Chieppa – valuteremo la possibilità di utilizzare prodotti di origine nutrizionale per sequestrare il ferro in eccesso all’interno del lume intestinale in modo da favorire la crescita di un ‘microbiota sano’ e prevenire la comparsa del tumore”.
Da questo punto di vista, presso l’Istituto di Scienze delle produzioni alimentari del Cnr, a Lecce, saranno sperimentate colture idroponiche di pomodoro per sviluppare regimi nutrizionali capaci di selezionare il microbiota protettivo. Provare in maniera definitiva la correlazione tra il ferro e il microbiota intestinale nel favorire lo sviluppo del tumore porterebbe anche all’individuazione di formule adiuvanti per migliorare l’efficacia delle terapie.
Il progetto del dipartimento dell’ateneo leccese vede coinvolti altri importanti centri di studio in Italia e negli Stati Uniti e scienziati di fama internazionale come Maria Rescigno dell’Università Humanitas di Milano, il professor Pietro Campiglia dell’Università di Salerno, Fabio Cominelli della Case Western Reserve University di Cleveland, nell’Ohio (Usa) e Angelo Santino del Cnr Ispa (Istituto di Scienza delle produzioni alimentari).
“Voglio ringraziare i mieti colleghi – ha concluso il professore – per l’aiuto e il sostegno ricevuto, indispensabili a portare la proposta progettuale fino in fondo e ottenere l’appoggio del comitato scientifico di Airc. La fiducia di una fondazione di tale importanza è per me motivo di orgoglio”.
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