di
Eleonora Lanzetti
Da «Space Salad» in via Marangoni a «Verde» in via dell’Aprica, gli indirizzi per un «light lunch» salutare (anche per l’ambiente). Ci sono pure i «pacchetti di insalate» per le aziende
Fine dei bagordi delle feste, si sposano abitudini più salutari, quantomeno nella schiscetta da portare in ufficio. Cotechini e capponi lasciano spazio a preparazioni più «healthy». E se non si prepara a casa, ci sono sempre i fast food delle insalate. Piccoli salad bar, o «dark kitchen» dove si preparano insalatone complete di vegetali, legumi, cereali, semi, con ingredienti provenienti da filiera controllata, bio, o a km zero. In via Marangoni, Space Salad ha il proprio manifesto: «Sostenibilità alimentare e sostenibilità ambientale sono i due concetti a cui teniamo di più». Si possono ordinare una «Apple Planet» con spinacino, cavolo nero, mele stark, feta, barbabietola, crostini,e mandorle a scaglie, ma anche una «Run to Mars» a base di misticanza, cavolo rosso, farro, salmone al forno, paatte, olive, noci. Per ogni insalata del menù, poi, vengono indicate calorie, apporto proteico, carboidrati e grassi.
E se tutto l’ufficio ordina – bisogna essere almeno in otto per essere sostenibili anche nelle consegne – l’azienda può sottoscrivere una sorta di abbonamento, Space Salad Credit: «Pensato per chi desidera offrire ai propri dipendenti un’alimentazione sana, comoda e sostenibile – spiegano dal fast food salutista – Attraverso un credito prepagato, le aziende possono acquistare un pacchetto di insalate, una soluzione pratica e vantaggiosa che promuove una dieta equilibrata all’interno dell’ambiente di lavoro, contribuendo al benessere dei dipendenti grazie a piatti freschi, e nutrienti».
A due passi dal Duomo, si ritira la schiscetta e la pausa pranzo è veloce ma bilanciata. Molte le proposte vegane di Fa Bio, in via del Bollo, dove il «roast beef vegano» viene condito con pesto di funghi porcini, maionese vegana, germogli, rucola, e melanzane grigliate, oppure si ordinano hummus accompagnati da ortaggi grigliati e dressing golosi.
Tra Isola e Scalo Farini, in via dell’Aprica, si trova Verde, il progetto di Valentina Suligoj, 32 anni, friulana e slovena di origine, che dopo la laurea in Bocconi e il lavoro nella consulenza internazionale a Londra, Hong Kong e Amsterdam, dà vita al suo salad bar etico e sostenibile. Un locale pensato per l’asporto e il delivery, con una cargo bike che consegna ciotole fresche e saporite che danno un senso alla pausa pranzo light. «Con Verde si promuove l’agricoltura rigenerativa e si sostengono gli agricoltori che la praticano. Le nostre bowl seguono strettamente la stagione; hanno legumi, grani e vegetali provenienti da filiera selezionata in tutta Italia – spiega Suligoj. Frutta e verdura arrivano da Allegricola (un’azienda agricola milanese) e dal Maso del Gusto in Trentino, le uova da De Agricultura, il pollo ruspante dal Piemonte, i formaggi da Cascina Bagaggera, azienda agricola biologica e sociale, nel Parco Regionale del Curone nella Brianza Lecchese, il pane da Tondo Forno, a Milano. «Un suolo fertile genera prodotti più nutrienti».
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12 gennaio 2026
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