di
Ilaria Sacchettoni

Gli esperti del nucleo Pef della Finanza negli uffici del Garante della Privacy per acquisire documentazione su incarico della Procura di Roma

Gli esperti del nucleo Pef della Finanza sono negli uffici del Garante della Privacy per acquisire documentazione, nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma. 

Nell’inchiesta sono indagati il presidente Pasquale Stanzione e altri membri dell’Autorità. I reati che sono ipotizzati nel procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, sono di peculato e corruzione.



















































I finanzieri stanno portando via carte e materiale informatico. A quanto è possibile verificare mentre sono in corso le operazioni di polizia giudiziaria il motivo della acquisizione documentale riguarda la vicenda segnalata dalla trasmissione Report sulle spese di rappresentanza dei componenti dell’Authority.

Ranucci: «Le spese per la carne, la mancata sanzione a Meta»

Appena si è diffusa la notizia delle perquisizioni, immediato il commento di Sigfrido Ranucci, conduttore del programma Rai, che spiega le indagini: «In seguito ai servizi di Report, la Procura ha aperto un’inchiesta. Al centro, ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio. Le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione, addebitate al Garante, e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories».

Le tessere Volare di Ita, i rimborsi, l’auto di servizio

Tra le «utilità» contestate dai pm di Roma ai quattro indagati, componenti del Collegio del Garante della Privacy, ci sono alcune tessere Volare classe executive, del valore di 6 mila euro ciascuna. Nel decreto di perquisizione e sequestro, in particolare nel capo d’accusa relativo alla corruzione, si contesta che gli indagati «in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale per altro – si legge nel decreto – il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tuttora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere Volare. 

In relazione alle accuse di peculato i pm contestano agli indagati che «avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare» e di avere «utilizzato l’auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica».


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15 gennaio 2026 ( modifica il 15 gennaio 2026 | 12:11)