di
Adriana Logroscino
Dopo settimane di dissidi interni, la nota che ufficializza l’addio: considero conclusa la mia esperienza». Al suo posto sarà eletto Enrico Costa. Del quale l’uscente rivendica: «È un mio amico, sta in FI grazie a me»
«Ho convocato l’assemblea del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera per domani sera. In quella sede, considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione a questo incarico». Con queste parole, dopo una mattina all’insegna di dichiarazioni di fuoco sulla contesa in corso, Paolo Barelli ha annunciato con una nota le dimissioni da capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. . Non senza aver rivolto quello che sembra appunto ai fratelli Berlusconi: «I partiti si governano dall’interno».
Domani, martedì, alle 20 l’assemblea del gruppo è convocata per l’elezione del nuovo capogruppo. L’indicazione, uscita dal vertice tra Antonio Tajani e i fratelli Berlusconi venerdì scorso, è per Enrico Costa. Di lui Barelli rivendica: «Costa è un mio amico, sta in FI grazie a me, l’ho fatto vicepresidente in commissione».
Da giorni il futuro ruolo di Barelli è oggetto di conciliaboli e faccia a faccia. Domenica Tajani avrebbe fatto il punto direttamente con la premier Giorgia Meloni su un ingresso del forzista, suo fedelissimo, nel governo come viceministro alle Imprese o alla Salute. Sul punto Barelli, che stamattina è andato a Palazzo Chigi, minimizza: «Sono stato a Palazzo Chigi per parlare con i funzionari di problemi legati a provvedimenti sulla sanità. Ho letto di ministeri, che Barelli chiederà. Io non ho chiesto assolutamente niente, non ho bisogno di nulla».
Nel profluvio di dichiarazioni rilasciate dopo giorni di silenzio, Barelli ha risposto anche a una domanda sul ruolo dei fratelli Berlusconi nell’avvicendamento, prima al Senato, dove Stefania Craxi ha preso il posto di Maurizio Gasparri, ora alla Camera. «Normalmente i partiti si guidano dall’interno. I figli del cavaliere hanno chiaramente un amore, un affetto scontato per il partito che è carne della loro carne ed è frutto del lavoro del grande padre, quindi è ovvio che si interessano delle cose che ha fatto. Dopodiché, poi, c’è la quotidianità e bisogna starci dentro».
Barelli tiene a mettere anche in chiaro che le sue dimissioni non sono state imposte. «A me non mi ha dimesso nessuno, firme contro di me non ce ne sono state. Nel ruolo mi ha indicato Silvio Berlusconi e i deputati mi hanno eletto. E il gruppo, sotto la mia guida, è cresciuto da 44 a 54 elementi. Senza che gli venisse offerto nulla. Sono venuti in Forza Italia perché hanno fiducia nel capogruppo e nel partito. I numeri sono questi. Poi, se il Signore, o chi guida le truppe, ritiene cose diverse, ho tante cose da fare. Non è che sto lì incollato. Morto un Papa se ne fa un altro. Siamo tutti indispensabili e nessuno lo è». E la data del «conclave» forzista, dal risultato già annunciato, è fissata per domani, martedì.
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13 aprile 2026 ( modifica il 13 aprile 2026 | 18:27)
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