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Valentina Baldisserri e Ilaria Sacchettoni
È un quadro di «sofferenza psicologica che nel tempo potrebbe sfociare in depressione», sostengono lo psichiatra Cantelmi e la psicoterapeuta Aiello
Come è cambiata la vita dei tre bimbi della famiglia del bosco dal giorno del loro allontanamento dal casolare di Palmoli e dai loro genitori, con il collocamento nella casa famiglia di Vasto? E cosa è accaduto dopo che i tre minori sono stati separati anche dalla madre, Catherine Birmingham, mandata via dalla struttura? È un quadro di «sofferenza psicologica che nel tempo potrebbe sfociare in depressione» quello che tornano a tracciare i consulenti dei Trevallion, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicoterapeuta Martina Aiello, nella nuova relazione tecnica di nove pagine, depositata martedì al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
I due specialisti hanno messo a fuoco i diversi momenti della giornata dei tre bambini: abitudini alimentari, sonno, attività ricreative e relazioni sociali. In tutti questi momenti — secondo la loro analisi — si registrerebbero «stravolgimento, disorientamento e a volte, comportamenti compulsivi».
Il cambio di dieta
«I bambini sono passati — è scritto nella relazione — da una alimentazione naturale, a base di verdure, legumi, frutta, porridge e frutta secca, priva di carne e latticini, a prodotti industriali e pieni di zuccheri che erano del tutto assenti nella loro dieta». Le conseguenze sarebbero talmente evidenti che si sarebbero registrati comportamenti compulsivi durante le videochiamate con la madre: «I bambini avrebbero chiesto dolci come a compensare malessere affettivo e tensione interna». Per i consulenti della difesa si tratterebbero di una «chiara relazione disfunzionale con il cibo indicativa di un disagio emotivo».
Il sonno e la tv
I tre piccoli avrebbero difficoltà ad addormentarsi, avrebbero un sonno agitato e frequenti risvegli nella notte. Colpa sì, dicono i consulenti, della separazione dai genitori e dallo stravolgimento delle abitudini (a Palmoli andavano a letto molto presto la sera). Ma colpa anche della tv che i tre fratellini ora guardano tutti i giorni mentre prima non esisteva nella loro vita. Peraltro c’è un passaggio nella relazione che fa riferimento proprio ai programmi che i minori hanno modo di vedere: «Cartoni animati, film e videoclip dai contenuti espliciti e violenti». Gli esperti rimarcano proprio la differenza tra lo stile di vita precedente dei bambini, abituati a giocare all’aria aperta, con i loro amici animali, e la vita al chiuso della comunità con «prevalenza di abitudini sedentarie».
Lo sradicamento
I bambini, secondo la relazione, rischiano di vivere uno «sradicamento affettivo», divisi come sono tra famiglia d’origine e nuovo contesto. «C’è una evidentemente frantumazione della figura materna e i bambini faticano a comprendere cosa accade. Siamo davvero preoccupati», commenta lo psichiatra Cantelmi. La richiesta pressante è il ricongiungimento. «Ogni ritardo nel ripristino della continuità affettiva e familiare — avverte —, espone i minori a un aggravamento del quadro psicologico».
Dalla casa famiglia di Vasto silenzio assoluto. L’ultima relazione delle assistenti sociali risale a metà marzo. Scrissero che i bambini «stavano meglio dopo l’allontanamento dalla madre».
Domani i tre minori verranno sottoposti alle perizie psicologiche per verificare lo sviluppo cognitivo e psico-affettivo. Se ne occuperà la consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli. I risultati di questa perizia e anche di quelle effettuate a fine febbraio sulle capacità genitoriali di Nathan e Catherine, saranno depositati entro maggio. Per allora il quadro sarà completo. Ma prima c’è un’altra data che potrebbe essere decisiva, quella del 21 aprile , quando la Corte d’appello dell’Aquila si pronuncerà sul reclamo presentato dai difensori Femminella e Solinas contro la sospensione genitoriale decisa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila il 24 novembre scorso.
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15 aprile 2026
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