Jannik nel 2026 ha riconquistato il numero 1. La storia dice che il suo punteggio da gennaio a oggi (3900 punti) gli garantisce un posto tra i migliori 8 a novembre
Giornalista
19 aprile – 08:52 – MILANO
Maestro già in primavera. Con la stagione sulla terra europea appena cominciata e tre Slam ancora da giocare, novembre appare un orizzonte davvero lontanissimo. Ma Sinner, nella favolosa versione di queste ultime sei settimane, ha già allargato lo sguardo e le prospettive fin laggiù, a Torino: in pratica, a metà aprile si è già assicurato la presenza alle Atp Finals, torneo di cui è doppio campione in carica grazie ai successi del 2024 e del 2025, e sempre senza perdere neppure un set. In pratica, il giardino di casa.
Oltre la soglia—
Ovviamente Jannik, che è primo nella Race, cioè la classifica che qualifica per il Masters e che tiene conto solo dei risultati dell’anno (quindi è partita dal 1° gennaio 2026), non ha ancora ottenuto la certezza aritmetica del pass, che arriverà quando il nono non potrà più superarlo pur giocando tutti i tornei in calendario da lì all’8 novembre, ma ha già accumulato un bottino che nelle ultime cinque stagioni ha sempre garantito l’accesso alle Finals. I suoi 3900 punti, frutto degli 800 della semifinale in Australia, dei 100 dei quarti a Doha e dei 3000 dei tre Masters 1000 consecutivi vinti (Indian Wells, Miami e Montecarlo), rappresentano dunque un certificato di garanzia: per dire, un anno fa il canadese Auger-Aliassime, l’ottavo, entrò con 3845 punti. Per il numero uno del mondo si tratterebbe della quinta partecipazione, e continuando nel parallelo con le altre edizioni, nel 2021 si qualificò da riserva con 3015 punti (raccolti addirittura in 25 tornei), mentre nel 2023, prima volta in cui strappò il posto da titolare, finì quarto nella Race con 5490 punti, quota che quest’anno potrebbe addirittura raggiungere prima del Roland Garros in caso di corsa prolungata a Madrid e Roma. A questo punto, Sinner potrebbe puntare a eguagliare Nadal e Djokovic, i soli che dal 2009, cioè da quando sono state introdotte le categorie di tornei attualmente esistenti e relativi punteggi turno dopo turno, si sono qualificati addirittura a maggio dopo gli Internazionali d’Italia. Fin qui, la Volpe Rossa ha ottenuto i tre pass da titolare il 7 ottobre (nel 2023), il 10 agosto (2024) e l’8 agosto (2025, quando però la squalifica di tre mesi gli ha impedito di scendere in campo in quattro Masters 1000 tra marzo ed aprile).
idolo di casa—
Le Finals, d’altronde, costituiscono uno degli appuntamenti del cuore del più forte giocatore del mondo, e non soltanto perché la sua esplosione è coincisa con lo storico approdo in Italia (dal 2021) dei migliori otto tennisti della stagione. Nel 2023 al Masters ha sconfitto per la prima volta in carriera Djokovic, nel round robin, anche se poi ci ha perso in finale; nel 2024 ha trionfato con una cavalcata memorabile, raggiungendo finalmente un traguardo a cui teneva in modo speciale, una grande vittoria davanti ai tifosi del suo paese; un anno fa ha replicato, prendendosi la più dolce delle rivincite contro Alcaraz dopo la sconfitta di due mesi prima in finale agli Us Open. Intanto, in attesa di volare stasera a Madrid dove lunedì parteciperà alla serata dei Laureus Awards da candidato al premio di miglior atleta dell’anno e nel prossimo fine settimana dovrebbe debuttare nel Masters 1000 della Caja Magica salvo diverse risoluzioni nelle prossime ore, ieri il numero 1 del mondo ha postato un paio di video delle sessioni di allenamento a Montecarlo, corredandole con un commento indiscutibile: “Il lavoro non si ferma”. Certo del primo posto in classifica almeno fin dopo Roma anche per i dolori dell’arcirivale Carlitos e con il Foro e Parigi come grandi obiettivi di questa parte di stagione, Jannik lavorerà in una doppia direzione, secondo le indicazioni che coach Vagnozzi ha rivelato durante il cammino trionfale a Montecarlo. Dal punto di vista tecnico, focus innanzitutto sul servizio, ormai arma letale che sulla terra potrà arricchirsi di nuove traiettorie, in particolare il kick a uscire, preziosissimo su una superfice dove le velocità di crociera inferiori possono essere compensate da un rimbalzo più alto in grado di spingere l’avversario fuori dal campo. E poi la palla corta: ormai Sinner è un lucido interprete di questa soluzione, perché sa leggere le circostanze in cui utilizzarla con successo, e deve solo trovare l’attitudine a giocarla anche con il rovescio, perché con il dritto ha acquisito grande sicurezza. Infine, lavoro sul recupero e sulla resistenza per una condizione fisica al top con cui affrontare le sfide tre su cinque dello Slam francese. Le ricette del Maestro.
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