Non solo ipertensione e colesterolo: l’obesità è un fattore di rischio determinante per l’ictus, responsabile di fino al 15% dei casi ischemici in Italia

Daniele Particelli

20 luglio – 10:38 – MILANO

Quando si parla di ictus e prevenzione, l’attenzione si concentra spesso su tre aspetti in particolare: l’ipertensione, il diabete e il colesterolo. C’è un altro fattore di rischio, sempre più diffuso nella popolazione italiana e non solo, che merita la stessa attenzione. È l’obesità, una condizione che secondo le stime più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità riguarda circa il 10-12% degli italiani, mentre il 33% è in sovrappeso.

A puntare i riflettori sull’importanza dell’obesità come fatture di rischio per il nostro cervello è A.L.I.Ce. Italia Odv, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, in occasione del mese di aprile dedicato proprio alla prevenzione dell’ictus. I numeri citati dall’associazione non tranquillizzano affatto: il peso in eccesso è responsabile di una quota compresa tra il 10% e il 15% dei casi di ictus ischemico. In Italia, dove ogni anno si registrano circa 120.000 nuovi casi di ictus, questo significa che fino a 15.000 eventi potrebbero essere direttamente o indirettamente correlati a sovrappeso e obesità.

Obesità e ictus, il rischio inizia da giovani—  

Se è vero che si tende a considerare l’ictus come una sindrome che riguarda principalmente la popolazione più adulta, è altrettanto vero che sempre più studi, negli ultimi anni, hanno dimostrato come essere in sovrappeso o obesi in giovane età, tra i 20 e i 40 anni, comporti un rischio di ictus aumentato di oltre 1,8 volte rispetto ai coetanei normopeso. E il dato preoccupa ancora di più se guardiamo all’obesità adolescenziale, associata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di incorrere in un ictus prima dei 50 anni.

“La scienza clinica ci dimostra in modo chiaro come l’obesità vada considerata un fattore di rischio importante e modificabile per l’ictus cerebrale. Questo rischio non riguarda solo le persone anziane ma si estende anche alle fasce giovanili: intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita salutari, può ridurre significativamente l’incidenza della patologia”, ha sottolineato il professor Danilo Toni, direttore dell’Unità Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma e presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv.

Un peso anche per il sistema sanitario—  

L’impatto dell’obesità non è solo clinico. In Italia si stima che questa condizione comporti costi complessivi superiori ai 13 miliardi di euro all’anno, tra spese dirette come ricoveri, visite e farmaci e costi indiretti come la perdita della produttività lavorativa. Le complicanze cardio-cerebrovascolari, ictus incluso, generano da sole oltre 2 miliardi di euro l’anno di spesa sanitaria diretta, senza contare i costi della riabilitazione, dell’assistenza a lungo termine e della disabilità post-ictus.

In occasione del mese dedicato alla prevenzione dell’ictus, gli esperti hanno deciso di rinnovare le raccomandazioni già note, ma troppo spesso difficili da seguire: seguire un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica regolare e ridurre progressivamente il peso in eccesso. “Dedicare il mese di aprile al tema dell’obesità significa ribadire il nostro impegno quotidiano nella prevenzione dell’ictus: informare, sensibilizzare, promuovere stili di vita salutari e sostenere percorsi di cura integrati”, ha ribadito Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv.