Stare troppo fermi, seduti, non solo fa male al fisico ma incide anche sulla serenità mentale
Riccardo Cristilli
28 agosto – 14:13 – MILANO
Molte persone per lavoro sono costrette a stare sedute per ore davanti a una scrivania e allo schermo di un computer, purtroppo l’essere umano conduce una vita sempre più sedentaria. Nei paesi con i redditi più alti gli adulti sono sedentari per almeno 11-12 ore al giorno, basta fermarsi un attimo a riflettere sulla propria vita per rendersi conto come il dato non si discosta dalla propria realtà e da quella delle persone che si conoscono.
contro la sedentarietà—
Non siamo però macchine fatte per stare ferme, il corpo deve consumare energia per stare bene. Per questo tutti gli esperti consigliano costantemente di alternare la lunga sedentarietà con degli esercizi fisici, in particolare il suggerimento prevalente è quello di fare movimento per 5 minuti ogni ora per chi conduce una vita sedentaria. Questo potrebbe mitigare, almeno in parte, i danni della sedentarietà. Ma questo gesto apparentemente semplice potrebbe apportare benefici non solo al corpo ma anche all’umore. Uno studio della Columbia University di New York, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ha sottolineato come fare movimento per 5 minuti ogni ora non incide sulle prestazioni lavorative e migliora l’umore e il senso di affaticamento generale giornaliero.
Più movimento per l’umore—
Per provare questa teoria i ricercatori hanno coinvolto 19342 adulti con occupazioni di vario tipo e di età diverse alla body Electric Challenge, un’iniziativa interattiva organizzata dalla radio pubblica degli USA. Circa il 60% dei partecipanti, dopo una prima settimana in cui ha condotto la propria vita normalmente, per 14 giorni ha fatto una piccola camminata di 5 minuti più volte nell’arco della giornata, alcuni ogni 30 minuti, altri ogni ora, altri ancora ogni 2 ore. I soggetti hanno segnalato di aver percepito una riduzione del senso di affaticamento e di umore, con un aumento di sensazioni positive in tutte e tre le diverse tipologie di pause. Al tempo stesso è diventato evidente come più crescevano le pause e più l’umore migliorava. In parallelo non si sono notati cali nella produttività, errori o distrazioni come conseguenza di queste pause, a dimostrazione quindi che non hanno influito sulla capacità di restare concentrati dei soggetti, anzi si sarebbero registrati dei miglioramenti nell’impegno e nelle prestazioni.
Attraverso questo studio i ricercatori hanno voluto dimostrare l’importanza di questi semplici movimenti che possono esser fatti senza particolari sforzi ma che hanno un impatto importante per combattere la sedentarietà e migliorare l’umore delle persone.
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