Dormire male e sentirsi più ansiosi durante il giorno potrebbe non essere una semplice coincidenza. Il rapporto tra sonno e ansia, infatti, sembra funzionare in entrambe le direzioni. Da una parte le preoccupazioni possono rendere difficile addormentarsi, dall’altra una notte trascorsa quasi completamente in bianco può modificare il modo in cui il cervello interpreta ciò che accade intorno a noi.

A indagare questo meccanismo è un nuovo studio condotto dall’Università di Melbourne, in Australia, i cui risultati sono stati pubblicati in pre-print su bioRxiv e non sono quindi ancora stati sottoposti alla revisione tra pari. La ricerca suggerisce che la privazione di sonno possa compromettere la capacità del cervello di abituarsi a situazioni nuove e potenzialmente minacciose. Il risultato è una sorta di stato di allerta prolungato: anche quando non esiste un pericolo concreto, il nostro organismo continua a comportarsi come se dovesse prepararsi a qualcosa di negativo.