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I sintomi da non sottovalutare nel Parkinson che compaiono prima dei tipici tremori
SSalute

I sintomi da non sottovalutare nel Parkinson che compaiono prima dei tipici tremori

  • 31 Agosto 2026

di
Cristina Marrone

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa ad evoluzione lenta, ma progressiva, che coinvolge funzioni quali il controllo del movimento e l’equilibrio. L’età media di esordio è intorno ai 60 anni, ma il 5% dei pazienti può presentare un esordio giovanile sotto i 40 anni. E la genetica non aiuta

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa causata dalla morte progressiva di alcune cellule del cervello che producono dopamina, un neurotrasmettitore che controlla i movimenti automatici del corpo. L’esposizione a idrocarburi, pesticidi, erbicidi, solventi o l’assunzione in modo indiscriminato di farmaci antipsicotici tipici o antinausea favorisce l’insorgenza della malattia.

«I sintomi precoci non motori possono manifestarsi fino a dieci anni prima della diagnosi della malattia. Quando compaiono i sintomi caratteristici del Parkinson come i tremori o la rigidità, la metà dei neuroni che producono dopamina sono già morti» sottolinea Gianni Pezzoli, neurologo, presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani e della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson. Per questo è bene non trascurare alcuni sintomi precoci per intervenire in tempo sulla malattia. Attenzione: non è affatto detto che con uno di questi sintomi non correlato ad altre patologie bisogna per forza pensare al Parkinson o una malattia neurologica, ma può valere la pena parlarne con uno specialista.



















































«Si tende a dividere la malattia di Parkinson – precisa Pezzoli – come malattia alta che ha un’aggressione craniale, magari dal naso dagli occhi, dalla gola o come malattia distale, che ha un’aggressione dall’intestino. La malattia che nasce dal cranio porta a una riduzione dell’olfatto, quella che incomincia dall’intestino porta maggiormente a una stipsi e a una riduzione della pressione del sangue quando il paziente è in piedi e a un aumento della pressione del sangue quando il paziente è sdraiato» spiega Gianni Pezzoli.

Perdita del senso dell’olfatto

Anni prima della manifestazione di sintomi motori può verificarsi una forte riduzione dell’olfatto e può risultare difficile avvertire il profumo di un mazzo di fiori o quello di una pietanza appena cucinata. Circa il 25-30% dei pazienti presenta una perdita dell’olfatto prima dell’esordio della malattia mentre questo deficit interessa il 50% dei pazienti con diagnosi. La disfunzione olfattiva permane nel tempo e non sembra variare con la terapia farmacologica. Non è naturalmente sufficiente manifestare deficit nel gusto e nell’olfatto per trarre conclusioni: questo è uno dei possibili sintomi premonitori, ma oggi è anche una conseguenza della malattia del Covid-19.

Disturbi del sonno

Uno dei possibili segnali precoci della malattia è il REM Behavior Disorder (RBD), una parasonnia REM caratterizzata da movimenti bruschi e grida durante il sonno REM. Chi ne soffre, durante il sonno REM , invece di essere atonico, gesticola, si muove, parla, urla, tira calci e pugni e i sogni risultano spesso vividi e angoscianti. «Può essere letto in modo sospetto il fatto che questo disturbo del sonno compaia all’improvviso» avverte Pezzoli. Circa il 40% delle persone con RBD può sviluppare il Parkinson, addirittura ad anni di distanza dal manifestarsi dei primi sintomi. Circa il 70% di chi ha avuto una diagnosi di Parkinson soffre di disturbi del sonno.

Disturbi urinari

Un sintomo preliminare è rappresentato dalla necessità di urinare durante la notte. Naturalmente , per gli uomini, con l’età possono subentrare problematiche legate alla prostata quindi non deve scattare subito l’allerta. «Tuttavia il paziente in fase preliminare del Parkinson che sviluppa un aumento della pressione sanguigna durante la notte si alzerà spesso ad urinare in abbondanza perché il rene lavora moltissimo» spiega Pezzoli.

Problemi intestinali

La stipsi può essere uno dei sintomi precoci della malattia. Anche chi non ha mai sofferto di stitichezza potrebbe cominciare ad avere l’intestino pigro e ad avvertire gonfiore intestinale. La stipsi legata al Parkinson spesso è accompagnata a una sensazione di pienezza anche se si è consumato un pasto leggero. Anche in questo caso niente allarmismi: la costipazione è un disturbo molto comune che può avere svariate cause. «Chi soffre di stipsi dovrebbe bere più acqua, consumare più fibre con frutta e verdura e muoversi in base alle proprie possibilità ed età – suggerisce il neurologo – ma chi si trova in una fase di esordio del Parkinson può improvvisamente accusare questo disturbo e più difficilmente risolverà il problema».

Difficoltà nella scrittura

Il rallentamento e la perdita di movimenti spontanei e di routine (bradicinesia) è uno dei sintomi principali del Parkinson. Può cominciare a essere difficile scrivere e la scrittura si altera fino a diventare sempre più piccola e illeggibile. I caratteri, inizialmente di normali dimensioni, si contraggono e si rimpiccioliscono verso la fine di una parola o di una riga (micrografia). «La malattia viene diagnosticata 18 mesi dopo l’esordio se il paziente sviluppa il Parkinson nella parte sinistra del corpo e sei mesi dopo l’esordio se il paziente sviluppa il Parkinson prima nella parte destra, naturalmente parlando di destrimani. Infatti, se la malattia è a sinistra l’impaccio motorio è scarsamente rilevato perché la mano sinistra viene utilizzata di meno» precisa Pezzoli.

Movimento delle braccia ridotto

Un’accentuata difficoltà nel movimento del braccio quando si cammina può essere un campanello d’allarme. Può succedere che non si riesca più ad estendere il braccio giocando a tennis o a prendere un libro che si trova sullo scaffale alto della libreria. A differenza dell’artrite o altre lesioni, dal momento che non sono coinvolte le articolazioni, non si manifesta alcun dolore. Durante una camminata è tipico notare che un braccio oscilla meno di un altro: il Parkinson infatti esordisce quasi sempre in modo asimmetrico coinvolgendo prima una parte del corpo e poi l’altra.

Difficoltà nel pronunciare le parole

Altro campanello d’allarme può essere una voce che diventa flebile , spesso monotona, con difficoltà nel pronunciare le parole e talvolta ad aprire la bocca. Chi ascolta si trova spesso a dover chiedere di alzare il tono perché non sente.

Problemi di deglutizione

La deglutizione è un procedimento complesso che implica l’attivazione di circa 28 muscoli in 10-11 secondi, in una rigida sequenza temporale. Capita che, nelle fasi iniziali di malattia, un pezzo di pane, un sorso di succo di frutta, un po’ di formaggio o una foglia di insalata vadano di traverso (disfagia). Inoltre, proprio a causa di una ridotta deglutizione, la saliva può accumularsi in bocca.

Rigidità nell’espressione facciale

A causa della perdita di dopamina, i muscoli facciali possono diventare rigidi, portando nelle fasi più avanzate alla mancanza di espressione. «La lentezza nel sorridere, gli occhi sbarrati e scarsamente ammiccanti, il tipico “viso di cera” sono segnali importanti nella fase iniziale della malattia che però scompaiono con il trattamento» dice Pezzoli.

Depressione

La depressione potrebbe manifestarsi molto prima della comparsa dei sintomi motori anche in chi non l’aveva mai sperimentata prima. Umore triste, affaticamento, cambiamenti nell’appetito, apatia sonio i segnali più frequenti. Anche l’esecuzione di determinate attività può subire un rallentamento. Uno dei segnali del declino è l’incapacità di svolgere più azioni insieme (multitasking) diversamente da come avveniva prima.

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31 agosto 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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