Uno studio italo-spagnolo rivela il dialogo diretto tra microbiota intestinale e neuroni. L’intestino non solo condiziona, ma motiva il cervello, aprendo nuove prospettive per la salute mentale e il benessere generale

Daniela Cursi Masella

27 agosto – 12:05 – MILANO

C’è un’interazione diretta tra batteri e cellule nervose. Lo dice uno studio congiunto tra l’Università di Torino e dall’Università Complutense di Madrid, pubblicato sulla rivista Scientific Reports (gruppo Nature). Gli studiosi aprono nuove prospettive nella comprensione della comunicazione tra microbiota intestinale e sistema nervoso. 

la scoperta—  

Per la prima volta, i ricercatori hanno dimostrato che un batterio probiotico di origine alimentare, Lactiplantibacillus plantarum, è in grado di modulare direttamente l’attività neuronale attraverso segnali bioelettrici, senza necessità di attraversare barriere o mediazioni immunitarie. “Abbiamo sviluppato un modello in vitro che mette a contatto diretto neuroni corticali di ratto e L. plantarum – ha dichiarato Celia Herrera Rincon, Principal Investigator dello studio – e abbiamo osservato che i batteri si legano alla superficie neuronale senza penetrarne il nucleo, ma influenzano in modo significativo l’attività neuronale. È la prima volta che viene dimostrata questa interazione diretta. I segnali bioelettrici coinvolti rappresentano una nuova frontiera nella ricerca biologica”. 

lo studio—  

L’analisi in tempo reale dell’attività neuronale, condotta tramite imaging del calcio, ha rivelato un aumento della segnalazione intracellulare. Questo, secondo gli scienziati, dipende sia dalla concentrazione batterica che dal loro metabolismo attivo. L’analisi proteica ha evidenziato contemporaneamente delle modifiche nei livelli di molecole chiave della neuroplasticità, come sinapsina I e pCREB. Il Rettore dell’Università di Torino e neuropsichiatra Stefano Geuna, co-autore dello studio spiega: “Questi risultati aprono la strada a nuovi approcci terapeutici. Potremmo un giorno trattare disturbi neuropsichiatrici gravi e diffusi, come ansia e depressione, intervenendo sul microbiota intestinale con strategie dietetiche mirate”. Il lavoro si inserisce nel crescente interesse scientifico per l’asse intestino-cervello, ma sposta l’attenzione su un’interazione diretta. Cosa sembrano dirsi? I batteri stimolano i neuroni: “Svegliati, riorganizzati, crea nuove connessioni!”.