
I tre giudici di MasterChef Italia, Giorgio Locatelli, Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri. Credit: Ufficio stampa Sky
DOPO LA DOPPIA ELIMINAZIONE della scorsa puntata (andata in onda la sera di Natale), ora MasterChef Italia si prepara a nuove sfide, come quella della sostenibilità. Ai tre giudici Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli si aggiunge chef Chiara Pavan che – con il suo Venissa sulla laguna veneta (una Stella Michelin oltre a una Stella Verde) porta avanti il suo credo secondo il quale ci sono davvero tanti modi per salvaguardare il pianeta attraverso la cucina. Ecco il racconto di questa quarta puntata di MasterChef 15.
MasterChef e i temi della sostenibilità in cucina: dall’anti spreco all’utilizzo degli scarti nobili
Questa prima puntata del 2026 prende il via con la prima Green Mystery Box, incentrata su ingredienti che aiutano sostenibilità e riutilizzo. Oltre alla “tradizionale” Golden Pin, c’è in gioco anche una Green Pin. A chi andrà? Lo spiega Chef Chiara Pavan. «Vincerà la Green Pin l’aspirante chef che riuscirà a cucinare un piatto che risponderà ai criteri dell’anti spreco, della sostenibilità, e che ci dimostrerà di aver capito come valorizzare gli scarti nobili e le specie invasive. Insomma, tutte quelle cose che piacciono a me». Il plus di questa Green Pin lo spiega Cannavacciuolo. «Chi la vince avrà a disposizione avrà 10 minuti in più nelle prove ad eliminazione».
Nella box ci sono Anadara inaequivalvis (una specie aliena, invasiva del Mediterraneo), boccalone (detto anche persico trota, specie aliena invasiva d’acqua dolce), le frattaglie della seppia, un filetto di cinghiale (specie invasiva nativa), baccelli di piselli, carcasse di piccione, buccia di carota, talli di zucchine, foglie esterne del carciofo e pane raffermo. Spiega Chiara Pavan: «Gli scarti nobili sono quelle parti di un prodotto che normalmente non vengono utilizzate ma che, riconsiderandole, possono dare una seconda vita al prodotto stesso».

I piatti top? Teo, Alessandro e Matteo L.
Come al solito, in questa prima fase, i giudici assaggiano i piatti che reputano meglio riusciti. Si parte con quello di Teo, che porta un filetto di cinghiale con crema di zucchine e foglia di zucchina ripiena di pane e cinghiale con aria di carciofo. «Il cinghiale è cotto veramente molto bene», dice Chiara Pavan, che critica solamente la sua scelta di fare un’aria di carciofo: «Piuttosto avrei fatto una salsa». Il secondo dei migliori è Alessandro. Cucina un filetto di boccalone e tentacoli di seppia su fondo di seppia e pesto di carota, baccelli di piselli fritti e anadara marinata. «Salsa buonissima, hai avuto grandi intuizioni. Un ottimo lavoro», commenta Chiara Pavan. «Gran bel piatto, bravo», aggiunge Locatelli. Barbieri apprezza «gli alti e i bassi» presenti nel piatto.
Il terzo piatto che assaggiano i giudici e Chiara Pavan è l’involtino di foglia di zucchina con filetti di boccalone e fegato di seppia di Matteo L. (che ha già una Golden Pin). «L’unico difetto è che sento tanto il burro. Ma hai lavorato benissimo», commenta chef Chiara Pavan.
Gli esiti di questi primi assaggi? La Golden Pin va ad Alessandro, mentre quella Green è assegnata a Matteo L.. «Hai usato tutti gli scarti benissimo», giustifica chef Pavan, poco prima di salutare gli aspiranti chef. Tornerà alla prossima Green Mystery Box.
L’Invention Test curato da chef Cannavacciuolo
È il momento dell’Invention Test. Chi vince ha un vantaggio: sarà capitano della propria brigata nella prima prova in esterna. Matteo L. può usare la Green Pin, ma solo se lo dichiara 5 minuti prima dello scadere del tempo. A quel punto potrà avere 10 minuti in più del tempo.
A curare questo Invention Test è chef Antonino Cannavacciuolo che mostra la sua insalata liquida. E spiega: «Attorno al 2000 avevo una clientela inglese e la prima cosa che mi chiedevano era un’insalata e ho deciso di farla diventare un piatto. Nasce solo con Stracciatella, scarola e truccioli di pane. Poi nel tempo l’abbiamo fatta diventare più nobile mettendoci sopra scampi, uovi di trota. E vi assicuro che agli inglesi piaceva». Gli aspiranti chef devono realizzare la propria insalata liquida.
Alessandro, vincitore della Golden Pin, ha alcuni vantaggi. Innanzitutto può assaggiare il piatto di chef Cannavacciuolo. Poi, può scegliere due persone che oltre all’insalata liquida dovranno realizzare anche una versione solida, utilizzando gli stessi ingredienti. Decide di far cucinare questi due piatti a Matteo L. e Teo.
La delusione per i piatti di Teo e Matteo L., entrambi flop
Alessandro non si gioca la sua Golden Pin e fa assaggiare ai giudici la sua insalata liquida di lattuga e cetriolo con pomodorini confit, olive e sfere di cipolla rossa. Cannavacciuolo: «Hai lavorato molto bene». Teo, invece, aveva due preparazioni da fare. Cucina un’insalata liquida con pinoli fritti e pane carasau e un’insalata solida con feta, rucola, gel di pomodoro e pinoli. L’insalata liquida non convince i giudici.
Cannavacciuolo, Locatelli e Barbieri vogliono assaggiare anche le due preparazioni di Matteo L.: un’insalata liquida con lattuga, polpa di lime, latte di cocco e yogurt con pollo, e involtino di lattuga con pollo e lime. L’aspirante chef ha due Pin e decide di non giocare la sua Golden Pin. «Considerare questa un’insalata è veramente una tua opinione», commenta Locatelli. Che aggiunge: «Andare via con due Pin addosso sarebbe veramente ridicolo». Alessandro ha usato molto bene il suo vantaggio e ha messo in seria difficoltà sia Matteo L. che Teo.
La bravura di Matteo R. e la confusione di Iolanda
Continuano gli assaggi. Dounia mostra la sua maturità e, non essendo sicura del suo piatto, si gioca la sua Golden Pin. Matteo R. è una garanzia e fa un piatto pensato molto bene. Franco fa un piatto buono ma non centratissimo: «Non avevamo chiesto una tartare di gamberi ma un’insalata liquida», rimprovera Cannavacciuolo.
Tocca a Iolanda che, durante la prova, ha cucinato ma anche cantato e ballato. Forse anche troppo, perché invece di fare un’insalata liquida propone un’insalata mista, dove trasforma il tutto in gelatina. «Se questo piatto lo pensi a Copacabana in spiaggia, è una buona idea, ma noi abbiamo chiesto un’altra cosa. Dovete ascoltare», dice Barbieri, che poi apprezza molto il piatto di Georgina.
Il migliore e il peggiore dell’Invention Test (arriva la prima eliminazione di questa puntata)
Il vincitore dell’Invention Test è Jonny. «La tua insalata liquida era quella con più carattere», spiega Cannavacciuolo. Sarà capitano della sua brigata alla prova in esterna.
E i peggiori? Antonio, Eros e Iolanda. I giudici decidono di eliminare Eros: «Abbinamento sbagliato, presentazione pessima, poche idee». Peccato.
La prima prova in esterna di MasterChef 15
Dopo la prima Green Mystery Box e un Invention Test che elimina un aspirante chef dalla MasterClass, è il momento della prima prova in esterna di questa edizione di MasterChef.
Gli aspiranti chef arrivano nella patria di uno dei prodotti della cucina italiana più amati, versatili, popolari e conosciuti nel mondo. Parliamo del Parmigiano Reggiano. La puntata è a Rivalta, frazione di Lesignano de’ Bagni, in provincia di Parma, nella terra del patrimonio inestimabile della cultura enogastronomica italiana. Dopo un confronto con i casari del luogo, gli aspiranti chef si dividono in due brigate: la Rossa e la Blu.
Devono cucinare 2 menù in cui far esaltare il Parmigiano Reggiano per 50 persone – tra casari, battitori e assaggiatori – che quotidianamente lavorano e vivono tra le forme di Parmigiano Reggiano. Tutti i componenti della brigata vincitrice vanno in balconata, gli altri invece devono affrontare il Pressure Test in studio.
I menù delle due brigate e l’amore per il Parmigiano Reggiano
La brigata Rossa deve preparare un antipasto creativo con Parmigiano Reggiano e dei passatelli asciutti con salsa a piacere. Invece quella Blu deve preparare un antipasto creativo con Parmigiano Reggiano e una cotoletta alla bolognese con contorno.
Jonny, vincitore dell’Invention Test, decide di fare il menù Rosso e chiama al suo fianco Vittoria, Gaetano, Matteo L., Piponzio, Teo, Alessandro e Irene. Poi deve scegliere il capitano della brigata Blu: seleziona Iolanda (sa che può fare fatica a gestire un’intera brigata). Ora lei deve scegliere se regalare uno dei suoi alla squadra Rossa oppure se mandarlo direttamente al Pressure Test. Decide di mandare Antonio nella brigata Rossa. Lui ringrazia.
Una novità di quest’anno: i giudici possono salvare dal Pressure Test chi ha lavorato bene, anche se è nella brigata perdente.
La prima sfida in esterna di MasterChef Italia 15
La brigata Blu è nel caos perché Iolanda parla tanto ma non ha il polso per tenere tutto sotto controllo. Nella brigata Rossa, invece, regna la calma e c’è più ordine. Fino a poco prima dell’impiattamento, quando una svista di Jonny mette tutto in discussione.
Iniziano gli assaggi dei 50 tra casari, battitori e assaggiatori. L’antipasto della brigata Rossa? Una fonduta alla base di Parmigiano Reggiano 24 mesi, sopra una crocchetta fritta di Parmigiano Reggiano 24 mesi, una foglia di mortadella e una ciliegia marinata nell’aceto balsamico. Invece la brigata Blu decide di fare come antipasto uno sformato di patate e porri con Parmigiano Reggiano, e un cuore di ciliegia. Poi è il momento dei passatelli (brigata Rossa) e della cotoletta (brigata Blu).

L’esito della prova in esterna e il boom di Iolanda, vero top di questa puntata di MasterChef
I piatti che sono piaciuti di più? L’antipasto dei Blu (lo sformato di patate e porri) e il primo dei Rossi (i passatelli). Vince la brigata Blu 40 a 10. Incredibile. Che tonfo per Jonny e per la sua squadra. La brigata Rossa va al Pressure Test nelle cucine di MasterChef.
Però, non vanno tutti al Pressure Test. Vittoria si è fatta notare dai giudici per aver cucinato con estrema passione durante la prova in esterna e viene premiata: è salva.
Il primo step del Pressure Test a tema formaggi
I formaggi sono al centro del Pressure Test. «Nel mondo se ne contano oltre 2000 tipologie. Charles de Gaulle disse: “Come si può governare un Paese che ha 246 varietà di formaggi?”. Ma anche l’Italia si difende bene. Anzi: abbiamo tantissime tipologie di formaggi. Forse qualcuna di più della Francia», spiega Locatelli. Cannavacciuolo dice che sono 8 i formaggi selezionati per questa prova. Gli aspiranti chef devono indovinare la regione di provenienza.
Alessandro e Matteo L. hanno una Golden Pin ciascuno ma entrambi decidono di non usarla. Ad assegnare un formaggio a ognuno di loro è Iolanda, che quando scopre di avere questo privilegio è pazza di gioia.
Gli abbinamenti di Iolanda, che decide chi aiutare e chi penalizzare
Alessandro si salva (indovina la provenienza del bitto). Tocca a Irene. «Non riuscirà a capire il nome del formaggio», dice Iolanda quando sceglie il formaggio per lei. E infatti non indovina. Iolanda affida il maiorchino a Jonny, che però sbaglia. Anche lui non si salva.
Iolanda affida un formaggio difficile a Teo, che per tutto il tempo si era vantato di essere il maggiore esperto della MasterClass di formaggi. Come previsto da Iolanda, non indovina. Iolanda mette tutti in difficoltà. Tranne Antonio, al quale affida la burrata, per farsi perdonare. E infatti lui è salvo. Piponzio non indovina la provenienza del Castelmagno. Matteo L. deve indovinare la regione di provenienza della ricotta mustia. Ma non indovina. Non è in Campania, come dice, ma in Sardegna. La “strage” di Iolanda termina con Gaetano. «Ho lasciato a lui quello più facile», dice lei, quando spiega di aver lasciato all’aspirante chef il puzzone di Moena. E infatti lui indovina: è un formaggio del Trentino Alto-Adige.
La seconda fase del Pressure Test con gli gnocchi ripieni: chi si salverà?
I 5 che non superano il primo step del Pressure Test di MasterChef sono Irene, Teo, Piponzio, Matteo L. e Jonny. Devono confrontarsi con l’ingrediente principale del secondo step: gli gnocchi di patate ripieni. «Sono sempre più diffusi, ormai si mangiano anche nei ristoranti stellati», spiega Cannavacciuolo.
«Da voi pretendiamo una versione creativa e squisita degli gnocchi ripieni. Dentro ci deve essere almeno uno dei formaggi che avete visto nel primo step, più tantissimi altri ingredienti che troverete», aggiunge Barbieri.
Matteo L. è umano (top), Irene è ambiziosa (top), Piponzio è distratto (flop)
Iniziano gli assaggi. Matteo L. cucina gnocchi di patate ripieni di pere e noci con fonduta di castelmagno e bitto. Decide di giocarsi la Golden Pin. Spiega: «Non sono contento del piatto che ho fatto oggi». Cannavacciuolo, dopo l’assaggio, si complimenta per la scelta: «Hai fatto bene a giocartelo, sento in bocca tutti gli errori che hai detto di aver fatto». Irene propone gnocchi di patate allo zafferano ripieni di ricotta, salsiccia e datteri con fonduta di maiorchino accompagnati da pere saltate. Barbieri inizia: «La presentazione è molto carina». E aggiunge: «È un piatto meraviglioso». Cannavacciuolo: «Hai dato colore e sapore a questo piatto». E lei: «I cavalli di razza si vedono a fine corsa». Olè.
Tocca a Piponzio. Il suo piatto “Gnocconzo” sono gnocchi di patate ripieni di salsiccia, pancetta, dattero e formaggio con salsa di ‘nduja e burrata. Non ricorda il nome del formaggio che ha inserito. «Questo è inaccettabile, un po’ di rispetto per gli ingredienti. È una mancanza di professionalità», lo critica Locatelli. Che aggiunge: «Mi piace questa salsa piccante sotto. Ma la consistenza dello gnocco è inaccettabile. È molto duro».
Teo è il vero fuoriclasse di MasterChef (top), Jonny è approssimativo (flop)
Teo propone gnocchi di patate ripieni di guanciale, datteri e ricotta mustia con fonduta di castelmagno e radicchio. Il titolo del piatto? “Ne ho pieni gli gnocchi”. Esaustivo. Il piatto conquista completamente i giudici.
Jonny porta “Lo gnoccone di Jonny”, ossia gnocchi di patate ripieni di salsiccia, radicchio e castelmagno con fonduta di bitto e noce moscata accompagnati da pere caramellate. Prima di assaggiare, chef Barbieri commenta l’aspetto: «Sono “sbiavdi” (pallidi, ndr)». E aggiunge: «Su questa fonduta ci sono un po’ di sproporzioni, perché il formaggio sparisce un po’». Locatelli giudica: «L’unica cosa che mi piace è il ripieno, però qui c’è tanto lavoro da fare».
Ed eccoci all’esito di questo Pressure Test di Irene, Teo, Piponzio e Jonny. «Sugli gnocchi ripieni due di voi sono promossi: Irene e Teo siete salvi, andate in balconata», annuncia Barbieri. Rimangono Piponzio e Jonny. «Abbiamo analizzato punto per punto i vostri piatti perché la distanza è minima», continua.
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«Il piatto peggiore è quello di Piponzio», dice Locatelli. E chiede così all’aspirante chef toscano di lasciare per sempre la cucina di MasterChef. È lui il secondo eliminato di questa puntata.