di Alessia Calzolari
Migliora la concentrazione, il senso di energia e le funzioni cognitive, purché bevuto con accortezza. Ecco a cosa prestare attenzione
Espresso, in capsula, al bar perché a casa si va troppo di fretta, con la moka, estratto con sistemi di percolazione per un americano a regola d’arte, con il latte (tanto o poco, anche vegetale), nero o zuccherato, ma basta che ci sia: il caffè al mattino è un’istituzione, in Italia ma anche in molti altri paesi. L’abitudine è legata al fatto che il caffè ci sveglia e ci dà energia o almeno questa è l’impressione che si ha. Abbiamo chiesto a Evelina Flachi, nutrizionista e specialista in Scienza dell’Alimentazione, se la scienza ne conferma la virtù mattutine o meno.
Caffè al mattino: un binomio indissolubile
«Il caffè, parlando in generale, è considerato benefico: può migliorare la concentrazione, le funzioni cognitive, il senso di energia e le prestazioni, anche quelle sportive, grazie alla caffeina, che stimola il sistema nervoso e ha proprietà antiossidanti», spiega Flachi che, quindi, conferma che il caffè aiuta davvero a svegliarsi meglio e ad affrontare una lunga giornata. «Bisogna, però, fare dei distinguo», avvisa l’esperta. «Se si soffre di patologie, soprattutto quelle legate all’apparato gastrointestinale, bisogna fare attenzione: il caffè, soprattutto a stomaco vuoto, potrebbe enfatizzare acidità, reflusso, bruciore o altri sintomi». In questo caso, quindi, meglio fare attenzione ed evitare la classica tazzina al volo mentre si esce di casa. «Il caffè può anche interferire con l’assorbimento di calcio e ferro. Se si è carenti, quindi, meglio evitare di consumarlo nello stesso pasto o a ridosso dell’assunzione di eventuali integratori. Esiste poi una tolleranza individuale alla caffeina. Chi è particolarmente sensibile potrebbe avvertire un aumento dello stato d’ansia o, addirittura, interferenze sul sonno anche se consuma il caffè solo al mattino», aggiunge Flachi.
È la dose che fa la medicina
La citazione di Paracelso, medico svizzero del ‘500, è particolarmente vera per il caffè. «Il mattino è il momento ideale per berne, ma non si dovrebbero mai superare le 3-5 tazzine al giorno. Ciò che fa la differenza – aggiunge la dottoressa Flachi – è la concentrazione di caffeina. Le linee guida parlano di 400 mg al giorno, che corrispondono appunto alle circa tre, massimo cinque tazzine. È un valore indicativo da adeguare poi alla propria sensibilità individuale. Con l’espresso si rischia meno di eccedere, contiene meno caffeina di un americano». Superare questa soglia potrebbe portare a insonnia, cefalea, ma anche tachicardia.
Avvertenze
A parte chi soffre già di patologie, si trova in stato di gravidanza o allattamento o prende alcuni farmaci con cui il caffè potrebbe interferire, non ci sono controindicazioni al bere caffè al mattino in chi si trova in uno stato fisiologico. «Bisogna tenere in considerazione, però, che il caffè macchia i denti: meglio lavarli subito», ricorda l’esperta. «Il caffè – aggiunge la nutrizionista – potrebbe avere anche effetti sulla motilità intestinale, ma dipende dalla propria sensibilità individuale. L’azione stimolante della caffeina non si vede solo sui livelli di energia, ma ha effetti anche sull’intestino. Il caffè potrebbe, quindi, anche migliorare la stitichezza, se inserito in un contesto di corrette abitudini alimentari».
8 gennaio 2026
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