
Bruno Barbieri mentre cucina tortellini a MasterChef. Credit: Ufficio Stampa Sky
MANCA POCHISSIMO al gran finale di MasterChef Italia 15. Gli aspiranti chef all’inizio di questa decima puntata sono infatti solo 7: Matteo R, Teo, Matteo Lee, Dounia, Carlotta, Niccolò e Alessandro. Tra loro c’è il vincitore o la vincitrice di MasterChef.
La Mystery Box con Anna Zhang, vincitrice dell’ultima edizione
A proposito di vincitori e vincitrici, questa puntata di MasterChef si apre con il ritorno di Anna Zhang, trionfatrice dell’ultima edizione di MasterChef. Come ha vissuto il momento successivo alla vittoria? «Mi sono dedicata subito al libro e sono riuscita a farlo arrivare in classifica. Poi ho visto per la prima volta chi ha tifato per me. E ho capito che ho fame di mondo, di questo mondo che è la cucina», racconta emozionata.
Anna Zhang è la protagonista di una Mystery Box con i suoi ingredienti del cuore: daikon, lemongrass, colatura di alici, tofu, rombo, pak-choi, longan, shiitake, miglio e zafferano. «Questi ingredienti parlano di casa», spiega. E chiede ai sette aspiranti chef di cucinare con il cuore, utilizzando alcuni o tutti gli ingredienti.
I tre aspiranti chef che amano il rischio (top)
Invece che chiamare i tre piatti migliori, i giudici cambiano le regole. Chiedono agli aspiranti chef di prendersi le proprie responsabilità e chiedono se qualcuno è convinto di essere il migliore della Masterclass. Chi crede di esserlo può offrirsi e far assaggiare il proprio piatto. Se i giudici sono d’accordo con lui o con lei, allora l’aspirante chef in questione può saltare l’Invention Test (grande vantaggio!). Chi, invece, si offre come migliore ma porta un piatto che poi non vince la Mystery Box ha uno svantaggio all’Invention Test.
Quali sono gli aspiranti chef particolarmente convinti del proprio lavoro? Alzano la mano (e rischiano) Carlotta, Alessandro e Matteo R. A vincere la Mystery Box è Carlotta. «Sei riuscita a esaltare i sapori degli ingredienti senza snaturarli. E soprattutto hai pensato fuori dagli schemi», si complimenta Anna. Alessandro e Matteo R., invece, hanno uno svantaggio per l’Invention Test.
Invention Test: il vero top della puntata è vedere i giudici cucinare
«Quindici anni di MasterChef e quindici anni di Invention Test», inizia Barbieri, un po’ nostalgico. «Il tempo passa ma una cosa rimane invariata. Noi ci divertiamo, ci vogliamo bene e amiamo tutti e tre in maniera spasmodica la stessa cosa: la cucina», aggiunge Locatelli, che dice di voler festeggiare questi quindici anni di MasterChef con gli aspiranti chef. Così i tre giudici tornano con addosso le loro casacche bianche. «Ci siamo messi comodi perché i nostri vestiti più comodi sono queste giacche bianche. Per quanto in alto possiamo arrivare dateci fuochi e padelle e siamo bimbi felici», spiega Cannavacciuolo.
I tre giudici cucinano a sei mani. Sotto la cloche ci sono piccione, uova e farina. «Faremo un piatto sfruttando al massimo il piccione», anticipa Locatelli, spiegando che ci ricaveranno anche un ripieno per la pasta fresca. Cannavacciuolo si occupa delle salse, Locatelli del piccione e Barbieri – ovviamente! – della pasta. Il compito per gli aspiranti chef? Replicare i procedimenti dei tre giudici. Barbieri mostra la chiusura perfetta dei tortellini (e non cappelletti, attenzione!), e gli aspiranti chef prendono appunti su appunti. Vederli cucinare con questa loro passione è una goduria. È il vero top di questa puntata.
Gli assaggi a MasterChef: la «bella mano» di Teo sui tortellini (top) e il «passaggio sbagliato» di Dounia (flop)
Prima della prova, gli aspiranti chef (tranne Alessandro e Matteo R.) possono assaggiare il piatto dei tre giudici. E non è tutto qui. Gli aspiranti chef (tranne Alessandro e Matteo R.) possono avere un supporto di 5 minuti ciascuno dai giudici.
Dopo una cucinata molto caotica e piena di emozioni, iniziano gli assaggi. Si inizia con Teo. «Il filetto doveva stare qualche minuto in più, la carota doveva stare qualche minuto in meno, potevi glassare un po’ di più la coscia», commenta Cannavacciuolo. Che aggiunge: «Ma i tortellini li hai fatti molto bene». Secondo Barbieri «Sui tortellini molto bene. Hai una bella mano. Una lacrima di aceto in più, ci andava… Bravo Teo». Lui è felice, dopo tutte le critiche arrivate in questi ultimi episodi.
Dounia arriva soddisfatta all’assaggio. «La salsa è molto dolce», critica Locatelli, che però apprezza «il bel lavoro fatto con la carota». Ho messo troppo cioccolato? «Alla vista sembra un bigné», commenta Cannavacciuolo. «Un passaggio sbagliato può rovinare tutto». La salsa dei tortellini sa solo di cioccolato. Non benissimo…
La crisi di Matteo Lee (flop) e la follia creativa di Matteo R. (top)
Tocca a Matteo Lee. «I tortellini molto bene, sui piccione insomma… Quando si pulisce un piccione, va un po’ rifilato», commenta Barbieri. «Hai lavorato bene ma non benissimo». E lui: «Pensavo di aver fatto meglio».
Matteo Rinaldi dice che va agli assaggi «con la stessa testa che mi ha portato ad alzare la mano alla Mystery precedente quindi folle». Cannavacciuolo: «Finalmente sento la salsa. Se sono buoni pure i tortellini…». Poi si complimenta: «Ti rendi conto di quello che hai fatto?». E lo invita a pensare al suo menu per la finale. Wow.
La paura di Alessandro e gli errori di Niccolò (entrambi flop)
Ed ecco Alessandro, che ammette. «Non ho rimpianti. Ce l’ho messa veramente tutta». Locatelli critica salsa e carota. E aggiunge: «Qui il problema è evidente. A questo punto della gara dovremmo avere più sensibilità per le salse». Cannavacciuolo sottolinea gli errori nel formato della pasta. «Mi sento sul filo del rasoio», commenta Alessandro.
Ultimo aspirante chef agli assaggi. Niccolò arriva da chef Cannavacciuolo. E non sembra partire benissimo. «Per curiosità, quanto li hai fatti stare nell’acqua i tortellini?», chiede. A questo punto Cannavacciuolo fa assaggiare uno dei suoi tortellini: sono crudi. Barbieri commenta la salsa («troppo ristretta») e la coscia («molto amara»).
Nessuna eliminazione! (finora…)
I tre giudici, dopo essersi confrontati, decidono che il vincitore dell’Invention Test è Matteo Rinaldi. Avrà un prezioso vantaggio nello Skill Test.
Se i peggiori sono i piatti di Dounia, Alessandro e Niccolò, l’aspirante chef che delude maggiormente i tre giudici è Niccolò. Ma attenzione: non è ancora eliminato da MasterChef. «Vogliamo premiare il fatto che hai portato a termine un compito molto difficile. Hai un’altra possibilità. Ma la prossima volta per te sarà molto complicata», annuncia Cannavacciuolo.
L’ultimo Skill Test di questa edizione di MasterChef
«Questo sarà uno Skill Test complicato: due step e un duello finale», anticipa Cannavacciuolo. È l’ultimo Skill Test di questa edizione di MasterChef. In questa sfida la Masterclass “va in fondo al mare” con lo chef Ángel León, 3 stelle Michelin al ristorante Aponiente a Cadice, in Spagna. «La vita e la cucina di Ángel ruotano intorno al mare», spiega Barbieri parlando dell’amico chef.
Gli aspiranti chef devono replicare il piatto di chef Ángel León: è un risotto di plancton marino. «Il plancton è un nuovo ingrediente che abbiamo scoperto noi, abbiamo un allevamento di plancton. C’è una base di cipolla, seppia, si aggiunge il riso, si mescola, si aggiunge il fumetto alla fine di tutto si unisce il plancton e si risotta», spiega chef León.
Teo canta Anna Tatangelo (top)
Matteo R., vincitore dell’Invention Test, ha un “salvagente”: quando vuole può alzare la mano e lo chef León lo aiuta per 5 minuti. E non è tutto. In quanto vincitore dell’Invention Test deve decidere a chi affidare lo svantaggio di restare immobile per i primi 10 dei 45 minuti totali: sceglie Teo. Perché? «Credo che stia risalendo, voglio provare a mettergli un ostacolo davanti». Sincero.
Nei 10 minuti di stop, Teo prova a distrarre gli altri aspiranti chef cantando Un nuovo bacio di Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo. Poesia.
Gli assaggi a MasterChef: chef Ángel León è molto esigente
Niccolò non cucina: si giocherà il tutto per tutto contro il peggiore dello Skill Test. Alla fine della prova, Dounia e Alessandro sono disperati. La prima sporca il piatto nella fase di impiattamento, mentre il secondo non riesce a completare il piatto.
Dounia delude chef Ángel León: «Il sapore non è male, ma è crudo», commenta lui. Dounia deve affrontare il secondo step.
Dounia, Matteo Lee e Matteo R. non si salvano al primo turno
Anche Matteo Lee non convince lo chef stellato. «È saporito però guarda l’olio… Non dovrebbe esserci l’olio di oliva». Lui ammette di aver sbagliato. Anche lui deve giocarsela nel secondo step di questo Skill Test.
E Matteo R.? Forse peggio. «Manca sale, è insipido, non ha sapore, è piatto», commenta chef Ángel León. Inutile riportare che anche lui va al secondo step.
Carlotta è «la sirena dello Skill Test!» (top) e Teo torna a cucinare come si deve (top)
Carlotta, invece, fa un ottimo lavoro. Chef Ángel León è chiaro: «È buonissimo, è molto buono». È salva. Anche Barbieri si complimenta: «È venuta fuori una sirena dall’acqua! La sirena dello Skill Test!».
Alessandro, dal canto suo, non è per nulla soddisfatto. «Non sa molto di mare o di plancton. La consistenza del riso è un po’ dura. E l’aioli (che non c’è nel piatto, ndr) aiuta a integrare i sapori», commenta chef Ángel León. «Sappiamo che sai fare i piatti, ma questo non è un piatto tuo», critica Locatelli. Non si salva.
Tocca all’assaggio del piatto dello svantaggiato Teo. «Il risultato è molto buono e il sapore ha una connessione con il mare!», spiega entusiasta Ángel León. È salvo, nonostante i 10 minuti in meno. Incredibile.
In 4 al secondo step dell’ultimo Skill Test di MasterChef
Sono rimasti in 4: Dounia, Matteo Lee, Matteo R. e Alessandro. Inizia il secondo step di questo Skill Test. Ángel León fa immergere gli aspiranti chef nel mondo della bioluminescenza marina. «È un granchio che produce luce marina. Nel ristorante Aponiente c’è un momento in cui spegniamo la luce e serviamo una zuppa luminescente, così che i clienti possano mangiare la luce del mare», spiega chef Ángel León che poi mostra agli aspiranti chef «una triglia in un pil pil che prepariamo con peperoncino e aglio, accompagnata da una pianta salata saltata».
La particolarità di questo piatto? La tecnica di cottura. «Trasformiamo l’acqua del mare in sale, portando il sale a una temperatura di 90 gradi».
Come cucinare un piatto di pesce con la tecnica del sale vivo
Il compito di questo secondo step è cucinare un piatto di pesce con la tecnica del sale vivo. Devono anche fare una salsa e un contorno. Matteo R. vincitore dell’Invention Test deve scegliere se prendere un salvagente per sé o mettere in difficoltà un avversario. Opta per la seconda opzione. Decide di mettere in difficoltà Matteo Lee. «Sono nella situazione in cui gli chef vogliono vedere di più, quindi lo ringrazio», commenta lui. Olè. Lui ha 10 minuti in meno degli altri (quindi 50 invece che 60 complessivi).
Iniziano gli assaggi. Alessandro si salva con un piatto dedicato a suo figlio Luca, mentre Matteo R. non convince. Matteo Lee dice di aver tirato fuori la “cazzimma” ma secondo chef Ángel León è un piatto neutro, senza sapore. «Sembra un assemblaggio di ingredienti», aggiunge Barbieri. Matteo Lee è in crisi (e non si salva).
La sfida finale? È tra Matteo Lee e Niccolò
Dounia, invece, si rimette in gioco nel migliore dei modi e con il suo piatto deciso ed equilibrato si salva. Sale in balconata anche Matteo R.. La sfida finale di questa puntata di MasterChef (tutti i giovedì in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand)? È tra Matteo Lee e Niccolò.
Sotto la cloche ci sono 10 ingredienti di mare che porta chef Ángel León, dalle radici di alga fino alla pelle di murena. «Ciascuno di voi cucinerà con cinque di questi ingredienti, ma ve li assegnerete a vicenda ogni 5 minuti», avvisa Cannavacciuolo. Niccolò sceglie di affidare la pelle di murena a Matteo Lee. Lui, invece, gli chiede di cucinare le piante alofite.
Alla fine della sfida Matteo Lee cucina zostera saltata con salsiccia di mare, radice di alga kombu, pelle di murena fritta e bottarga grattata. Niccolò, invece, cucina fegato di rana pescatrice scottato sopra una foglia di ostrica, guanciale marino croccante e squame di pesce fritte, salsa di guanciale, fegato, bisque di granchio e olio di piante alofite.
L’eliminazione che non ti aspetti: Matteo Lee lascia MasterChef
Il piatto peggiore dei due? È quello di Matteo Lee. È lui l’eliminato di questa puntata. «Il tuo piatto era un assemblaggio di ingredienti», commenta Barbieri, deluso. Quella dell’edera Matteo Lee è un’eliminazione completamente inaspettata.
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«La cucina per te è un rifugio e tu lo hai arredato come se fosse un castello», gli dice Locatelli. Che aggiunge: «Ci hai dimostrato di saper fare grandi cose. Ti abbiamo visto cambiare a livello umano». «Mi sento evoluto in tanti aspetti», dice lui. «E alle persone che stanno a casa e che non hanno voglia di uscire mi sento di consigliare loro di ascoltare se stessi, di cercare da lì una via di uscita, di fare qualcosa. Oppure anche di iscriversi a MasterChef». Ci mancherà.