di
Ruggiero Corcella

Un nuovo studio conferma che, nel 90% dei casi, i livelli sono sotto la soglia di sicurezza dei 20 ppm. Solo rare esposizioni superano questo limite e risultano comunque trascurabili. Bere un bicchiere d’acqua prima del bacio, riduce ulteriormente il rischio

Per chi convive con la celiachia, la paura dell’esposizione al glutine può andare oltre il cibo – fino a coinvolgere anche i momenti di intimità. Un nuovo studio, pubblicato su Gastroenterology, offre però un messaggio rassicurante: il glutine può essere trasferito attraverso il bacio, ma in quantità generalmente molto piccole, tali da poter essere ridotte a livelli sicuri con un semplice accorgimento. Un tema che per anni è rimasto ai margini della ricerca, ma che ha un impatto concreto sulla qualità della vita.

Cos’è la celiachia

La celiachia è una malattia autoimmune che colpisce circa l’1% della popolazione. Anche in assenza di sintomi immediati, l’ingestione di glutine può provocare danni intestinali, rendendo necessaria una dieta rigorosamente senza glutine per tutta la vita. Non sorprende quindi che la paura di contaminazioni accidentali possa generare ansia, ipervigilanza ed evitamento sociale. In particolare, le relazioni sentimentali e gli appuntamenti rappresentano un ambito delicato, dove il timore di «errori invisibili» può tradursi in stress e limitazioni della vita quotidiana.



















































Lo studio 

A fare chiarezza è uno studio che ha quantificato il trasferimento di glutine attraverso il bacio. I ricercatori hanno coinvolto 10 coppie, ciascuna composta da un partner celiaco e uno non celiaco. In condizioni controllate, il partner non celiaco ha consumato 10 cracker contenenti glutine e ha poi baciato il partner celiaco con un bacio «alla francese» (a bocca aperta), con scambio di saliva. Sono stati testati due scenari: attendere cinque minuti dopo aver mangiato oppure, a distanza di un giorno, bere circa 120 millilitri di acqua (l’equivalente di un bicchiere di carta) prima del bacio.

I risultati

I risultati del nuovo lavoro, coerenti con quelli precedenti, sono rassicuranti. Nel 90% dei campioni analizzati, i livelli di glutine nella saliva erano inferiori a 20 parti per milione (ppm), soglia considerata sicura per i prodotti senza glutine. Solo 2 esposizioni su 20 hanno superato questo limite e, anche in questi casi, la quantità complessiva ingerita è risultata trascurabile. Ancora più significativo il dato legato all’acqua: quando il partner non celiaco beveva prima del bacio, nessun campione superava i 20 ppm e nel 60% dei casi il glutine non era nemmeno rilevabile, con valori inferiori a 5 ppm.

Il precedente

Questi dati rafforzano quanto già emerso nello studio presentato nell’aprile 2025 alla Settimana delle Malattie Digestive, guidato da Anne Lee del Centro per la Celiachia della Columbia University. Anche in quell’indagine, condotta con modalità analoghe, 18 baci su 20 mostravano livelli inferiori alla soglia di sicurezza. Solo un caso ha evidenziato la presenza di glutine nelle urine del partner celiaco, senza però alcuna manifestazione clinica. «Per anni ci siamo basati su prudenza e buon senso – spiegava Lee -, ma ora possiamo offrire indicazioni fondate su dati scientifici».
Un altro elemento emerso riguarda la quantità iniziale di glutine: nello studio del 2025, i 10 cracker consumati dal partner non celiaco contenevano circa 590 milligrammi di glutine, una quantità significativa rispetto alla dieta quotidiana. Nonostante ciò, il trasferimento attraverso il bacio si è dimostrato minimo. Questo suggerisce che, nelle condizioni della vita reale, il rischio possa essere ancora più contenuto, soprattutto adottando semplici precauzioni.

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8 aprile 2026