di
Greta La Rocca
I piccoli sono più vulnerabili perché il loro organismo, in proporzione, contiene più acqua di quello degli adulti. Ecco perché idratarsi deve diventare un’abitudine naturale, anche quando non si ha sete
Una lieve disidratazione può compromettere concentrazione, memoria e benessere psicofisico dei bambini e nella maggior parte dei casi accade che né i piccoli né i genitori se ne accorgano. Sensibilizzare sull’importanza dell’acqua durante lo sviluppo e la crescita dei più piccoli è uno dei compiti dell’Associazione Nazionale Specialisti e Scienziati dell’Alimentazione (Ansisa). La presidente Hannas Cena, responsabile del Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica all’Università di Pavia, spiega: «L’idratazione è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo e del cervello. Numerosi studi suggeriscono che anche una lieve disidratazione può influire negativamente sull’attenzione, sulla memoria a breve termine, sulla vigilanza e sul rendimento cognitivo dei bambini, pur senza provocare sintomi evidenti. I bambini sono particolarmente vulnerabili perché il loro organismo contiene proporzionalmente più acqua rispetto a quello degli adulti, il ricambio idrico è più rapido e spesso non riconoscono tempestivamente il senso della sete o, semplicemente, sono così coinvolti nel gioco da dimenticare di bere».
L’acqua è concentrazione
In uno studio pubblicato sulla rivista Appetite, David Benton e Naomi Burgess hanno osservato che, dopo aver bevuto 300 ml di acqua, bambini di circa otto anni ricordavano meglio una serie di oggetti rispetto alla condizione in cui non avevano bevuto. Altre ricerche condotte in età scolare hanno rilevato possibili benefici su specifici compiti di attenzione e memoria. «I primi segnali di disidratazione in un bambino possono essere molto sfumati: stanchezza, irritabilità, mal di testa, difficoltà di concentrazione o un lieve calo del rendimento scolastico e sportivo. Per questo motivo non bisogna aspettare che siano loro a chiedere da bere: è importante favorire un’assunzione regolare di acqua durante tutta la giornata».
L’acqua, infatti, non risponde solo a un bisogno di sete dell’organismo. «È probabilmente l’elemento essenziale più sottovalutato. Quando parliamo di alimentazione pensiamo a proteine, vitamine o minerali, ma dimentichiamo che senza un adeguato stato di idratazione nessun organo, compreso il cervello, può funzionare in modo ottimale. L’acqua partecipa alla regolazione della temperatura corporea, al trasporto dei nutrienti, all’eliminazione delle sostanze di scarto e al mantenimento delle funzioni cognitive».
L’abitudine di bere
Le buone abitudini si costruiscono con piccoli gesti ripetuti ogni giorno. Per aiutare i bambini a rendere l’azione di bere routine quotidiana, consiglia la professoressa, è utile che l’acqua sia sempre facilmente disponibile: una borraccia nello zaino, una bottiglia sul tavolo durante i pasti o sulla scrivania mentre si studia. Fondamentale è anche l’esempio degli adulti. I bambini imparano osservando i genitori: se vedono mamma e papà bere regolarmente acqua, tenderanno a fare lo stesso. Parlare di acqua significa anche parlare di sostenibilità. La professoressa Hannas Cena ricorda di scegliere l’acqua di rete, ove potabile e regolarmente controllata, o utilizzare borracce riutilizzabili perché contribuiscono a ridurre il consumo di plastica e aiutano ad adottare comportamenti rispettosi dell’ambiente. La salute delle persone e quella del pianeta sono strettamente collegate.
Consigli per i genitori
● offrire acqua regolarmente durante tutta la giornata
● mettere sempre una borraccia nello zaino
● dare il buon esempio bevendo acqua in famiglia
● aumentare l’assunzione di liquidi quando fa caldo
● far bere prima, durante e dopo l’attività sportiva
● consumare ogni giorno frutta e verdura ricche di acqua
● preferire sempre l’acqua alle bevande zuccherate
● rendere il bere un’abitudine naturale e non un’imposizione
● controllare che le urine siano di colore giallo chiaro, segno di una buona idratazione
Errori da evitare
● pensare che la sete sia un indicatore sufficiente
● sostituire l’acqua con succhi di frutta o bibite zuccherate
● utilizzare le bevande dolci come premio
● far bere solo durante i pasti
● dimenticare di aumentare i liquidi durante il caldo estivo
● trascurare l’idratazione durante l’attività sportiva
● pensare che latte e succhi possano sostituire sempre l’acqua
● ignorare urine molto concentrate o poco frequenti
● limitare l’acqua per evitare che il bambino vada spesso in bagno
● ricordarsi dell’idratazione solo in estat
Quanta acqua serve davvero a ogni età?
Il fabbisogno, spiega la professoressa, varia con età, peso corporeo, attività fisica e temperatura ambientale. Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana l’assunzione totale di acqua raccomandata è di circa: 7-12 mesi: 800 ml al giorno • 1-3 anni: 1,2 litri • 4-6 anni: 1,6 litri • 7-10 anni: 1,8 litri • 11-14 anni: 2,1 litri nei maschi e 1,9 litri nelle femmine • 15-17 anni: 2,5 litri nei maschi e 2,0 litri nelle femmine. Questi valori comprendono sia l’acqua bevuta sia quella contenuta negli alimenti. L’alimentazione contribuisce in modo significativo all’idratazione quotidiana. In media, circa il 20-30% dell’acqua introdotta ogni giorno proviene dai cibi, soprattutto frutta, verdura, latte, yogurt, minestre. Seguire una dieta mediterranea ricca di alimenti vegetali freschi significa quindi favorire anche un corretto equilibrio idrico.
I neonati devono bere acqua?
Nei primi sei mesi di vita, un lattante sano alimentato esclusivamente al seno non necessita di acqua aggiuntiva. Anche i lattanti alimentati con formula, se questa è preparata correttamente, in condizioni normali non richiedono supplementazione di acqua. Eventuali eccezioni devono sempre essere valutate dal pediatra. Con l’inizio dell’alimentazione complementare, intorno ai sei mesi, è opportuno iniziare a offrire piccole quantità di acqua durante i pasti. Questo aiuta sia a soddisfare il fabbisogno idrico sia a costruire una corretta abitudine alimentare.
I succhi di frutta o il latte sostituiscono l’acqua?
No. Il latte contribuisce all’idratazione, ma non sostituisce l’acqua come bevanda di riferimento, mentre succhi di frutta, anche senza zuccheri aggiunti, apportano zuccheri liberi e non devono essere considerati un sostituto. La bevanda di riferimento rimane sempre l’acqua.
Quali sono i segnali della disidratazione nei bambini?
I segnali più frequenti sono sete intensa, bocca asciutta, urine scarse e concentrate, stanchezza, irritabilità, mal di testa e riduzione della vivacità. Nei casi più importanti possono comparire sonnolenza, confusione e altri segni che richiedono una valutazione medica. Con il caldo e durante l’attività fisica aumenta la perdita di acqua attraverso la sudorazione. È quindi importante bere regolarmente prima di avvertire la sete e reintegrare i liquidi durante e dopo l’esercizio.
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2 agosto 2026
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