È bastato un improvviso aumento di medici con diarrea, dolori addominali, febbre e vomito per far scattare l’allarme all’Hospital General de México “Dr. Eduardo Liceaga”, uno dei principali ospedali pubblici del Paese.
Il bilancio è importante: 135 medici residenti e di alta specializzazione hanno manifestato sintomi e 41 sono stati ricoverati per essere sottoposti a sorveglianza e trattamento. Le loro condizioni sono indicate come stabili.
Gli esami hanno confermato la presenza di Salmonella spp. nei casi analizzati. In due persone è stata riscontrata anche una coinfezione da Escherichia coli enterotossigenico.
Il focolaio è stato individuato il 31 agosto. Sotto osservazione è finito il servizio di ristorazione utilizzato dai medici, immediatamente sospeso. Ma un punto va chiarito: non è stato ancora dimostrato quale alimento abbia provocato il focolaio né che la contaminazione sia avvenuta effettivamente nella mensa. Le autorità sanitarie stanno ricostruendo preparazione, conservazione e distribuzione dei pasti per individuare la fonte.
Salmonella, non ci sono soltanto uova e pollo
Il caso messicano riporta l’attenzione su uno dei più conosciuti batteri responsabili di infezioni alimentari.
Quando si parla di Salmonella si pensa soprattutto a uova crude o poco cotte, carne e preparazioni contaminate. Ma i focolai più recenti dimostrano che il batterio può essere associato anche ad alimenti decisamente meno sospetti.
Nel 2026 un focolaio di Salmonella Bovismorbificans ha provocato 109 casi confermati in dieci Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo e nel Regno Unito. Diciotto persone sono state ricoverate. Le indagini di ECDC ed EFSA hanno individuato come principale veicolo dell’infezione germogli di erba medica ottenuti da semi commercializzati dall’Italia.
E non è l’unico episodio.
Un altro focolaio europeo, questa volta di Salmonella Stanley, ha raggiunto 106 casi confermati, soprattutto tra bambini e giovani adulti, con almeno 49 ricoveri. Il veicolo più probabile? Alcuni noodles aromatizzati, nei quali è stato individuato il ceppo responsabile dell’epidemia.
Due episodi che mostrano quanto sia difficile associare il rischio a una sola categoria di alimenti.
Cosa succede dopo aver mangiato un alimento contaminato
La Salmonella raggiunge l’intestino e scatena una risposta infiammatoria che può provocare diarrea, crampi addominali, febbre, nausea e vomito.
I disturbi non necessariamente iniziano subito dopo il pasto sospetto. Possono comparire nel giro di poche ore oppure dopo alcuni giorni, rendendo non sempre semplice capire quale alimento abbia causato l’infezione.
Nella maggior parte delle persone la salmonellosi si risolve spontaneamente. Una particolare attenzione è però necessaria nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone con difese immunitarie compromesse, nelle quali aumenta il rischio di forme più serie.
Gli antibiotici, inoltre, non vengono utilizzati automaticamente in tutti i casi: nelle forme intestinali non complicate il trattamento è soprattutto di supporto, a partire dalla reidratazione, mentre la terapia antibiotica viene riservata alle situazioni nelle quali è indicata dal medico.
La protezione comincia in cucina
Lavarsi bene le mani, evitare che carne e uova crude entrino in contatto con alimenti già pronti, cuocere adeguatamente i cibi e rispettare temperature e modalità di conservazione restano le difese più efficaci.
Perché la lezione che arriva dai focolai del 2026 è proprio questa: Salmonella è un rischio conosciuto da decenni, ma gli alimenti attraverso i quali può raggiungerci non sono sempre quelli che immaginiamo.

Fonti:
Hospital General de México e Secretaría de Salud del Messico, comunicazioni sul focolaio di gastroenterite, 3-4 settembre 2026; ECDC-EFSA, Rapid Outbreak Assessment – Salmonella Bovismorbificans ST377 linked to alfalfa sprouted seeds, 25 giugno 2026; ECDC-EFSA, Multi-country outbreak of Salmonella Stanley ST2045 infections linked to flavoured noodle products, 1 luglio 2026; ECDC-EFSA, European Union One Health Zoonoses Report; CDC, Salmonella – Signs and Symptoms