di
Silvia Turin

Quasi la metà degli adulti statunitensi afferma che iniziare una nuova dieta è uno dei «buoni propositi» per il nuovo anno. Ma succede anche da noi. Cosa si sbaglia e come rendere l’obiettivo davvero raggiungibile

Secondo un nuovo sondaggio del Physicians Committee for Responsible Medicine/Morning Consult, quasi la metà degli adulti statunitensi afferma che iniziare una nuova dieta è uno dei buoni propositi per il nuovo anno

Il recente sondaggio ha coinvolto un campione rappresentativo scelto di 2.201 donne e uomini intervistati dal 2 al 3 dicembre. Alla domanda su quali diete intendessero provare, il 42% ha risposto che avrebbe cercato di assumere meno calorie, mentre il 28% ha affermato che avrebbe seguito una dieta a basso contenuto di carboidrati. Solo il 6% ha previsto di iniziare una dieta a base vegetale, nonostante le prove dimostrino che è efficace, meno costosa, migliore per l’ambiente e protettiva nei confronti di diverse malattie croniche.



















































Obiettivi poco realistici

I buoni propositi che riguardano la dieta del nuovo anno non sono appannaggio solo degli statunitensi: moltissime persone in Italia e in altri Paesi decidono di mettersi a dieta proprio dopo Capodanno, vuoi per il senso di colpa successivo alle abbuffate natalizie vuoi per lo slancio che ogni nuovo inizio può dare.
I buoni propositi in tema di regime alimentare, però, spesso sono destinati a fallire per un semplice motivo: sono sbagliati in partenza perché formulati con obiettivi poco realistici.

I 5 errori 

Molte persone iniziano l’anno cercando di mangiare di meno, ma una riduzione drastica delle calorie non è qualcosa che la maggior parte di noi riesce a mantenere. Un obiettivo troppo ambizioso può reggere uno-due mesi e poi perdere di vigore. Le linee guida per combattere l’eccesso di peso dicono che il calo ponderale non deve superare il 10 per cento nel corso di 6 mesi. Per essere duratura la perdita di peso deve essere lenta, perché il corpo in questo modo riesce ad adattarsi meglio al cambiamento.

Un altro errore è affidarsi a una dieta sbilanciata, come quelle che escludono gruppi di nutrienti, ad esempio le iperproteiche: è una pratica non salutare e destinata a durare poco, che oltretutto potrebbe arrecare danni al fisico o al metabolismo, con conseguenze che si protrarranno nel tempo.

Anche l’idea di un regime cosiddetto «detox» può sembrare una buona idea ma non serve a disintossicarsi e neanche a perdere peso. Infatti il nostro corpo è perfettamente in grado di depurarsi da solo, visto che fegato e reni sono deputati a questo compito.

Anche i fioretti sono destinati a non durare: rinunciare per sempre a dolci o al cibo considerato «gratificante» non farà che ammantare di fascino quegli alimenti che diventeranno sempre più ambiti, un circolo che potrebbe portare a future abbuffate e ad abbandonare i propositi fatti. 

Fare molto sport, infine, è una delle opzioni usate per «recuperare». L’attività fisica è senz’altro un toccasana per la salute, ma non necessariamente fa perdere peso, anche se sicuramente porta a consumare più calorie. Attenzione allora ai «risvolti negativi»: chi inizia a fare sport spesso si trova a mangiare più di quanto consuma, come fosse «giustificato» a mangiare, non calcolando che un’ora di camminata veloce non potrà mai «bilanciare» un pasto completo, specie di cibi ultra calorici. 

Le 3 regole 

Che fare allora? Il solito «vecchio» consiglio che annoia ma che funziona davvero, anche se è seguito da pochi.
Dieta mediterranea con base ultra vegetale e gradualità (anche nelle rinunce). Quando i pasti si concentrano su alimenti integrali di origine vegetale, si può mangiare fino a raggiungere un senso di sazietà confortevole e al contempo favorire una perdita di peso sana e costante. Un buon modo per iniziare è fare semplici sostituzioni: la carne di manzo con i legumi, i cereali integrali al posto di quelli raffinati, un dolce fatto in casa una sola volta alla settimana anziché il pandoro da finire ogni giorno a colazione.

Moderazione è l’altra parola d’ordine: anche se non è semplice da attuare, è sostenibile. I piccoli cambiamenti sono quelli destinati a durare nel tempo. Perché la chiave per dimagrire è non dover dimagrire, perché si segue una sana alimentazione e si combatte la sedentarietà. 
Non solo a gennaio, ma… d’ora in poi.

1 gennaio 2026