di
Anna Fregonara

Le linee guida dell’American Heart Association confermano le regole fondamentali della dieta mediterranea per la prevenzione cardiovascolare

Negli Usa più della metà degli adulti convive con una malattia cardiovascolare, quota che, secondo una previsione dell’American Heart Association (Aha), salirà al 60% entro il 2050. 

I fattori di rischio 

Alla base, in gran parte, abitudini scorrette: oltre il 50% degli adulti e il 60% dei bambini americani segue una dieta non salutare, solo 1 adulto su 4 e 1 ragazzo su 5 tra i 6 e i 17 anni soddisfa le raccomandazioni sull’attività fisica, contribuendo a tassi di obesità che colpiscono oltre il 40% degli adulti e più di 1 bambino su 5.
«In Italia, sebbene la mortalità per malattie cardiovascolari sia scesa grazie a diagnosi tempestive e cure d’avanguardia, i fattori di rischio come obesità e sedentarietà sono aumentati negli ultimi dieci anni», spiega Fabrizio Oliva, direttore del dipartimento di Cardiologia Clinica dell’ospedale Niguarda di Milano e presidente della Italian Federation of Cardiology. «L’eccesso di peso riguarda ormai il 46% della popolazione adulta e il 26% dei minori tra i 3 e i 17 anni, con la crescita più rapida registrata tra i giovani adulti (18-34 anni)». 



















































La prevenzione «primordiale»

In questo scenario globale, l’Aha ha pubblicato sulla rivista Circulation la Guida Dietetica 2026, un documento basato sulle più recenti evidenze scientifiche per la salute del cuore lungo l’intero arco della vita. «Si parla, infatti, di prevenzione «primordiale», ossia adottare uno stile di vita sano il prima possibile per impedire la nascita stessa dei fattori di rischio già dal primo anno di vita», dice Oliva.

Il primo punto della guida è l’equilibrio tra calorie introdotte e attività fisica per mantenere un peso sano: almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata-vigorosa per gli adulti, 60 minuti ogni giorno per bambini e adolescenti, con esercizi di rafforzamento muscolare a ogni età. 

Cosa scegliere a tavola 

A tavola, invece, occorre scegliere molta frutta e verdura, anche surgelata o in scatola purché senza zuccheri o sale aggiunti, e prediligere cereali integrali come frumento integrale, avena, quinoa, orzo e segale, ai cereali raffinati per garantire un maggior apporto di fibre e nutrienti essenziali. 
Sul fronte proteico, via libera al consumo regolare di pesce e frutti di mare e per i latticini alle versioni a basso contenuto di grassi o scremate, pur riconoscendo che il dibattito sui benefici di queste ultime rispetto a quelle intere è ancora in corso. 
Se si desidera la carne rossa, vanno scelti tagli magri, evitando le carni lavorate come bacon e salumi. 
Questo approccio riguarda anche i grassi alimentari, sostituendo quelli saturi e gli oli tropicali (palma, cocco) con quelli insaturi come l’olio d’oliva. È fondamentale preferire cibi poco lavorati rispetto a quelli ultra-processati, spesso ricchi di zuccheri e sodio.
Inoltre, ridurre il sale, insaporendo con erbe o limone, aiuta a gestire la pressione, effetto potenziato da cibi ricchi di potassio. 
Per quanto riguarda l’alcol, esiste una relazione tra consumo e ipertensione e non è identificato alcun livello di sicurezza per il rischio di alcuni tumori. 

«Per la realtà italiana, tutte queste indicazioni si traducono nel ritorno alla vera dieta mediterranea, quella povera e nelle giuste quantità», chiarisce l’esperto. «Contribuisce a contrastare i principali fattori di rischio cardiovascolare, a partire dalla pressione arteriosa e dai livelli di lipidi nel sangue. Il colesterolo Ldl «cattivo» non è più considerato un semplice fattore di rischio, ma un fattore causale che inizia ad accumularsi nelle arterie già in età giovanile senza dare sintomi».

Gli otto pilastri contro ictus e infarto

La salute del cuore non è un obiettivo isolato. Lo stesso modello alimentare che protegge le arterie si ripercuote su cervello e reni e abbassa il rischio di diabete di tipo 2, di alcuni tumori e di declino cognitivo

L’ideale è inserire la dieta nel quadro più ampio dei Life’s Essential 8 dell’AHA, gli otto pilastri che definiscono la qualità della salute cardiovascolare: quattro comportamenti (alimentazione, attività fisica, astensione dal fumo, sonno adeguato) affiancati da quattro parametri da tenere sotto controllo (peso, colesterolo, glicemia e pressione arteriosa). «Seguire nell’insieme queste indicazioni può prevenire fino all’80% di infarti e ictus, le principali cause di morte sia in Italia sia nel mondo», commenta Fabrizio Oliva. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le patologie cardiovascolari causano oltre 6,5 milioni di decessi prematuri ogni anno, superando il cancro e le malattie respiratorie.

ilMedicoRisponde

Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d’eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute

ilMedicoRisponde

2 maggio 2026