di
Valter Longo
Due recenti studi epidemiologici hanno identificato i cibi associati all’abilità di vivere più a lungo o di arrivare a 70 anni in buona salute. Il denominatore comune è un alto consumo di legumi, cereali integrali, frutta a guscio, verdure, frutta e un basso consumo di carne rossa e carne processata
Gulliver nei suoi viaggi aveva incontrato gli Struldbrugs: esseri immortali che continuano a invecchiare, perdendo progressivamente capelli, denti, memoria e capacità cognitive. Il vero obiettivo per noi, dunque, è sì vivere a lungo, ma vivere in salute. Come? Per molti l’estate è un’opportunità per mangiare troppo e male; per altri, soprattutto per i più giovani, è un momento per focalizzarsi sulla salute. Da recenti sondaggi fatti negli Stati Uniti, emerge che i giovani della Gen Z sono molto più attenti alla dieta rispetto ai Baby Boomer, ma sono anche molto più esposti all’influenza dei social, quindi a informazioni poco affidabili. Le affermazioni degli influencer non sono necessariamente sbagliate, ma sono spesso influenzate da esperti poco attendibili o da pubblicazioni scelte ad hoc che confermano le loro idee e posizioni. È quindi necessario fare attenzione a quello che vediamo online.
Due recenti studi epidemiologici sulle popolazioni, condotti da autorevoli università come Harvard negli USA e Bergen in Norvegia, hanno identificato i cibi associati all’abilità di vivere più a lungo o di arrivare a 70 anni in buona salute. Il denominatore comune è un alto consumo di legumi, cereali integrali, frutta a guscio, verdure, frutta e un basso consumo di carne rossa e carne processata. Questi e molti altri studi sono stati presi in considerazione per generare la «Dieta della Longevità» personalizzata, che alle regole sopra descritte aggiunge un moderato consumo di pesce — acciughe, sardine e salmone — olio d’oliva e proteine principalmente di origine vegetale di circa 0.8 grammi per kg di peso corporeo. Ecco la prima strategia per raggiungere una longevità sana. La seconda prevede l’adozione di un’alimentazione a tempo limitato di circa 12 ore al giorno (cenare alle 8 di sera e fare colazione alle 8 del mattino). Questo può migliorare metabolismo e sonno, riducendo i livelli serali di cortisolo. Digiuni più estremi, superiori alle 14-16 ore quotidiane, possono invece aumentare il rischio di calcoli biliari e problemi cardiovascolari, soprattutto se protratti nel tempo saltando, regolarmente, la colazione. La terza strategia è la dieta mima-digiuno vegana di 5 giorni, da ripetere da 3 a 4 volte all’anno: un protocollo a basso contenuto di calorie, testato in oltre 40 studi clinici, che permette di ridurre grasso addominale, resistenza all’insulina (fattore di rischio per il diabete), pressione arteriosa, colesterolo LDL («cattivo») e infiammazione sia sistemica che intestinale, preservando la massa muscolare. Una pubblicazione sulla rivista Nature Communications ha inoltre mostrato che 3 cicli di dieta mima-digiuno all’anno possono ridurre sia l’età biologica di 2,5 anni sia i fattori di rischio di malattie cardiovascolari, diabete e tumori. Infine, la quarta strategia riguarda l’attività fisica: almeno 150 minuti di attività aerobica a intensità moderata alla settimana come cyclette o camminata a passo sostenuto, più un’ora di camminata quotidiana.
(con la collaborazione di Cristina Villa)
23 maggio 2026
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