A settembre succede una cosa curiosa. Disfiamo la valigia, rimettiamo la sveglia sul comodino e, quasi contemporaneamente, iniziamo a guardare il frigorifero con sospetto. Il gelato delle undici di sera, l’aperitivo diventato una categoria alimentare e quella cena che doveva essere “leggera” sembrano improvvisamente presentare il conto.

Ed ecco comparire la parola magica: detox. Tre giorni di succhi, digiuno intermittente improvvisato, tisane dal nome esotico e promesse di “eliminare le tossine”. Come se il corpo, al ritorno dalle ferie, avesse bisogno del tagliando. Ma serve davvero?

Il corpo non aspetta settembre per depurarsi

La prima buona notizia è che possediamo già un sistema detox. Anzi, diversi. Fegato e reni lavorano continuamente per trasformare ed eliminare molte sostanze di scarto, con la collaborazione di intestino, polmoni e altri sistemi dell’organismo. Il termine “tossine”, invece, nelle pubblicità delle diete depurative è spesso utilizzato in maniera molto più vaga. Quali tossine? In quale quantità? E attraverso quale meccanismo un succo dovrebbe eliminarle?

Una revisione pubblicata sul Journal of Human Nutrition and Dietetics ha rilevato che le prove cliniche a sostegno delle diete detox per eliminare tossine o controllare il peso sono scarse e metodologicamente deboli. Anche il National Center for Complementary and Integrative Health statunitense sottolinea che gli studi disponibili sui programmi “detox” sono pochi e di qualità limitata.

In altre parole, dopo le vacanze non abbiamo bisogno di “ripulire” l’organismo: abbiamo soprattutto bisogno di recuperare una routine.

Ma allora quei chili da dove arrivano?

La bilancia di settembre può effettivamente mostrare qualche numero in più. Non significa però che ogni grammo sia diventato grasso. Pasti più abbondanti, maggiore consumo di sale e carboidrati, alcol, meno movimento e orari irregolari possono modificare temporaneamente il peso anche attraverso acqua e contenuto intestinale. Ecco perché trasformare il primo lunedì di settembre in una punizione alimentare è una strategia poco sensata.

Le diete drasticamente ipocaloriche possono far scendere rapidamente il peso proprio perché introducono pochissima energia e modificano acqua e riserve di glicogeno. Il problema è confondere una rapida variazione sulla bilancia con un risultato stabile. E il corpo, per fortuna, non tiene un registro morale delle cene in vacanza. Non bisogna espiare la carbonara.

Il vero “reset” si fa a tavola

Per tornare alla normalità può essere molto più utile fare qualcosa di decisamente meno spettacolare: ricominciare a mangiare normalmente. Le indicazioni aggiornate dell’Organizzazione mondiale della sanità mettono al centro quattro principi: adeguatezza, equilibrio, moderazione e varietà. Per adulti e ragazzi sopra i dieci anni l’OMS indica inoltre almeno 400 grammi al giorno di frutta e verdura e almeno 25 grammi di fibre alimentari, privilegiando cereali integrali, legumi, vegetali e alimenti poco o minimamente trasformati.

Tradotto nella cucina di settembre: verdure ai pasti, frutta, legumi, cereali preferibilmente integrali, fonti proteiche varie e acqua come bevanda abituale. E tornare a porzioni compatibili con fame e fabbisogno, invece di oscillare tra l’abbuffata e il digiuno. Occhio anche ai succhi “salutisti”: il fatto che una bevanda venga da un frutto non significa che equivalga al frutto intero. L’OMS ricorda che anche i succhi senza zuccheri aggiunti possono fornire quantità significative di zuccheri liberi, da limitare.

Anche le gambe fanno parte della dieta

Il rientro in forma non passa soltanto dal piatto. Riprendere gradualmente a camminare, fare sport, usare le scale e interrompere le lunghe ore seduti aiuta a ristabilire il normale equilibrio tra energia introdotta e consumata. E poi c’è il grande dimenticato di settembre: il sonno. Tornare a orari più regolari dopo settimane di giornate allungate e cene tardive significa ricostruire una routine complessiva, non soltanto alimentare.

Il punto è proprio questo: non serve fare tutto perfettamente da lunedì mattina. Serve riuscire a farlo abbastanza bene anche il lunedì successivo.

Quando il fai-da-te non è una buona idea

Digiuni prolungati e regimi estremamente restrittivi non sono innocui per tutti. Una recente revisione dedicata ai prodotti e alle tisane commercializzati come “diet” e “detox tea” ha trovato prove limitate sui benefici per il peso e segnalazioni di possibili effetti avversi, comprese alterazioni degli elettroliti e danni epatici.

Particolare prudenza è necessaria in gravidanza e allattamento, nei minori, negli anziani fragili e per chi soffre di diabete, malattie renali, epatiche o altre patologie o assume farmaci. In questi casi, cambiamenti importanti dell’alimentazione vanno discussi con medico o professionista sanitario qualificato. Se invece l’obiettivo è perdere un aumento di peso significativo e persistente, meglio evitare scorciatoie e costruire un percorso adeguato alla propria situazione.

A settembre, dunque, possiamo lasciare il frullatore tranquillo. Il miglior detox dopo le vacanze potrebbe essere molto meno esotico: tornare alla normalità. E, possibilmente, senza dichiarare guerra al piatto di pasta.

World Health Organization – Healthy diet – aggiornamento 26 gennaio 2026

Klein A.V., Kiat H. – Detox diets for toxin elimination and weight management: a critical review of the evidence – Journal of Human Nutrition and Dietetics, 2015

National Center for Complementary and Integrative Health (NIH) – “Detoxes” and “Cleanses”: What You Need To Know

Frontiers in Nutrition – Safety and effectiveness of diet and detox teas for weight loss: a mini-review – 2026