di Camilla Sernagiotto

Hanno effetti positivi sull’intestino e, secondo gli esperti, «potrebbero ridurre il rischio di tumori intestinali». Ma devono contenere batteri vivi

Kefir, kimchi e kombucha, alimenti nati secoli fa per conservare il cibo, stanno vivendo un vero e proprio ritorno sulle tavole moderne. Oggi non rappresentano più solo tradizioni gastronomiche, ma strumenti concreti per la salute: sempre più studi ne evidenziano «il ruolo nel sostenere l’equilibrio dell’intestino e nel ridurre, potenzialmente, il rischio di tumori intestinali». In un momento in cui la ricerca sul microbioma diventa centrale, questi fermentati uniscono sapore, storia e benefici scientificamente documentati, confermando il valore di pratiche antiche adattate alle esigenze contemporanee. Negli ultimi anni il loro consumo è esploso. Dietro il successo non c’è solo una moda salutista: la ricerca scientifica conferma che la fermentazione può migliorare la digestione, rafforzare il sistema immunitario e ridurre i processi infiammatori. Dunque ben vengano gli antichi sapori, e i loro sempiterni benefici.



















































La scienza della fermentazione

La fermentazione avviene quando batteri e lieviti trasformano gli zuccheri naturali degli alimenti. Il risultato sono prodotti ricchi di probiotici, batteri vivi che riequilibrano il microbioma intestinale, influenzando anche l’umore e il metabolismo. Uno studio del 2025 su Frontiers in Nutrition ha mostrato che i fermentati riducono gonfiori e favoriscono la regolarità intestinale. Un’analisi del 2022 condotta in Cina ha inoltre collegato yogurt e kimchi a una migliore salute cardiometabolica. Il gastroenterologo Sean Preston del London Digestive Health, interpellato dal Daily Mail, conferma: «Il vantaggio principale deriva dai probiotici che sostengono la digestione e la varietà della flora intestinale. Un microbioma equilibrato potrebbe anche contribuire a ridurre il rischio di tumore del colon». Il mercato mondiale dei fermentati vale oggi circa 67 miliardi di sterline e crescerà rapidamente, ma Preston avverte: «Molti prodotti industriali sono conservati con aceto e non contengono batteri vivi. Meglio scegliere versioni naturalmente fermentate, senza zuccheri o conservanti».

Kefir, kimchi e kombucha protagonisti

Il kefir, bevanda lattica fermentata, contiene probiotici, vitamine e composti antinfiammatori. Oltre a favorire la digestione, alcune ricerche lo associano a un miglioramento delle funzioni cognitive. Si ottiene lasciando fermentare il latte con grani di kefir, un insieme di batteri e lieviti. Il kimchi, piatto tradizionale coreano a base di cavolo, aglio e peperoncino, è ricco di Lactobacillus e antiossidanti. Uno studio del 2022 del World Institute of Kimchi ha rilevato un calo del 15 per cento dell’indice di massa corporea tra chi ne consuma regolarmente. «È gustoso, facile da integrare nei pasti e ricco di vitamina C», osserva Preston. Il kombucha, tè zuccherato fermentato con una coltura di batteri e lieviti, è un antico rimedio cinese tornato di moda. Contiene probiotici e antiossidanti che aiutano la digestione e sostengono le difese immunitarie. Preston raccomanda di evitare le versioni troppo zuccherate.

Miso e crauti: fermenti tra Asia ed Europa

Il miso giapponese nasce dalla fermentazione di soia, sale e koji. È una pasta ricca di enzimi e batteri benefici, proteine vegetali e minerali come zinco e rame. «È facile da inserire nella dieta e diversifica la flora intestinale», spiega Preston. I crauti europei, o sauerkraut, derivano dalla semplice fermentazione del cavolo con sale. Forniscono fibre, vitamine C e K e batteri utili come Lactobacillus plantarum. Preston ne consiglia un consumo regolare, alternandoli ad altri fermentati per ampliare i benefici.

Tradizione e salute

Dalla Corea al Giappone fino all’Europa, la fermentazione attraversa culture e secoli. Oggi la scienza conferma ciò che le tradizioni intuivano: questi alimenti migliorano la salute dell’intestino e rafforzano le difese del corpo. Come ricorda Preston, «il segreto è la varietà: piccole quantità, consumate spesso e di tipi diversi, per mantenere il microbioma forte e vitale».

29 novembre 2025