di
Silvia Turin

Pubblicate le nuove Linee guida con elementi di innovazione e spunti contradditori. Enfasi su proteine animali e meno su quelle vegetali

Mercoledì l’amministrazione Trump, nella persona del ministro della Salute, Robert F. Kennedy Jr., ha pubblicato le nuove Linee guida alimentari che capovolgono la piramide alimentare, collocandovi in cima (tra i cibi da consumare ogni giorno) bistecche, formaggi stagionati e latte intero.

«Il messaggio è semplice: mangiare cibo reale – ha dichiarato Kennedy nella conferenza stampa di presentazione del Piano -. Le famiglie americane devono dare priorità a diete basate su alimenti integrali e nutrienti: proteine, latticini, verdure, frutta, grassi sani e cereali integrali. Abbinato a una drastica riduzione degli alimenti altamente lavorati carichi di carboidrati raffinati, zuccheri aggiunti, sodio in eccesso, grassi non salutari e additivi chimici, questo approccio può cambiare la traiettoria della salute per tanti americani».



















































Il confronto con la piramide italiana 

Come si vede negli schemi a confronto sotto, l’inversione della figura è solo apparente. Come nella piramide alimentare italiana (e della dieta mediterranea), il vertice (che sia in cima o in basso) indica gli alimenti il cui consumo è da limitare, la base quelli da consumare tutti i giorni.

Le novità dagli Usa ci sono: nelle nuove Linee guida, alla «base» (collocata in alto) insieme a frutta e verdure (come nella piramide italiana) ci sono le proteine (animali e vegetali); al vertice finiscono i cereali integrali (mentre per la dieta mediterranea i carboidrati hanno più rilevanza); un’altra differenza riguarda i grassi da condimento: l’olio d’oliva alla base dell’alimentazione mediterranea c’è anche nella piramide Usa, insieme però a burro e sego di manzo (il grasso interno dell’animale).

L'amministrazione Trump presenta la nuova piramide alimentare: spazio a carne rossa, formaggi e latte intero

L'amministrazione Trump presenta la nuova piramide alimentare: spazio a carne rossa, formaggi e latte intero

Passi avanti 

Gli aspetti positivi non mancano, ma anche le scelte discutibili: tra i primi l’adozione di una linea dura sugli zuccheri aggiunti, le bevande zuccherate e dolcificate, l’enfasi sulla necessità di ridurre i carboidrati raffinati altamente lavorati (descritti come «pane bianco, tortillas di farina e cracker») e la raccomandazione di evitare prodotti «altamente trasformati» (alla base dell’alimentazione americana attuale chiamata «western diet»).

Scelte contraddittorie 

Le critiche invece si focalizzano sulle proteine: non solo per le quantità suggerite (1,2–1,6 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno. In Italia sono 0,9 grammi per chilo), ma soprattutto perché non viene fatta distinzione tra proteine animali e vegetali. La piramide Usa equipara una bistecca di carne rossa a pollo, pesce, legumi, con buona pace di 75 anni di ricerche a favore di diete più ricche di alimenti vegetali.
 
Non solo: il Piano consiglia di consumare grassi sani e limitare al 10% dell’introito giornaliero quelli saturi (che favoriscono colesterolo «cattivo» e problemi cardiovascolari).
Favorire le proteine animali, però, è una raccomandazione contraddittoria, perché una costata da 230 g, ad esempio, farebbe superare a molte persone il limite giornaliero di grassi saturi, una zuppa di legumi no.

I grassi saturi 

Anche il consiglio sulle opzioni da condimento che comprende sego di manzo (costituito per il 70-80% da grassi saturi) e burro enfatizza troppo i grassi «cattivi» rispetto a quelli buoni derivanti da fonti vegetali (l’olio di oliva).
Altre raccomandazioni si soffermano sulla riduzione del contenuto di sale e moderazione (generica) riguardo all’alcol.
 
Queste Linee saranno valide fino al 2030 e porranno le basi per costruire i menù serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle basi militari e attraverso i programmi di assistenza federale.

9 gennaio 2026 ( modifica il 9 gennaio 2026 | 16:47)