Camilla Sernagiotto

La biologa nutrizionista Ilenia Grieco smonta alcune delle leggende più radicate legate al dimagrimento, offrendo una guida essenziale che riporta al centro un principio chiave: non esistono scorciatoie, ma equilibrio, consapevolezza e metodo

Nel mare magnum delle diete — tra consigli fai-da-te, mode social e promesse lampo — orientarsi è diventato sempre più difficile. Non a caso, mentre il 6 maggio si celebra il No Diet Day, ricorrenza che invita a mettere in discussione l’ossessione per le restrizioni e a promuovere un rapporto più sano con il cibo, torna centrale una domanda: quanto c’è di vero in ciò che sappiamo sull’alimentazione? Eppure, quando si parla di perdita di peso, la scienza è molto meno ambigua di quanto sembri. A creare confusione sono soprattutto i falsi miti, duri a morire, che continuano a circolare e a influenzare scelte quotidiane spesso inefficaci, se non controproducenti. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto a Ilenia Grieco, biologa nutrizionista con formazione presso il laboratorio dei dismetabolismi dell’Ospedale Sacco di Milano, di smontare alcune delle convinzioni più diffuse. Il risultato è un vademecum essenziale che riporta al centro un principio chiave: non esistono scorciatoie, ma equilibrio, consapevolezza e metodo. 



















































Per dimagrire bisogna eliminare i carboidrati

«È un mito molto diffuso, ma scientificamente scorretto», chiarisce l’esperta. «I carboidrati rappresentano una delle principali fonti energetiche per il nostro organismo, soprattutto per cervello e muscoli». Eliminarli del tutto, magari senza neppure consultare uno specialista — spiega — comporta spesso una perdita di peso iniziale dovuta principalmente a liquidi e glicogeno, non a grasso corporeo. «Nel lungo periodo può favorire squilibri metabolici, calo dell’energia e alterazioni del microbiota».

Saltare i pasti aiuta a perdere peso

«Saltare i pasti può funzionare nel brevissimo periodo, ma è spesso controproducente», afferma Grieco. «Aumenta la fame nelle ore successive e favorisce episodi di iperalimentazione». Dal punto di vista fisiologico, aggiunge, «può alterare la regolazione ormonale e indurre il corpo a risparmiare energia, rallentando il metabolismo». La strategia vincente? «Regolarità, non restrizione disordinata. E sempre sotto controllo medico».

Tutti i grassi vanno evitati

«Non tutti i grassi sono uguali», sottolinea Grieco. «I grassi insaturi – precisa – sono protettivi e necessari, quindi fondamentali per la produzione ormonale, l’assorbimento delle vitamine liposolubili e la salute cellulare». Il problema casomai riguarda «i grassi trans e un eccesso di grassi saturi». Eliminare completamente i grassi «significa privare l’organismo di funzioni essenziali».

Mangiare pochissimo fa dimagrire più velocemente

«Una restrizione calorica eccessiva potrebbe portare sì a un calo rapido del peso, ma spesso a scapito della massa magra», spiega. «Il corpo interpreta questa condizione come uno stato di allarme e attiva meccanismi di adattamento: riduce il metabolismo basale e aumenta l’efficienza energetica». Il risultato? «È più facile recuperare il peso perso, spesso anche di più».

Gli alimenti light fanno dimagrire

«Light non significa automaticamente dimagrante», precisa l’esperta. «Molti prodotti hanno un contenuto ridotto di grassi, ma compensano con un aumento di zuccheri, addensanti o dolcificanti per mantenere gusto e consistenza». C’è poi un fattore psicologico tutt’altro che secondario: «Si tende a consumarne quantità maggiori proprio perché percepiti come più sani o senza conseguenze sul peso». Questo meccanismo, spiega Grieco, «porta spesso a sottovalutare l’apporto calorico complessivo». Risultato: «Il bilancio finale può essere simile, se non addirittura superiore rispetto ai prodotti tradizionali». Per questo, conclude, «la vera discriminante resta sempre la consapevolezza delle quantità e la lettura critica delle etichette, non la semplice dicitura light».

Le diete detox eliminano tossine e fanno dimagrire

«Il nostro organismo possiede già sistemi altamente efficienti di detossificazione», spiega. «Fegato, reni e intestino svolgono naturalmente questa funzione». Le diete detox, quindi, «non hanno basi scientifiche solide e il dimagrimento associato è spesso temporaneo. Meglio parlare di supporto metabolico».

Mangiare dopo una certa ora fa ingrassare

«Non è l’orario a determinare l’aumento di peso, ma il bilancio energetico complessivo», chiarisce Grieco. Tuttavia, aggiunge, «pasti molto abbondanti e disordinati la sera possono influire su digestione, sonno e regolazione metabolica. Non esiste dunque un’ora che fa ingrassare, ma una gestione più o meno coerente dei ritmi biologici».

Le proteine si possono mangiare senza limiti

«Anche le proteine apportano calorie», ricorda l’esperta. «Un eccesso, soprattutto se protratto nel tempo, può essere convertito in energia o, in alcuni casi, in tessuto adiposo». Pur essendo nutrienti fondamentali per il mantenimento della massa muscolare e per il senso di sazietà, sottolinea, «non possono essere considerate neutre dal punto di vista calorico». Devono quindi essere inserite in un contesto bilanciato: «Il loro consumo va calibrato in base al fabbisogno individuale, allo stile di vita e al livello di attività fisica». Il focus, ribadisce, «non è mai il singolo macronutriente, ma l’equilibrio complessivo della dieta e il bilancio energetico totale».

Esistono alimenti che fanno dimagrire da soli

«Nessun alimento, da solo, ha il potere di far dimagrire», afferma la specialista. Alcuni cibi possono certamente favorire il senso di sazietà o avere un effetto positivo sul metabolismo, «ma il risultato dipende sempre dall’insieme: alimentazione, stile di vita, qualità del sonno e gestione dello stress». Si tratta, spiega, di «un equilibrio complesso in cui ogni fattore contribuisce al risultato finale. Concentrarsi su un singolo alimento rischia di distogliere l’attenzione da ciò che conta davvero, cioè la coerenza delle abitudini nel tempo». Pensare che esista un cibo miracoloso, conclude, «è una semplificazione fuorviante» che illude e allontana da un approccio realmente efficace e sostenibile.

Per dimagrire servono diete drastiche e rigide

«Le diete troppo rigide funzionano poco e male nel lungo periodo», spiega. «Creano un rapporto disfunzionale con il cibo e aumentano il rischio di abbandono». Un percorso efficace, sottolinea, «deve essere personalizzato, sostenibile e adattato alla vita reale. L’obiettivo non è solo perdere peso, ma riuscire a mantenerlo».

6 maggio 2026